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La politica sull’Iran e una valida alternativa

11 Luglio 2019 – L’Iran è l’oggetto di un’importante conferenza oggi, ad Ashraf-3, in Albania. Illustri oratori discuteranno delle opzioni politiche per Stati Uniti, Europa e i loro alleati per’affrontare la crisi iraniana. Inoltre rifletteranno sul ruolo dell’opposizione democratica iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (Mujahedin-e Khalq, PMOI o MEK) nel futuro del paese.

Il titolo della conferenza è “La politica sull’Iran e una valida alternativa”. Ashraf 3 ospita migliaia di membri del MEK in Albania. Il Comitato Affari Esteri del CNRI seguirà l’evento dal vivo mentre si svolge. Di seguito gli aggiornamenti.
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Tra gli oratori ci saranno:
Il sindaco Rudy Giuliani – Ex-Sindaco di New York
L’Ambasciatore Lincoln Bloomfield – Ex-Assistente del Segretario di Stato americano
Il Generale James Conway – Ex-Comandante del Corpo dei Marines americani
Il Prof. Ivan Sascha Sheehan – dell’Università di Baltimora
L’Ambasciatore Robert Joseph – Ex-Sottosegretario di Stato americano per il Controllo delle Armi
L’On. John Baird – Ex-Ministro degli Esteri del Canada
Il Senatore Robert Torricelli – Ex-Senatore americano

Il Senatore Robert Torricelli

L’ex-Senatore americano Robert Torricelli alla conferenza sull’Iran in Albania ha detto: “I giovani iraniani scesi nelle strade vogliono cambiare. C’è un’alternativa al regime in Iran. C’è un opposizione valida. Ha una leadership forte. L’opposizione democratica è il MEK”.
Il Senatore Robert Torricelli ha ulteriormente sottolineato il diritto del popolo iraniano di vivere in un Iran democratico. “Noi dobbiamo continuare a ricordare ai membri del Congresso e ai parlamenti di tutta Europa che se si crede nell’uguaglianza tra i popoli, perché non si deve credere che il popolo dell’Iran abbia diritto ad un governo giusto?
Esiste un’alternativa. Voi potete dissociarvi dai mullah e prendere posizione a sostegno di coloro che vogliono abbattere il regime. Perché ci sono degli iraniani che si ribelleranno insieme al MEK”, ha proseguito il Senatore Torricelli.

L’Ambasciatore Robert Joseph

L’Ambasciatore Robert Joseph, ex-Sottosegretario di Stato per il Controllo delle Armi: “L’accordo sul nucleare del 2015 ha molti difetti. Non si occupa della produzione di missili balistici del regime, né delle altre sue vergognose attività, come i crimini contro l’umanità in Siria. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato una piattaforma in 12 punti per affrontare i problemi del JCPOA”.
“L’unica soluzione alla minaccia nucleare dell’Iran è un cambio di regime. Questo è vero oggi, ma è vero anche se parliamo del destino e del futuro del popolo iraniano. Riguarda i valori, la libertà, la diffusione della democrazia… Il CNRI e il MEK forniscono una valida alternativa a questo regime… La prima e più grande vittima del regime è il popolo dell’Iran”.

