mercoledì, Novembre 30, 2022
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L’agenzia atomica dell’ONU cauta sull’affermazione dell’Iran di non avere interesse nelle armi nucleari

Il capo dell’organo di controllo dell’ONU sul nucleare si è detto cauto di fronte alle affermazioni del regime iraniano che dichiara di non essere interessato alle armi nucleari, dicendo di non essere in grado di garantire che tutte le attività atomiche di Tehran siano di natura civile.

 

Yukiya Amano, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha detto ad un meeting dell’AIEA a Vienna che l’Iran non ha ancora implementato tutte le misure di trasparenza sul nucleare che aveva accettato di attuare alla fine di Agosto.

Amano ha detto che la sua agenzia non è in grado di “concludere che tutto il materiale nucleare in Iran venga impiegato in attività pacifiche”.

Funzionari occidentali dicono che il regime iraniano deve collaborare di più con gli investigatori delle Nazioni Unite sul nucleare se vuole appianare questa infinita disputa con le sei potenze mondiali sul suo programma nucleare e liberarsi di queste opprimenti sanzioni finanziarie.

Sebbene queste affermazioni non siano nuove, i commenti di Yukiya Amano sono significativi visto il nuovo stallo in questa indagine, che si protrae da 12 anni, sugli aspetti militari del programma nucleare del regime iraniano.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) l’8 Ottobre ha rivelato che il regime iraniano ha trasferito un centro per la ricerca e la progettazione degli armamenti nucleari, per impedire che venisse scoperto dall’organo di controllo dell’ONU sul nucleare.

E’ stato il CNRI che ha denunciato l’impianto clandestino del regime iraniano per l’arricchimento dell’uranio a Natanz e quello per la produzione di acqua pesante ad Arak nel 2002. Dopo queste rivelazioni il regime iraniano ha ammesso di avere un programma per l’arricchimento dell’uranio.

Secondo alcune informazioni giunte da alcune fonti in Iran, il regime iraniano ha trasferito l’Organizzazione per l’Innovazione e la Ricerca della Difesa (SPND) a Luglio in un sito sicuro all’interno di un complesso del ministero della difesa, a circa 1,5 km (1 miglio) dalla sua precedente sede.

Per sviare l’attenzione da alcuni elementi chiave del centro, il regime iraniano ha lasciato nel vecchio sito alcuni settori “non-sensibili”.

 

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