lunedì, Gennaio 30, 2023
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La lobby iraniana silenziosa sull’aumento delle esecuzioni

L’Iran è il leader mondiale in termini di esecuzioni in rapporto alla popolazione e di esecuzioni di minori, ma particolarmente frequenti sono le impiccagioni pubbliche di prigionieri politici, etnici e religiosi da una gru da costruzioni.

Di recente, il regime ha aumentato il tasso di esecuzioni in risposta alle diffuse proteste interne, alle pressioni internazionali e al ritorno delle sanzioni statunitensi, il che significa che i mullah stanno perdendo il controllo mentre affrontano una crisi economica, causata da decenni di cattiva gestione e corruzione, che ha visto il calo della valuta locale del 70% rispetto al dollaro e ha portato a una forte inflazione.

L’ultimo esempio è stata l’esecuzione di Vahid Mazloumin, noto anche come “Sultano delle monete”, un mercante d’oro accusato dalle autorità iraniane di contribuire a drammatici aumenti dei prezzi accumulando oro, come monito per i commercianti e le imprese iraniane a non minare le politiche del regime. È stato condannato a morte in ottobre, mentre il suo assistente, Mohammad Esmail Qassemi, è stato impiccato la scorsa settimana con accuse simili.
Secondo l’agenzia di stampa statale Fars, Mazloumin non aveva un permesso per commerciare oro e valuta estera e aveva creato la più grande rete illegale del settore, accumulando circa due tonnellate di monete d’oro e istruendo la sua squadra a controllare il mercato delle monete d’oro per rivendere a prezzi più alti. Ora, non sappiamo quante delle accuse del regime siano corrette, ma quello che sappiamo è che questi tipi di crimini non dovrebbero comportare la sentenza di morte. Di fatto, si tratta di una violazione del diritto internazionale.

La vera ragione per cui il regime ha preso di mira questi uomini e altre persone accusate di “sconvolgere l’economia” non è punire i responsabili della crisi – che è colpa dei mullah – ma terrorizzare il pubblico e presentare il falso messaggio che tutto va bene.
Proprio la settimana scorsa, 130 scambiatori illegali di valute sono stati arrestati in operazioni su larga scala dalle forze di sicurezza e potrebbero ricevere lo stesso trattamento, con l’inserimento di vaghe accuse di sicurezza nazionale in processi economici, secondo l’Independent.
Il processo e la successiva esecuzione di Mazloumin hanno ricevuto aspre critiche da parte di gruppi per i diritti umani che hanno a lungo sottolineato che l’Iran usa “processi canguro” per imprigionare un gran numero di iraniani e persone con doppia cittadinanza, e Amnesty International ha definito tale processo “gravemente ingiusto”.

Hadi Ghaemi, direttore esecutivo del Centro per i Diritti Umani in Iran, ha dichiarato: “L’impiccagione in Iran di persone che sono state condannate in tribunale senza un giusto processo è una palese violazione della legge”.
Un gruppo che è rimasto sorprendentemente silenzioso è l’Iran Lobby, che dovrebbe parlare a nome del popolo iraniano, ma che in realtà promuove solo il punto di vista del regime.
Laura Carnahan ha scritto: “Ciò che è degno di nota in queste nuove esecuzioni è stato il silenzio proveniente dalla lobby iraniana, in particolare gruppi come il National Iranian American Council, che pretenderebbe di battersi per il migliore trattamento degli iraniani. Purtroppo, non sembra che ciò si applicchi a coloro le cui azioni minano gli sforzi del regime per rimanere al potere”.

 

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