L’ex-Ministro degli Esteri canadese John Baird

L’ex-Ministro degli Esteri canadese John Baird: “La nostra arma migliore è la verità e il nostro migliore sostenitore è il popolo dell’Iran”.
Il Senatore Robert Torricelli: “Esiste un’idea di base: che le cose si aggiusteranno. Che il futuro non è così brutto come il passato. Che persino un regime dispotico si riformerà col tempo. Questo è un handicap per noi. Il regime iraniano non si riformerà. Non cambierà”.
“Il secondo handicap sono quelli che amano compiacere il regime e che fanno i moralisti opponendosi alla guerra. Questo è il problema. Prima di tutto c’è una guerra. Non c’è un contrattacco. Decine di migliaia di iraniani sono stati uccisi dal loro stesso governo. C’è una guerra dichiarata contro il popolo iraniano sin dal 1979. Quelli che discutono di pazienza e di tempo non hanno una statura morale.
“Se hai la marina e la usi per attaccare i carri civili e lo spazio aereo internazionale, perdi il diritto ad averla. Secondo me l’Iran dovrebbe perdere la sua marina. Il regime dell’Iran è in guerra con il mondo. Il fatto che la comunità internazionale non stia reagendo non la rende meno guerra”.
L’Ambasciatore Robert Joseph, ex-Sottosegretario americano per il Controllo delle Armi: “La politica giusta è quella che accelera la fine di questo regime. La politica sbagliata è quella che prolunga la vita di questo regime. L’accondiscendenza si è rivelata non solo un fallimento, ma anche contraria agli interessi americani. Dobbiamo iniziare con la massima pressione e questa amministrazione sta facendo un buon lavoro. Le sanzioni stanno avendo un grosso impatto sull’economia iraniana.
Se mostriamo debolezza, è una provocazione. Quando mostriamo forza, il regime fa un passo indietro. È importante che teniamo sempre a mente che mostrare la forza è la chiave per il successo.
Un’invasione terrestre non è necessaria. Il cambiamento deve venire da dentro (l’Iran). Una politica più efficace deve prevedere di sfidare il regime per le sue massicce violazioni dei diritti umani. Non lo facciamo abbastanza spesso. Dobbiamo negoziare sulle questioni del nucleare, ma dobbiamo tenere a mente quali sono i nostri principi. Non dobbiamo essere vittime dell’idea che i negoziati implichino il compromesso e fare concessioni all’altra parte. Questo è ciò che è avvenuto con il JCPOA.
Il nostro obbiettivo deve essere sfidarli, unendo questi strumenti, sia le sanzioni che l’esercito, che faciliteranno la fine di questo regime”.

Il Generale James Conway

Il Generale James Conway, ex-Comandante del Corpo dei Marines americani: “’L’obbiettivo dei regimi autoritari è la loro sopravvivenza. Il regime iraniano vuole anche essere la prima potenza nella regione. Come affrontiamo questa cosa?
Stiamo affrontando l’espansione della ‘Mezzaluna Sciita’ in Siria. Dobbiamo continuare a farlo. La seconda cosa che dobbiamo fare è inasprire le sanzioni. Ciò che le sanzioni devono chiarire agli indecisi è che il loro regime è considerato un paria. Non vi sta portando da nessuna parte. Se le sanzioni sono necessarie per far arrivare questo messaggio agli strati medi della società, dobbiamo inasprirle.”

Il Prof. Ivan Sascha Sheehan dell’Università di Baltimora: “Alla fine la battaglia è sul diritto di pensare liberamente. Il regime ha paura della verità, ha paura dei fatti. Dobbiamo organizzare eventi come questi e diffondere la verità. Dobbiamo dare al popolo iraniano la percezione di ciò che sta avvenendo attorno a lui e l’idea che c’è una valida alternativa.

L’opposizione iraniana non teme la verità e sa che è dalla sua parte. Con il tempo queste idee porteranno alla rivoluzione che tutti vogliamo avvenga”.
John Baird, ex-Ministro degli Esteri canadese: “Possiamo sfruttare la vulnerabilità del regime per sostenere il popolo iraniano. Il regime è consapevole che quando cadrà non avrà un posto dove andare. Gli alti esponenti di questo regime sanno che non avranno dove andare e che verranno giudicati per i loro crimini, come il massacro dei prigionieri politici del 1988 e l’attentato al Jewish Center in Argentina”.
Il Senatore Robert Torricelli: “Nessuno può credere seriamente che questo regime durerà a lungo. È una situazione insostenibile. Se sei in una posizione di comando oggi, ci sarà un momento nella tua vita in cui ne dovrai rispondere.
Ci sono molti modi in cui il regime iraniano può cadere. Può essere un modo brutto e sanguinoso o può semplicemente collassare. Il mio messaggio ai suoi leader è ‘Attenti a quello che fate. Lasciatelo collassare. Se fossi in voi, scomparirei. Non c’è motivo che veniate coinvolti in un massacro”.

