giovedì, Dicembre 8, 2022
HomeNotizieIran NewsLe “elezioni presidenziali” del regime iraniano

Le “elezioni presidenziali” del regime iraniano

CNRI – Con l’approssimarsi delle cosiddette “elezioni” in Iran, è utile ricordare ai politici la realtà del sistema politico che vige laggiù. Il regime iraniano sta cercando da anni, con la sua propaganda, di spacciare la favola sul movimento riformista all’interno dell’élite al potere, il quale ha bisogno dell’incoraggiamento occidentale sotto forma di inazione di fronte alle provocazioni del regime. Tale propaganda evita di menzionare un fattore-chiave: è sul leader supremo che ricade tutto l’effettivo potere esecutivo e che tutti i candidati devono essere approvati dall’élite al potere. Pertanto, non importa chi sia il presidente in Iran. Le elezioni di Maggio saranno, come le precedenti, una farsa.

Il ruolo del presidente 

In Iran, il presidente è la seconda più alta carica dopo il leader supremo, il quale ha l’ultima parola su tutti i maggiori affari di stato. I poteri del presidente sono limitati dai religiosi nella struttura di potere del paese e dall’autorità del leader supremo. È il leader supremo, e non il presidente, che controlla le forze armate iraniane e prende decisioni sulla sicurezza, sulla difesa e sulle questioni più importanti di politica estera.

Il presidente può esprimersi a livello di attuazione e amministrazione degli affari, ma può essere scavalcato dall’establishment religioso attraverso la magistratura o il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).

Il presidente rimane in carica quattro anni e non può svolgere più di due mandati consecutivi.

L’esame dei candidati

I candidati vengono esaminati dal Comitato per il Monitoraggio delle Elezioni del Consiglio dei Guardiani e sono loro che selezionano la manciata di candidati che possono candidarsi per la carica. Nelle elezioni del 2013, presentarono domanda 680 persone e il Comitato subito li ridusse a soli otto candidati.

Ci sono dei requisiti generali per la candidatura, tra questi: essere cittadino di origine iraniana, avere più di 18 anni di età, essere musulmano, essere qualificato ad essere un protettore dello stato e possedere sia capacità manageriali che un passato di affiliazione politica e religiosa alla “Repubblica”.

A tutti i candidati del regime viene richiesto per legge di mostrare “una sincera e pratica fedeltà” al potere religioso assoluto, quale prerequisito per la loro candidatura. Questa fedeltà viene determinata dal Consiglio dei Guardiani, in cui sei religiosi vengono nominati dal leader supremo e i rimanenti sei giuristi vengono nominati dal capo della magistratura, a sua volta scelto dal leader supremo.

Come dice Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana: “Elezioni democratiche, nelle quali le persone possono permettersi una vera scelta, selezionando i loro leaders, non esistono nell’Iran di oggi. La vera opposizione non ha voce politica. Ciò che esiste attualmente è una lotta di potere senza fiato attraverso delle elezioni-farsa, il cui risultato non è dato dal voto popolare. ma dall’equilibrio interno di potere del regime”.

Registrazione e Campagna Elettorale

Il periodo elettorale è breve in Iran, solo 20 giorni. Le “elezioni” si terranno il 19 Maggio e i candidati possono registrarsi solo tra il 10 e il 14 Aprile. La lista finale dei candidati viene pubblicata dieci giorni dopo, il 24 Aprile. La campagna elettorale inizia il 27 Aprile e si chiude due giorni prima delle elezioni del 19 Maggio. I risultati vengono annunciati il giorno seguente e l’insediamento avviene il 1° Agosto.

Nel 2009 ci furono proteste diffuse dopo che era divenuto evidente che l’élite al potere aveva manipolato le elezioni presidenziali in suo favore. Le forze di sicurezza repressero brutalmente i manifestanti. Da allora, l’establishment ha preso molti provvedimenti per far sì che le elezioni non agiscano da catalizzatore per la protesta popolare. Le misure di sicurezza sono state rafforzate e i media, sia stranieri che iraniani, ancora più repressi, con l’arresto dei giornalisti.

Lo scrutinio

In Iran non c’è una registrazione o un elenco dei votanti. Gli iraniani possono votare ovunque presentando il loro documento di identità nazionale, o Shenasnameh, timbrato dal seggio elettorale.

Una volta che i seggi si chiudono, inizia il processo di conta dei voti. Né al pubblico, né a qualunque organizzazione della società civile è permesso assistere alla conta. Tuttavia gli agenti dei candidati posso essere presenti in qualunque seggio durante le ore di voto e durante la conta dei voti.

Il presidente del regime iraniano viene nominato per maggioranza assoluta. In altre parole la persona che ottiene il 50% dei voti +1 è il vincitore. Ma nel caso in cui non si raggiungesse la maggioranza assoluta, la legge richiede un ballottaggio tra i primi due, il ballottaggio deve avvenire entro una settimana dalla prima tornata di elezioni. 

Una volta determinato il vincitore, il Consiglio dei Guardiani approva il processo di “elezione” e il leader supremo firma la Lettera di Presidenza. Il nuovo presidente presta giuramento di fronte al Majles (il Parlamento iraniano).

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,485FollowersFollow