mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Gli imprenditori francesi delusi dal mercato iraniano

CNRI – Dopo l’euforia iniziale causata dall’alleggerimento delle sanzioni all’Iran, le aziende francesi interessate a lavorare con l’Iran si trovano ora in uno stato di disperazione e delusione, secondo il settimanale francese di economia Challenges.

Questo settimanale francese ha scritto: “La rimozione ufficiale delle sanzioni all’Iran, a Gennaio 2016, hanno creato un’enorme speranza per le aziende francesi. A quasi due anni da quella data, ora stiamo assistendo alla delusione degli imprenditori e delle industrie francesi”.

“Dobbiamo dire che la delusione è in armonia con le speranze create dalla rimozione ufficiale delle sanzioni nel 2016. In quel periodo, la maggior parte degli osservatori del paradisiaco mercato iraniano dissero a malapena che, avendo una popolazione di 80 milioni di persone avrebbe potuto presentarsi come il più attraente mercato del mondo”.

In quel periodo, durante la visita di Hassan Rouhani a Parigi alla fine di Gennaio 2016, Pierre Gattaz, Presidente del Mouvement des Entreprises de France (MEDEF) disse: “Ora è il nostro turno. I francesi devono muoversi velocemente”. Quasi due anni dopo, l’ottimismo iniziale si è trasformato in una sorta di frustrazione e di delusione per gli imprenditori francesi.

La Total ha rovinato il sogno del petrolio

Riguardo all’investimento dell’azienda francese Total in Iran, vale la pena ricordare che il quotidiano ufficiale Javan, affiliato all’IRGC, ha citato il presidente di questa compagnia il 15 Novembre dicendo: “Se c’è un regime di sanzioni per l’Iran, dobbiamo analizzarlo. Noi lavoriamo con gli Stati Uniti ed abbiamo investimenti negli Stati Uniti che aumenteranno ulteriormente il nostro capitale negli Stati Uniti”.

E il mese scorso aveva detto inoltre che: “Se le sanzioni americane prevedono delle leggi che ci costringeranno a ritirarci, le dovremo rispettare. Tutto considerato, se potremo, lo faremo e se non potremo ci fermeremo. Al momento la Total sta vagliando le opzioni e tutto dipende dal Congresso americano che deciderà quali sanzioni ci saranno e che tipo di sanzioni verrà applicato”.

Queste preoccupazioni crescono quando si tratta della posizione del presidente francese sulle sanzioni contro la capacità missilistica (del regime iraniano), ma il ministro del petrolio, nonostante abbia ripetutamente difeso l’accordo, ha ammesso che questo accordo potrebbe impedire l’imposizione di nuove sanzioni e che in realtà, con le attrattive economiche e la mobilitazione dei giganti del petrolio, si potrebbe creare una barriera contro le sanzioni. Ma questa teoria sta ora perdendo terreno.

 

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