sabato, Dicembre 10, 2022
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L’opposizione Iraniana: il discorso di Maryam Rajavi alla Commissione del Senato Italiano per i Diritti Umani

“Al Governo Italiano bisogna chiedere di:

•Presentare il dossier sulle violazioni dei diritti umani e le esecuzioni arbitrarie del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU;

•Subordinare gli accordi commerciali con il regime iraniano allo stop alle esecuzioni in Iran;

•Adottare misure per garantire la protezione a Liberty, che è vulnerabile ad attacchi e massacri in qualunque momento

•Usare la sua influenza per liberare i sette ostaggi e, come gesto umanitario, accettare un certo numero di membri del PMOI ora a Liberty, come rifugiati in Italia”.

Sig. Presidente, 

Onorevoli Membri del Senato,

è un piacere essere qui con voi oggi.Vi ringrazio per la vostra attenzione per la questione iraniana e per la situazione dei diritti umani in Iran.

È cosa nota che non c’è nulla che somigli ai diritti umani oggi in questo Iran, governato dai religiosi.

 

Uno stato di diritto è il presupposto per avere il rispetto per i diritti umani. Ma questo regime e le sue leggi sono intrinsecamente ostili alle leggi internazionali sui diritti umani.

Con questo governo religioso ed assolutista in Iran, non ci sono libere elezioni.

Il criterio che qualifica un candidato per la corsa alle presidenziali o alle elezioni parlamentari è una provata lealtà, teorica e pratica, al Leader Supremo del regime.

Non ci sono partiti di opposizione. Nessuno ha il diritto di opporsi al regime.

Tutti i mezzi di informazione sono controllati dal governo e dal Ministero dell’Intelligence del regime.

I mullah violano regolarmente le leggi che loro stessi hanno emanato.

In poche parole, il sistema del velayat-e faqih (il governo assolutista religioso) che è al potere nella nostra patria da 35 anni, viola la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani sia con le sue leggi che con la sua condotta. Tra queste:

•Il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

•Il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali

•La Convenzione per l’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione verso le Donne

•La Convenzione contro la Tortura

•La Convenzione sui Diritti del Fanciullo

•La Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti di Tutti i Lavoratori Migranti

Queste ed altre convenzioni simili sui diritti umani vengono costantemente violate nella maniera più macroscopica dal regime.

La sistematica e brutale violazione dei diritti umani è la prima cosa sulla quale tutte le fazioni interne al regime sono d’accordo.

In Iran, il rispetto delle leggi del regime porta alle violazioni dei diritti umani mentre, violare le leggi del regime, equivale a rispettare i diritti umani!

Al contrario della propaganda diffusa dalle lobbies del regime fuori dal paese dopo l’insediamento di Rouhani, non solo la situazione dei diritti umani non è migliorata negli ultimi mesi, ma anzi il regime ha cercato di ingannare la comunità internazionale presentando un volto sorridente, sia all’esterno che in Iran, mentre  intensificava le esecuzioni e la repressione nel tentativo di controllare una società sul punto di esplodere.

Durante i sei mesi di governo di Rouhani, oltre 400 prigionieri, compresi moltissimi prigionieri politici, sono stati giustiziati in Iran.

I prigionieri politici continuano ad essere minacciati e torturati mentre gli vengono negati persino le cure mediche.

Il livello di repressione all’interno delle prigioni iraniane è aumentato talmente che da più di un mese 3000 prigionieri stanno praticando lo sciopero della fame.

Molti prigionieri politici sono in sciopero della fame da 40 giorni.

Qualunque segno di appoggio o legame con l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) viene punito con l’arresto, la tortura e l’esecuzione.

Nei mesi scorsi, un numero sempre crescente di combattenti per la libertà delle minoranze etniche curde, baluci e arabe, è stato giustiziato.

Il controllo del World Wide Web è stato intensificato.

