domenica, Febbraio 5, 2023
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L’Iran nel baratro della più grossa crisi politica, sociale ed economica della sua storia recente

Mentre i poveri iraniani soffrono la miseria, l’élite del regime vive nel lusso

Mentre molti cittadini iraniani stanno patendo la miseria di un’economia fallita, in una terra in cui la disoccupazione aumenta e i salari diminuiscono, i mullah al potere conducono la vita degli imperatori del passato, vivendo nel lusso più totale, grazie ai miliardi che hanno fatto alle spalle del popolo iraniano e che ora li isolano dalle macerie della nazione in cui vivono. Ha scritto Tony Duheaume su Alarabiya il 31 Marzo. E l’articolo continua dicendo:

I mendicanti si aggirano a frotte per le strade dell’Iran, tossicomani con nulla per vivere, immondizia nelle nelle vie principali, mentre i senzatetto trovano rifugio dove possono, si sa che alcuni si sono ridotti a vivere sotto i ponti, lungo i canali fognari che corrono accanto le autostrade del paese.

Ma di recente, nel 2016, le immagini scattate dal famoso fotografo Saeed Gholamhoseini, e pubblicate su Shahrvand Daily, hanno ripreso molti di questi vagabondi infelici dormire nelle tombe vuote di Hahriar, una città a circa 20 chilometri (12 miglia) da Teheran, la capitale della nazione, immagini che hanno scioccato la nazione.

Secondo alcun notizie sembra che almeno 50 tra uomini, donne e bambini vivano in questo cimitero e che molti di loro siano tossicodipendenti.

Vestiti di stracci sudici, le loro facce emaciate e sporche fissano nel vuoto dalle tombe aperte, con solo teloni laceri o fogli di polietilene sdruciti a coprire i buchi e a proteggerli dal maltempo, in una zona in cui le temperature in inverno possono arrivare molto al di sotto dello zero.

Mentre in vari altri luoghi, nei pressi delle tombe, i membri di questa comunità di senzatetto era riuscita a mettere insieme delle strutture simili a tende fatte di scarti di polietilene gettati via e alcuni di questi poveracci ha affermato di vivere in questo squallore da più di un decennio.

In un paese in cui c’è il 12,7% di disoccupati e si stima 2,2 milioni di dipendenti da droghe illegali, c’è stata una reazione discordante alla terribile situazione di questi individui sfortunati. Mentre alcune persone si sono presentate al cimitero minacciandole, e in molti casi lanciandogli contro dei sassi, c’è stato anche qualcuno che gli ha portato da mangiare. 

Ma nel complesso non c’è molta compassione nei confronti dei senzatetto in Iran e per quanto riguarda i numeri, l’amministrazione ammette che ce ne sono 15.000 solo nella capitale, 2000 dei quali sono donne, mentre molti suggeriscono che il numero reale potrebbe essere il doppio delle stime ufficiali. Ma qualunque sia il vero numero, in tutto il paese ci sono comunità di poveri esseri umani disperati, molti dei quali vivono in rifugi fatti di scatole di cartone e con un governo privo di compassione, non sembra esserci una fine possibile in vista per la terribile situazione di questa povera gente.

“Un’impressionante ripresa”

Ma non ci sono solo i senzatetto a soffrire in Iran, nelle strade si stanno svolgendo proteste di massa contro i miseri salari pagati ai lavoratori iraniani, che sono tre volte al di sotto della soglia di povertà. Ma nonostante la popolazione soffra, l’economia ha registrato “un’impressionante ripresa” dall’accordo sul nucleare, secondo il Fondo Monetario Internazionale.

Con centinaia di milioni di dollari già versati nei forzieri degli amministratori iraniani, provenienti dallo svincolo di patrimoni congelati che potrebbero alla fine ammontare a 150 miliardi di dollari, neanche un soldo è stato utilizzato per alleviare le sofferenze del loro popolo. Sono già stati stanziati miliardi da spendere per l’acquisto dei carri armati russi T-90, per l’artiglieria, per i nuovi aerei da combattimento Su-30 e per elicotteri, e durante il 2016, il settore della difesa iraniana è cresciuto del 45%, con il regime che ha speso miliardi nel suo programma sui missili a lungo raggio e nello sviluppo di un sistema di armamento nazionale.