L’Ambasciatore Robert Joseph, ex-Sottosegretario di Stato americano per il Controllo delle Armi: “Questo regime è dalla parte sbagliata della storia. Cadrà. Ma se noi perseguiremo politiche sbagliate che favoriranno questo regime, come dare 150 miliardi di dollari di anticipo, perpetueremo questa minaccia e faremo del male al popolo dell’Iran.
Noi dobbiamo continuare incessantemente a denunciare la brutalità del regime e le sue violazioni dei diritti umani. Nell’ambito dell’informazione, dobbiamo concentrarci su come questo regime ha deluso il popolo. Basta guardare alla sua incapacità di rispondere alle recenti inondazioni. È un regime incompetente. Questa è una vulnerabilità che deteriorerà ulteriormente il sostegno a questo regime in Iran, che sta già diminuendo giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno”.
Il Generale James Conway, ex-Comandante del Corpo dei Marines americani: “Il regime iraniano diventa sempre più avido. Ogni leader di questo regime possiede un conto bancario in Svizzera che cresce mentre il popolo dell’Iran vive in povertà. Dobbiamo denunciare queste cose e far sapere al popolo chi sono i suoi leader.
“Cosa serve (per rovesciare il mullah)?”, chiede l’Ambasciatore Bloomfield.

Il Prof. Ivan Sascha Sheehan dell’Università di Baltimora: “Il regime di Teheran teme la pressione interna più di quanto non tema le minacce esterne. Il popolo dell’Iran non ha bisogno che il mondo lo soccorra. Il cambio di regime verrà guidato da voi”.

John Baird: “Esiste un futuro diverso per l’Iran. Dobbiamo aiutare il popolo iraniano a seguire un cammino diverso e a cercare una nuova leadership per il suo paese”.

“Stiamo esercitando una forte offensiva e una forte difesa?”, chiede l’Ambasciatore Bloomfield.

Il Sen. Torricelli: “Non abbastanza”.

Il Sen. Torricelli ha ricordato le molte volte in cui i giornalisti americani ed europei hanno rivangato le sciocchezze diffuse dal regime.
“Succede continuamente. A Teheran hanno diffuso attentamente false informazioni sui principali media. Stiamo rispondendo ed è una dura salita. Ciò che i mullah stanno facendo con la disinformazione a Washington, Londra e Parigi, si può fare con la verità”.
John Baird: “Il fatto che le autorità europee abbiano sventato un piano del regime che voleva attaccare la conferenza Free Iran di Parigi nel 2018… questa avventatezza dimostra quanta paura ha il regime di voi.
“Come facciamo a mettere insieme tutte le atrocità del regime per trasformarle in una potente miscela?”, chiede l’Amb. Bloomfield.

L’Ambasciatore Robert Joseph: “Quello che ho visto è che i giornalisti tendono a rivolgersi sempre alle stesse fonti. Se guardate a chi si rivolgono nel mondo dei think tanks, la maggior parte di queste persone lavorano per il regime.
“È qui che il MEK e il CNRI possono fare la differenza.”
L’Ambasciatore Joseph ha sottolineato che gli Stati Uniti devono enfatizzare il dossier sui diritti umani in Iran. “Ecco come uniamo i puntini”.

“Il mondo sa degli atti di terrorismo del regime nei vari paesi? Quando è diventato un comportamento accettabile? Cosa dobbiamo fare?”, chiede l’Amb. Bloomfield.

Il Prof. Sheehan: “Ci sono alcuni gruppi e individui con cui non si può assolutamente negoziare. Il regime è un simbolo per loro.
A Washington, DC, abbiamo scoperto una lobby pro-regime profondamente radicata e questa stessa lobby si trova anche in altre parti del mondo. Ma gli strumenti e il potere delle idee che abbiamo oggi a nostra disposizione, sono molto più forti di quelli che avevamo prima.
Non dobbiamo aspettare che Washington cambi la sua politica. Ogni cittadino in ogni parte del mondo può contribuire a questo cambiamento.
Moltissime persone a Washington hanno paura che ciò che è accaduto il Siria e in Libia si possa ripetere in Iran”, ha detto l’Amb. Bloomfield toccando un argomento di cui si è molto discusso in questi giorni.

L’ex-Ministro degli Esteri canadese John Baird: “Devono comprendere chi è il popolo iraniano e qual è il suo potenziale. Dobbiamo rifiutare questa visione di politica estera dell’élite in Occidente. In Occidente i regimi iniziano a fare cose stupide e pazzesche e ad avere il tipo di atteggiamento che abbiamo visto in questo regime. Negli loro ultimi giorni non sono razionali e più si comportano così e più vicini sono alla loro fine”.

“Il popolo iraniano ha queste aspirazioni almeno dall’inizio del 20° secolo. Come possiamo convincere l’Occidente che possiamo dargli fiducia se questo regime collassa?”, chiede l’Amb. Bloomfield.

