mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Le divergenze “sono ancora gravi” nei colloqui sul nucleare iraniano a otto settimane dalla scadenza del 24 Novembre

Un alto funzionario del Dipartimento di Stato U.S.A. ha detto che le divergenze “sono ancora gravi” a solo otto settimane dalla scadenza del 24 Novembre.

 

“Non abbiamo un intesa su nessuna delle questioni più importanti. Ne abbiamo qualcuna utile a far progredire questo processo ed abbiamo ancora una quantità enorme di dettagli su cui lavorare”, ha detto il funzionario ai giornalisti.

“La colpa è principalmente dell’Iran”

Un editoriale pubblicato da “The New York Times” sabato diceva: “Con i maggiori leaders che partecipano all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questo è il momento di spezzare l’impasse su un accordo esaustivo per limitare il programma nucleare iraniano. Ma finora non vi sono stati veri segnali di movimento, ancor meno una svolta, nonostante i negoziati tra il Segretario di Stato John Kerry, il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e Catherine Ashton, negoziatore europeo. La colpa è principalmente dell’Iran”.

Una prospettiva poco chiara all’approssimarsi della scadenza

Il “Los Angeles Times” ha riferito che l’ultimo giro di colloqui sul programma nucleare iraniano si è chiuso, arrancando, venerdì, senza quella svolta che molti speravano di poter presentare durante l’annuale sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. 

“Alcuni temono che sia improbabile, in assenza di una svolta questa settimana, che funzionari di minor livello saranno in grado nei prossimi due mesi di risolvere le discrepanze su cui si va ripetutamente dibattendo da Gennaio”.

“Anche se negoziatori di minor livello riusciranno a superare i maggiori ostacoli, non è chiaro se avranno il tempo di risolvere le molte e complicate questioni secondarie da affrontare per la scadenza del 24 Novembre. I negoziatori si erano già dati una proroga di quattro mesi sulla scadenza iniziale”.

L’articolo aggiunge: “C’è meno accordo ora di quanto non ce ne fosse a Luglio su alcune questioni, ad esempio su come l’Iran limiterà la produzione dell’impianto nucleare ad acqua pesante di Arak. ‘Le parti non sono d’accordo non solo su questioni strettamente politiche, ma anche su problemi di fisica nucleare fondamentale’, ha detto uno dei partecipanti ai negoziati”.

Reuters, LA Times, NY Times

 

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