C’è anche la consegna di un sistema di difesa aerea S-300, a lungo promesso, che si dice abbia un costo per il governo iraniano di 900 milioni di dollari. In cima a tutto questo ci sono i molti miliardi di dollari che il regime sta utilizzando per sostenere il presidente siriano Bashar al-Assad, e i 60-100 milioni di dollari all’anno che sta pagando per l’assistenza finanziaria ad Hezbollah, più le spese per il supporto finanziario o le armi per aiutare gruppi terroristici come Hamas e gli Houthi.

Ma all’altro capo della scala sociale, il gruppo che si sta appropriando di grosse somme del patrimonio della nazione è quello dei mullah straricchi che governano l’Iran, i quali affermano, tutti quanti, di vivere delle vite frugali, ma che in realtà vivono circondati dal lusso e che, si dice, abbiano accantonato enormi fortune in conti bancari all’estero.

Mentre l’Iran si trova nel baratro della più grossa crisi politica, sociale ed economica della sua storia recente, grazie alla cattiva gestione dell’economia e alla incessante avidità della sua leadership, i mullah si stanno assicurando un bel gruzzolo per la pensione, oppure il denaro messo da parte dovrà rovesciare il loro impero corrotto, costringendoli ad una fuga veloce dal paese.

Una banconota iraniana da 2.000 rial raffigurante l’ayatollah Ruhollah Khomeini ed un graffito pro-opposizione in Farsi. (Foto file: AP)

I mullah milionari

Khamenei stesso sta in cima alla scala dei mullah milionari, ed è noto per avere il controllo di un impero finanziario del valore di 95 miliardi di dollari, che supera di gran lunga le ricchezze accumulate dal defunto Scià Mohammad Reza Pahlavi. Fu il predecessore di Khamenei, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica Iraniana, ad utilizzare contro lo Scià l’accusa di aver saccheggiato l’economia iraniana e la sua diseguale distribuzione della ricchezza, come uno dei principali pretesti per deporlo, e ora questi saccheggi vengono ripetuti da coloro che lo hanno cacciato.

Ma per quanto riguarda la leadership iraniana, tutti meritano di far parte della Lista dei Ricchi. Per citare solo alcuni dei mullah iraniani più ricchi, si dice che Akbar Hashemi Rafsanjani avesse guadagnato 1,2 miliardi di dollari, Mohammad Ali Taskhiri 90 milioni di dollari, Mohammad Khatami 84 milioni di dollari, Ali Larijani 70 milioni di dollari, Mir Hossein Mousavi 58 milioni di dollari, Mohammad Hossein Adeli 43 milioni di dollari, Mohammad Javad Zarif 32 milioni di dollari, Ahmed Bourghani 19 milioni di dollari e un po’ più giù nella scala Mahmoud Ahmadinejad con 5 milioni di dollari.

Dalla caduta di Mohammad Reza Pahlavi, i leaders religiosi iraniani hanno assunto il controllo delle vaste risorse che aveva accumulato e, creando una serie di fondazioni che dovrebbero aiutare i poveri, si sono ingoiati tutte le ricchezze che si erano lasciati dietro i ricchi iraniani legati alla leadership deposta dello Scià, molti dei quali erano fuggiti dal paese, o erano stati arrestati o giustiziati.

Di questo bottino fanno parte un gran numero di aziende private, di grosse fattorie, palazzi con tutto il loro contenuto, alberghi, teatri, conti correnti bancari, macchine costose e gioielli, e per la maggior parte di quelli che sono stati rivenduti non esiste una documentazione adeguata. 

Mentre gli iraniani si sono visti sostituire un tiranno con un altro, la nuova amministrazione sta prosciugando il paese delle sue ricchezze, rendendo miliardari o multimilionari i mullah al potere. Anche i comandanti dell’IRGC sono tra gli uomini più ricchi del paese.

Se si aggiunge a questo il fatto che le armi sono molto più importanti che sollevare dalla miseria i poveri della nazione e che le spese militari del regime hanno registrato un’improvvisa impennata, le prospettive per i poveri dell’Iran sembrano terribilmente tristi.

 

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