CNRI – Le Nazioni Unite devono sollecitare l’Iraq a rilasciare i sette ostaggi di Campo Ashraf e a fornire immediata protezione ai residenti di Camp Liberty in pericolo, hanno chiesto 44 parlamentari iracheni.
I politici hanno fatto questo appello in una lettera molto dura indirizzata questa settimana al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’Alto Commissario per i Rifugiati e all’Alto Commissario per i Diritti Umani.
Camp Liberty in Iraq ospita i membri dell’opposizione iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) in Iraq.
I parlamentari hanno detto: “3000 rifugiati iraniani, membri dell’opposizione iraniana sono pesantemente assediati a Camp Liberty, nei pressi dell’aeroporto di Baghdad e si trovano in una situazione molto pericolosa.
“Mancano le minime garanzie di sicurezza, sono continuamente esposti a sanguinosi attacchi missilistici il più recente dei quali, lo scorso 26 Dicembre, ha provocato 4 morti e 70 feriti.
“Nel frattempo i corpi di 52 rifugiati, brutalmente massacrati lo scorso 1° Settembre durante un sanguinoso attacco delle forze di sicurezza, non sono stati restituiti alle loro famigle per la sepoltura e non sono disponibili informazioni sul destino dei sette di loro che sono stai presi in ostaggio.
“Attualmente Camp Liberty si trova sotto un assedio gravemente disumano e illegale e i suoi residenti non solo non hanno libertà di movimento o persino di vedere i loro avvocati, ma vengono anche privati del libero accesso alle cure mediche necessarie e finora 16 di loro sono morti a causa della privazione di tali servizi.
“Mentre i residenti del campo indifesi e disarmati rischiano attacchi missilistici e ovvie minacce alla sicurezza ogni giorno ed ogni ora, è inaccettabile che manchino delle fondamentali garanzie di sicurezza e la prospettiva di ulteriori sanguinosi crimini è all’orizzonte”.
Ne frattempo, i residenti di Liberti vengono ufficialmente considerati “persone protette” secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e sono stati dichiarati richiedenti asilo dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dice la lettera del Dr. Zafer al-Ani, protavoce della lista Mottahedoun.
Ed ha aggiunto: “Insistiamo per un vostro immediato intervento per garantire il rilascio dei sette ostaggi, le più fondamentali e urgenti necessità e le forniture necessarie per la protezione del campo.
“Riteniamo che doppo tutte queste esperienze e il sanguinoso e disumano assedio degli anni passati, che ha portato a più di 130 rifugiati morti e ad oltre 1700 feriti, il dispiegamento degli osservatori dei Caschi Blu dell’ONU a Liberty e il riconoscimento dello status di rifugiati per tutti i residenti da parte dell’Alto Commissaiato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è l’azione più immediata che dovrebbe essere intrapresa.
“Altrimenti, le Nazioni Unite e il Governo degli Stati Uniti avranno la chiara ed innegabile responsabilità della protezione di questi rifugiati contro attacchi futuri che senza alcun dubbio vengono preparati dalla forza terroristica Qods e dai suoi agenti in Iraq”.