Dei 60 organi repressivi del regime, 12 sono dedicati alla repressione e al controllo di Internet.

Ogni giorno, le forze di sicurezza del regime arrestano in media fino a 1.700 persone in Iran.

Ogni giorno i quotidiani di Stato sono pieni di notizie di esecuzioni, amputazioni pubbliche di arti, attacchi alle case dei cittadini, confische di parabole satellitari ed altre misure repressive, dato che il regime cerca di creare una atmosfera di timore e terrore nella società.

Il 25 Novembre, Amnesty International ha emesso un comunicato dicendo che, nei primi 100 giorni di Rouhani la situazione dei diritti umani in Iran è ancora pessima. Il comunicato afferma che il regime iraniano deve “andare oltre la retorica e prendere misure urgenti e concrete per affrontare la deplorevole situazione dei diritti umani nel paese”.

Nelle scorse settimane Amnesty International ha anche pubblicato appelli urgenti per dei provvedimenti in materia di esecuzioni e torture in Iran.

Ma il nocciolo della questione è che i mullah sanno perfettamente che se cessassero le esecuzioni e diminuissero il livello di repressione, ciò accelererebbe il crollo di tutto il regime nel suo complesso.

Ecco perché noi abbiamo sempre detto e ribadiamo ora che, se il regime avesse avuto la più piccola capacità di fare delle riforme, noi ne saremmo stati felicissimi. Ma la realtà è che il regime dei mullah non ha la capacità di riformarsi o di rispettare i diritti umani.

Il capo della magistratura del regime proprio la settimana scorsa ha detto: “Opporsi alla pena di morte è opporsi all’Islam”.

Negli ultimi tre decenni, 120.000 dissidenti politici sono stati giustiziati dal regime in Iran. Solo nel 1988, 30.000 prigionieri politici furono massacrati nel giro di pochi mesi.

Questo libro contiente i nomi di 20.000 persone giustiziate da questo regime.

Coloro che hanno commesso genocidi e crimini contro l’umanità continuano a rimanere tra gli alti funzionari del regime oggi.

Permettemi di sottolineare una verità: Quello che i mullah stanno facendo, non ha niente a che fare con l’Islam e la cultura iraniana. Perciò, non bisogna farsi ingannare dai mullah che vogliono nascondere e giustificare i loro crimini prendendo a pretesto le differenze tra le varie culture e religioni.

Questo è un insulto al popolo iraniano e alla sua cultura, nonché all’Islam.

Come sapete la prima dichiarazione  del mondo per i diritti umani è stata scritta in Persia, l’antico Iran, da Ciro il Grande nel 538 a.C.

In questa dichiarazione tutti i diritti civili vennero riconosciuti a tutti i cittadini.

Fu riconosciuta la libertà di religione e nonostante a quel tempo il concetto di repubblica non esistesse, Ciro il Grande disse: “ Se il popolo non vuole la mia monarchia, io non gliela imporrò.”

Questa dichiarazione è stata tradotta nel 1971 dalle Nazioni Unite in 6 lingue.

Anche le tradizioni democratiche e rispettose dei diritti umani istituite dal Dr. Mossadeq, leader del movimento nazionalista iraniano, durante i suoi due anni e mezzo di governo negli anni ’50, sono tutte manifestazioni delle atittudini democratiche della nostra patria, l’Iran.

Devo sottolineare che, nonostante la propaganda dei mullah, l’Islam è una religione di tolleranza, libertà, fratellanza, uguaglianza e pace.

L’Islam si basa sulla libertà e la libertà di scelta per ogni essere umano.

L’uguaglianza tra i sessi è riconosciuta dall’Islam. Evidenziando la ricca cultura dell’Iran ed i valori dell’Islam,  noi rispettiamo la dichiarazione internazionale per i diritti umani.

La libertà di scelta per tutti a prescindere dalla religione, dalla razza o dal sesso, deve essere rispettata.

