venerdì, Febbraio 3, 2023
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A seguito dell’ordinanza emessa dalla Corte Spagnola contro il Consigliere di Maliki per la Sicurezza, per il massacro ed i rapimenti a Campo Ashraf,

Maryam Rajavi chiede ai residenti di Camp Liberty e agli iraniani in diversi paesi del mondo di porre fine al loro sciopero della fame

A seguito dell’approvazione di un’ordinanza della Corte spagnola contro Faleh Fayad, Consigliere di Nouri Maliki per la Sicurezza Nazionale, per il ruolo diretto avuto nei crimini contro l’umanità commessi con il massacro del 1° Settembre di 52 residenti di Campo Ashraf e il rapimento di altri sette, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, chiede ai residenti di Camp Liberty e agli iraniani in vari paesi del mondo, di porre fine al loro sciopero della fame.

 

Ha aggiunto che, con l’arrivo di questa ordinanza giudiziaria contro i responsabili di questi crimini contro l’umanità, la campagna mondiale per la liberazione degli ostaggi e la protezione dei residenti di Camp Liberty continuerà incessante e più vigorosa fino alla sua risoluzione finale.

Maryam Rajavi si è congratulata con i dimostranti in sciopero della fame a Camp Liberty, Ginevra, Berlino, Ottawa,  Londra, Melbourne, Washington, Roma e Stoccolma per questa grande vittoria ed ha sottolineato che la loro campagna ha dato un esempio storico e glorioso di resistenza contro la tirannia e l’oppressione.

Attraverso l’invio di messaggi e delegazioni, in molte occasioni Maryam Rajavi aveva in precedenza esortato i malati gravi a porre fine al loro sciopero della fame, tuttavia molti hanno continuato con la loro protesta ben oltre i 100 giorni ed alcuni per 108 giorni.

L’ordinanza della Corte di Spagna è stata adottata in base ai principi della giurisdizione universale conferiti dalla IV Convenzione di ginevra alle corti nazionali di giustizia. La Corte ha deciso di estendere l’indagine a Faleh Fayad “in quanto persona responsabile di gravi violazioni della Quarta Convenzione di Ginevra (GCIV) e del Primo Protocollo Integrativo, commesse dal Maggio 2010 nelle sue funzioni di Presidente del ‘ComitatoAshraf’ legato all’ufficio del Primo Ministro al-Maliki e, in particolare, per il suo presunto coinvolgimento nei massacri dell’8 Aprile 2011 e del 1° Settembre 2013 di ‘persone protette’ secondo la IV Convenzione di Ginevra residenti nella città di Ashraf (Iraq)…. in aggiunta ai reati riferiti di 35 omicidi e 337 casi di ferite intenzionali l’8 Aprile 2011 e 52 omicidi e 7 rapimenti il 1° Settembre 2013, insieme a torture e danni corporali ai residenti di Ashraf”.

La decisione afferma che: “Le uccisioni, le ferite, il bombardamento acustico, la negazione del cibo e delle cure mediche, nulla può accadere ad Ashraf senza che i membri del Comitato, ed in particolare Faleh al-Fayad,  ne siano a conoscenza. Nell’ambito della gerarchia civile e militare lui era la persona incaricata dell’operazione dell’8 Aprile 2011 agli ordini del Primo Ministro, Comandante in capo delle forze armate irachene. Faleh al-Fayad è la persona incaricata delle questioni riguardanti la sicurezza in tuttoil paese, compreso Ashraf”.

In base alla decisione della Corte “Il 1° Settembre 2013 l’accerchiamento e l’occupazione di Ashraf da parte delle forze militari irachene, ha permesso il massacro a sangue freddo di 52 residenti – dei circa 100 residenti che non erano stati costretti a trasferirsi a “Camp Liberty”, tutti con lo status di persone protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra. Altre sette “persone protette” sono state rapite durante questo attacco e non sono ancora state rilasciate, né le autorità irachene hanno detto dove si trovino. Le proprietà appartenenti ai residenti sono state saccheggiate, diversi edifici distrutti con l’esplosivo e uno bruciato”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

17 Dicembre 2013 

 

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