mercoledì, Febbraio 1, 2023
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La Resistenza Iraniana accoglie con favore la posizione della comunità araba nei confronti del regime teocratico e chiede un’azione efficace e praticabile

La Resistenza Iraniana accoglie con favore le decisioni adottate nel summit straordinario dei ministri degli esteri degli stati arabi, come la condanna del regime dei mullah “per il suo continuo coinvolgimento negli affari arabi che alimentano i conflitti settari e religiosi” e “il supporto al terrorismo e ai gruppi terroristici negli stati arabi, con armi avanzate e missili balistici” e il deferimento al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per “la violazione della Risoluzione N°2231 sullo sviluppo del programma sui missili balistici” e “la violazione della Risoluzione 2216” riguardante lo Yemen… e li considera passi necessari a contrastare la politica di esportazione del fondamentalismo e del terrorismo del regime dei mullah al potere in Iran, che devono essere completati da una serie di misure concrete.

Il regime teocratico ha una estrema necessità di esportare il terrorismo, la guerra e l’estremismo, per poter sopravvivere. Da tre decenni, la Resistenza Iraniana sta sottolineando la necessità di combattere questo regime che è il più grande nemico della pace e della tranquillità nella regione e nel mondo. Il non essere riusciti a prestare attenzione a questa minaccia, i negoziati e l’accondiscendenza hanno permesso al regime di espandere un’ondata senza precedenti di terrorismo, guerra e massacri verso paesi della regione come la Siria, l’Iraq, il Libano e Palestina, fino allo Yemen, al Bahrein e all’Afghanistan, e persino oltre questa regione.

Alcune delle misure necessarie per completare le posizioni dei ministri degli esteri arabi, le decisioni prese alla Conferenza di Riyadh (Aprile 2017) e al Summit dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica di Istanbul (Aprile 2016) sono le seguenti:

1. Espellere il regime dei mullah dalla Conferenza per la Cooperazione Islamica e da tutte le istituzioni e gli organi regionali ed assegnare i seggi dell’Iran al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana quale unica alternativa democratica alla dittatura religiosa e terrorista al potere in Iran.

2. Completare l’interruzione delle relazioni economiche e diplomatiche dei paesi arabi e islamici con il regime iraniano.

3. Adottare le necessarie misure a livello regionale ed internazionale per espellere le Guardie Rivoluzionarie e le sue milizie mercenarie dai paesi della regione, in particolare da Iraq, Siria e Yemen, e per impedire al regime iraniano e alle sue milizie di inviare truppe e armi ai suddetti paesi, in base alle risoluzioni 2216 e 2231 del Consiglio di Sicurezza.

4. Fornire totale supporto politico, finanziario, militare e armi all’opposizione democratica siriana e vietare qualunque interferenza del regime iraniano nei negoziati sulla crisi siriana.

5. Inserire l’IRGC nelle liste terroristiche e vietare completamente ogni rapporto con le aziende ad esso affiliate.

6. Condannare i crimini contro l’umanità del regime dei mullah verso il popolo iraniano, in particolare l’esecuzione di 120.000 prigionieri politici e il massacro di 30.000 prigionieri politici del 1988, e appoggiare la volontà del popolo di rovesciare questo regime disumano.

Il terrorismo e l’estremismo nella loro forma attuale sono emersi in questa regione dall’ascesa dei mullah e queste politiche distruttive e mortali finiranno solo con il rovesciamento di questo regime. Questa è una soluzione a portata di mano, visto l’odio e il disgusto di tutto il popolo nei confronti di questo regime, la presenza di un’opposizione nazionale e di un’alternativa potente e organizzata.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Comitato Affari Esteri

20 Novembre 2017

 

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