Perciò noi rifiutiamo la legge della Sharia dei mullah.

Vorrei anche attirare la vostra attenzione sulla regolare e massiccia repressione delle donne iraniane da parte dei mullah.

Dalle leggi dei mullah, le donne vengono considerate cittadini di seconda classe.

Ci sono molte leggi che prevedono pene brutali contro le donne. Una di queste e la lapidazione.

In più, molte delle loro leggi aprono la via alla repressione e all’omicidio delle donne.

Se si guarda alle dimensioni e alla gravità di tale repressione , si può anche afferrare la vastità della resistenza che esiste nei confronti di questo regime.

L’incarnazione di questa resistenza è rappresentata dalla perseveranza di 3000 dissidenti iraniani attualmente nella prigione di Liberty in Iraq.

Ecco perché il regime teocratico non risparmia gli sforzi per distruggerli.

Questi dissidenti rappresentano la richiesta di cambiamento del popolo iraniano.

Il 1° Settembre, per conto del regime dei mullah, le forze di Maliki in Iraq hanno attaccato Campo Ashraf uccidendo 52 residenti e prendendone altri 7 in ostaggio.

Questo è stato il quinto round di attacchi mortali contro i residenti, che hanno finora condotto al martirio di 112 residenti e al ferimento di altri 1000.

Purtroppo, gli Stati Uniti d’America, l’Unione Europea e le Nazioni Unite non hanno preso alcun provvedimento per garantire la sicurezza di questi dissidenti iraniani o il rilascio dei sette ostaggi, nonostante i loro ripetuti impegni. Infatti, dopo 108 giorni, i corpi delle 52 vittime non sono ancora stati restituiti ai residenti per la sepoltura.

Mentre non c’è stata alcuna azione di altri governi, la Corte spagnola ha avviato un’indagine sul Consigliere di Maliki per la Sicurezza Nazionale, per presunti crimini contro la comunità internazionale ed il suo ruolo nel massacro del 1° Settembre. Negli ultimi mesi centinaia di iraniani hanno fatto lo sciopero della fame a Liberty, in diversi paesi europei, nord-americani e in Australia, per aprire gli occhi del mondo su questa ingiustizia.

Ho chiesto loro di interrompere lo sciopero della fame, promettendo che la campagna internazionale per le loro richieste, cioè il rilascio dei sette ostaggi, la protezione dei residenti a Camp Liberty e l’appello alla comunità internazionale perché prenda le misure necessarie per porre fine alle esecuzioni in Iran, continuerà incessantemente.

Invito tutti voi a lavorare per  convincere il Governo Italiano ad assumere un ruolo di leadership nell’adottare una iniziativa umanitaria per difendere i diritti umani in Iran.

In particolare al Governo Italiano bisognerà chiedere di:

•Presentare il dossier sulle violazioni dei diritti umani e le esecuzioni arbitrarie del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU;

•Subordinare gli accordi commerciali con il regime iraniano allo stop alle esecuzioni in Iran;

•Adottare misure per garantire la protezione a Liberty, che è vulnerabile ad attacchi e massacri in qualunque momento;

•Usare la sua influenza per liberare i sette ostaggi e, come gesto umanitario, accettare un certo numero di membri del PMOI ora a Liberty, come rifugiati in Italia”.

Cari Amici,

Noi vogliamo una repubblica basata sulla separazione tra Stato e Chiesa;

Una società fondata sul rispetto dei diritti umani;

E vogliamo l’abolizione della pena di morte, l’uguaglianza tra i sessi ed un Iran non nuclearizzato.

Noi vogliamo un governo che rispetti sistematicamente tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani e che ponga le basi per la loro sistematica attuazione al pari delle leggi del paese.

Io invito tutti voi a sostenere il popolo iraniano e la Resistenza Iraniana nella loro lotta per questi nobili scopi.

Sarò felice di ascoltare i vostri commenti e di rispondere alle vostre domande.

 

 

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