martedì, Novembre 29, 2022
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L’Iran condanna a morte il prigioniero Mohammad Ali Taheri 

A cura dello staff del CNRI

CNRI – La magistratura del regime iraniano ha condannato a morte il prigioniero politico Mohammad Ali Taheri, ha detto domenica il suo avvocato alle agenzie di stampa.

Mahmoud Alizadeh Tabatabaei ha detto a The Associated Press che il tribunale ha condannato il suo cliente a morte con l’accusa di “aver fondato una setta”.

Taheri, 61 anni, si trova in isolamento nel carcere di Evin a Teheran da più di sei anni.

In un’Azione Urgente annunciata a Luglio, Amnesty International aveva avvertito che Mohammad Ali Taheri rischiava la condanna a morte.

Il comunicato di Amnesty International dice: “Il prigioniero di coscienza Mohammad Ali Taheri è accusato di ‘diffusione di corruzione sulla terra’ (efsad-e fel arz) mediante la creazione del gruppo spirituale Erfan-e Halgheh e i relativi insegnamenti. Il suo processo è iniziato il 6 Marzo nella Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran”.

“Questa è la terza volta che Mohammad Ali Taheri subisce un processo con l’accusa di ‘diffusione di corruzione sulla terra’. La prima volta è stato nel 2011, quando un Tribunale Rivoluzionario di Teheran lo ha condannato a cinque anni di reclusione per ‘insulti alle santità islamiche’, per poi dire che erano state necessarie ulteriori indagini per poterlo condannare per il reato di ‘diffusione della corruzione sulla terra’.

“Per i quattro anni seguenti le autorità lo hanno tenuto in isolamento nella Sezione 2A del carcere di Evin, dove è rimasto segregato con la scusa delle indagini in corso. Questo periodo è stato conteggiato nella condanna a cinque anni, che si è ritenuta scontata a Febbraio 2016. Alla fine è stato processato ancora per il reato di ‘diffusione della corruzione sulla terra’ nel 2015 e condannato a morte, ma è stato prosciolto a Giugno 2016. Nonostante questo, non è stato rilasciato e alla fine del 2016 le autorità lo hanno nuovamente accusato di ‘diffusione di corruzione sulla terra’ basandosi sugli stessi fatti che avevano creato le basi per la sua incriminazione del 2011”.

Domenica un gruppo di seguaci di Taheri si è riunito fuori dal Tribunale Rivoluzionario di Teheran per protestare contro la sua condanna a morte.

Nelle ultime settimane le autorità hanno arrestato decine di seguaci che protestavano contro i maltrattamenti inflitti a Mohammad Ali Taheri.

 

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