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L’Iran ha uno dei più alti tassi di violenza sulle donne

Appello per un’azione internazionale per fermare la violenza sulle donne in Iran, istituzionalizzata e sponsorizzata dallo stato

Mentre il mondo celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la commissione per i diritti della donna del CNRI (Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana) richiede l’intervento della comunità internazionale, affinché il regime iraniano risponda della violenza sulle donne in Iran, sponsorizzata dallo stato ed istituzionalizzata.

La Costituzione e la legislazione del regime clericale istituzionalizzano la violenza sulle donne, e prevedono pene crudeli quali la fustigazione, la lapidazione e l’accecamento.
L’Iran è l’unico paese al mondo in cui migliaia di donne siano state giustiziate o torturate a morte per il loro dissenso.
Solo lo scorso anno circa mille donne sono state arrestate e brutalizzate per aver preso parte alle proteste antigovernative. A partire dall’insediamento del presidente Hassan Rouhani ad oggi sono state giustiziate 85 donne.
Ancora, i dati ufficiali degli ultimi anni attestano un drastico aumento della violenza sulle donne in Iran; gli esperti del regime hanno confessato: “Sotto il governo dei mullah, l’Iran ha uno dei più alti tassi di violenza sulle donne.” (Agenzia di stampa governativa ILNA, 18 Settembre 2018)

Pur ammettendo che l’ultimo studio sulla violenza sulle donne risale a 14 anni fa, gli esperti del regime hanno rivelato che il 66% delle donne iraniane è stato vittima di violenza nel corso della sua vita. (Agenzia di stampa governativa ISNA, 16 Novembre 2018). Sebbene questo dato rappresenti il doppio della media mondiale, si tratta chiaramente di una sottovalutazione della realtà di vita delle donne in Iran; a tal proposito un membro del parlamento dei mullah ha asserito: “Attualmente, nella società, la violenza domestica sulle donne è un fenomeno dilagante.” (Agenzia di stampa ufficiale IRNA – 25 Novembre 2017)
Nonostante ciò il regime ha impedito l’adozione di una legge sulla prevenzione della violenza contro le donne: non solo la magistratura ha omesso metà degli articoli, ma ha anche congelato la proposta di legge per 8 anni, rifiutandosi di passarla al parlamento per l’approvazione.

La più comune forma di violenza infitta alle donne in Iran sono le misure statali adottate per imporre il velo obbligatorio: durante lo scorso anno sono stati caricate sui social dozzine di video, che mostrano la ferocia della cosiddetta polizia morale nell’approccio con le donne iraniane nelle strade e nei parchi.
Un’altra comune forma di violenza sulle donne in Iran sono i matrimoni precoci e forzati, pratica ampiamente diffusa in tutto il paese: è stato ufficialmente riconosciuto che ogni anno, in Iran, sono obbligate a sposarsi circa 180.000 bambine. Gli esperti sociali del regime hanno anche rilevato la registrazione di centinaia di matrimoni di bambine sotto i 10 anni. (Agenzia di stampa ufficiale IRNA – 5 Agosto 2018)
Gi esperti del regime hanno anche ammesso che le strutture legali, giudiziarie e disciplinari vigenti in Iran permettono agli uomini di esercitare la forza e di commettere violenze sulle donne. (Agenzia di stampa ufficiale IRNA – 18 Luglio 2018)

La natura statale ed istituzionalizzata della violenza contro le donne in Iran richiede un’azione da parte della comunità internazionale, affinché il regime iraniano risponda delle violazioni degli obblighi relativi alla difesa dei diritti delle donne ed all’alleviazione delle sofferenze delle donne iraniane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Commissione per i diritti della donna
23 Novembre 2018

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