martedì, Dicembre 6, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaL'intervento del Sen. Luigi Compagna alla conferenza della Resistenza Iraniana a Parigi...

L’intervento del Sen. Luigi Compagna alla conferenza della Resistenza Iraniana a Parigi in sostegno alle rivolte in Iran il 9 febbraio 2018

Signora Presidente, cari amici,

siamo vicinissimi all’anniversario della rivoluzione del 1979, quando il popolo iraniano vide cadere la dittatura monarchica, quella rivoluzione era per la libertà, per la democrazia, per il progresso dell’Iran, però poi  fu imposto da  Parigi prima e da Teheran poi, il regime oppressivo della teocrazia di Khomeini .

E le forze democratiche del paese furono sconfitte e decimate, il regime khomeinista ha imposto la sua logica medievale ed ha intrapreso una politica aggressiva fuori dell’Iran, basandosi sull’esportazione dell’integralismo e del terrorismo.

Abbiamo visto proprio qualche settimana fa, come tra gli slogan della protesta , fosse rimproverato al bilancio dello stato teocratico, un eccesso di presenza militare ,espansionistica , aggressiva, c’era uno slogan che diceva meno Jaffa e più Iran.

Cioè in tutti questi anni di teocrazia al potere, il popolo iraniano non si è rassegnato non ha perso del tutto le speranze, in questi giorni abbiamo visto che il regime vive un momento di grande debolezza

Non è come quando a Parigi cospirava Khomeini , oggi a Parigi c’è Maryam Rajavi, c’è una speranza di un Iran civile, non teocratico, in cui fra politica e religione ci sia separatezza, allora questa rivolta con i suoi caduti  ,con i suoi migliaia di persone arrestate e sappiamo purtroppo come al numero degli arrestati in Iran corrisponda un numero pressoché identico di torturati .

Ecco perché appare francamente sguaiata, sgradevole e vile la posizione dell’unione europea.

Da parte del presidente Junger , della volenterosa vice presidente Mogherini, ci saremo aspettati una posizione molto ferma contro l’oppressione , a favore della libertà, in difesa degli human rights così prepotentemente calpestati in Iran.

Purtroppo non è stato così, e noi rappresentanti in Parlamento di popoli europei abbiamo voluto per questo aderire a questa manifestazione a Parigi , perché riteniamo che la lotta del popolo iraniano per la libertà e per la democrazia sancita nella piattaforma dei dieci articoli,possa continuare e debba sempre più visibilmente trovare nella presidenza eletta nel Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana , il suo punto di riferimento.

Insieme a molti colleghi lo abbiamo chiesto al governo italiano, insieme ad altri colleghi di altri paesi europei lo chiediamo all’Europa. 

L’Europa non può più essere espressione di complicità , non voglio neanche dire né pensare con i turbanti atomici, ma neanche con la politica complice e arrendevole dell’ultimo Obama e della signora Clinton.

Noi crediamo che sia giunto il momento per cui i popoli europei , grazie all’azione diplomatica dei propri governi, riconoscano nel Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, la vera , autentica e durevole alternativa alla dittatura religiosa al potere.

Questa soltanto può essere la politica giusta dell’Europa rispetto a quello che può avvenire, e credo che la solidarietà con la resistenza iraniana debba essere incondizionata, e voglio quindi tenerla separata dalla questione del nucleare che ha, almeno dal punto di vista dell’America la sua complessità, ma che non giustifica nessuna connivenza con i dittatori e con i torturati, grazie Presidente. 

 

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,458FollowersFollow