Il Sen. Torricelli: “Teheran sta cercando disperatamente di coinvolgere gli europei nel dialogo per avere un’ancora di salvezza economica. Non vuole lo scontro militare, ma attacca i droni americani. Questi sono atti irrazionali. Quando il regime diventa così irrazionale, vuol dire che le sanzioni stanno funzionando. Queste azioni irrazionali mi dicono che stiamo arrivando al punto. Se io fossi Trump, Merkel o Macron, spingerei sull’acceleratore perché ci stanno segnalando che quello che stiamo facendo funziona”.
Il Sindaco Rudy Giuliani
“Come mettiamo la politica occidentale nella giusta direzione? Cosa possiamo fare che ancora non stiamo facendo?”, chiede l’Amb. Bloomfield.
Il sindaco Rudy Giuliani: “Qualche anno fa abbiamo avuto un’opportunità quando le sanzioni stavano funzionando. Questi sono dei forti indicatori del fatto che le proteste in Iran stanno diventando politiche”.

“Si sono dette brutte cose su di lei per il suo sostegno al MEK e a Madam Rajavi. Cosa deve sapere Washington del fatto che l’immagine di questo gruppo è totalmente distorta?”, chiede l’Amb. Bloomfield.

Il Sindaco Giuliani: “Abbiamo bisogno di una massiccia campagna di pubbliche relazioni. Quando la gente scoprirà per cosa combatte davvero questo gruppo e ripenserà alle accuse passate, allora tutto inizierà ad avere un senso. Abbiamo tutti lo stesso obbiettivo: un Iran libero e democratico”.

“Esiste la possibilità che Canada, Stati Uniti ed Europa trovino un terreno comune di discussione su come il regime sta ingannando l’Occidente, sfuggendo alle sue responsabilità?”, chiede l’Amb. Bloomfield.

L’ex-Ministro degli Esteri canadese John Baird: “Dopo l’Iraq, il Presidente Obama ed altri leaders europei cercarono disperatamente di far funzionare la diplomazia invece della forza militare. Ciò di cui abbiamo bisogno è una leadership. La debolezza che nel 2009 non ci ha fatto sostenere il popolo iraniano, verrà ricordata nella storia come un’opportunità persa. Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per combattere per ciò che è giusto. Abbiamo bisogno di una leadership. Ed è quello che Madam Rajavi sta cercando di fornire”.
Il Sen. Torricelli: “La gente si sta rendendo conto che questo regime non diventerà mai moderato. Il comportamento del regime sta peggiorando sempre di più”.
“Cosa possiamo fare per dimostrare che esiste un’alternativa democratica. Come troviamo quella marcia in più a Washington?”, chiede l’Ambasciatore Lincoln Bloomfield.

Il Sindaco Rudy Giuliani

Il Sindaco Rudy Giuliani: “Nell’ultimo anno il regime è diventato più spaventato e irrazionale. L’abbattimento del drone e quello che stanno facendo con le petroliere… forse i mullah vogliono che li attacchiamo e sperano che questo spinga la gente a correre il loro difesa. Noi siamo piuttosto riluttanti ad intraprendere un’azione militare e anche il mondo reagirebbe male perché i mullah potrebbero respingerci se venissero coinvolti a livello diplomatico. Però ci stanno mancando di rispetto.
Io credo che i mullah stiano per cadere, con queste proteste, le cose assurde che stanno facendo… Credo che siano disperati. Quello che fanno li fa sembrare come esponenti di un regime che non pensa in maniera intelligente.”

Il Sindaco Rudy Giuliani: “Io credo che ritirarsi da quell’accordo (l’accordo sul nucleare del 2015) sia stato efficace. Se pensiamo alle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro è stato molto zelante nell’applicarle. Questo ha cambiato molte cose. Il presidente ha fatto quello che Obama non ha fatto quando non ha appoggiato i manifestanti. Il fatto che le proteste continuino è un buonissimo segno, anche se il regime ha cercato di soffocarle. La più grossa frustrazione è cercare di convincere i governi europei a fare la cosa giusta. Qualunque siano i loro interessi economici e le loro paure, dovremmo essere tutti uniti nell’eliminare questo regime. Abbiamo aumentato la pressione, cercato di mettere altre sanzioni. Ma il punto importante è che alcune di queste rivoluzioni sono avvenute senza un’alternativa. Non dovete lasciare che succeda questo. Noi dobbiamo riuscire a far capire agli americani che esiste un’alternativa e fargliela vedere”.

 

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