sabato, Dicembre 3, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIraq: Maliki usa la sua influenza sulla magistratura per distruggere le prove...

Iraq: Maliki usa la sua influenza sulla magistratura per distruggere le prove del massacro di Campo Ashraf

Sabato 22 Febbraio, agenti del Comitato del Primo Ministro Iracheno incaricato della repressione dei residenti di Campo Ashraf, hanno affisso sul muro del quartier generale delle forze irachene a Camp Liberty una lettera firmata da “Nofel Fazel Javad, ufficiale del quartier generale” della Polizia di Campo Ashraf, indirizzata ai “residenti di Camp Hurriya”, che diceva: “In attuazione del decreto del giudice investigativo di Baquba, il 20 Febbraio 2014 vi informiamo che ‘i corpi dei residenti della base di Hurriya’ sono stati sepolti nella provincia di Najaf, come da lettera dell’ufficio del medico legale datata 11 Settembre 2013….”

 

Se ci fosse stato un briciolo di stato di diritto in Iraq, questa lettera sarebbe stata uno scandalo politico e giudiziario, dato che dimostra chiaramente che Nouri Maliki sta usando tutte le sue leve amministrative, politiche e di sicurezza, nonché la sua influenza sul sistema giudiziario per distruggere le prove di questo enorme crimine contro l’umanità avvenuto il 1° Settembre ad Ashraf, per sfuggire alle conseguenze politiche e internazionali e salvare dei criminali dal processi e dalla pena.

1. Questa lettera parla di una decisione del giudice investigativo di Baquba del 20 Febbraio, ma non offre alcun dettaglio di questa decisione. Questo fatto avalla la probabilità che in realtà questa decisione, come molti altri decreti usati dagli organi repressivi iracheni, o è completamente falsa, o qualche agente di Maliki ha estorto questo decreto al giudice facendo pressione sia sul sisema giudiziario che sul giudice stesso. Tuttavia, i dettagli di questa decisione avrebbero rivelato le contraddizioni del tentativo di insabbiamento del governo iracheno e perciò  sono stati omessi.

2.Questa lettera non indica la data della sepoltura dei martiri. Se la decisione del giudice serve ad informare i residenti di Camp Liberty, come mai allora non dice la data della sepoltura che è l’informazione principale che deve essere fornita alle famiglie dei residenti? Questa lettera è stata scritta così frettolosamente ed in modo non professionale che invece di riportare “Base di Ashraf”, riporta “i corpi dei residenti della Base di Hurriya”.

3. Nella lettera inoltre non si afferma il luogo della sepoltura ma solo che i martiri sono seppelliti nella provincia di Najaf, che conta molte città, paesi, villaggi e centinaia di cimiteri. Inoltre non è chiaro perché persone che sono state uccise nella provincia di Diyala e, secondo i documenti pubblicati dalla Resistenza Iraniana, sulle quali sono state effettuale le autopsie dall’Ufficio del Medico Legale di Baghdad, dovrebbero essere seppellite nella provincia di Najaf.

4. Qual’è questa lettera datata 11 Settembre dell’Ufficio del Medico Legale e a chi era indirizzata, visto che in base a questa lettera sono stati seppelliti i corpi dei martiri? Si rilasciava il permesso per la sepoltura? Riportava i risultati delle autopsie? Perché non c’è alcun riferimento al contenuto di questa lettera? E poi, il crimine è stato commesso 175 giorni fa e l’Ufficio del Medico Legale ha inviato la lettera sulla sepoltura di questi martiri l’11 Settembre. E come mai allora questa lettera è stata portata all’attenzione dei residenti di Camp Liberty dopo 165 giorni e il sistema giudiziario, al quale si sono rivolti moltissime volte i residenti e i loro legali in questo lasso di tempo, non ha preso nessun provvedimento e non ha dato risposte?

5. Le famiglie dei martiri e i loro rappresentanti ufficiali e legali, in 150 lettere, 69 Rapporti Quotidiani di Camp Liberty ed in centinaia di richiami, contatti e meeting con i funzionari iracheni, americani e delle Nazioni Unite a Camp Liberty, Washington, Ginevra, New York, Bruxelles ecc., avevano chiesto la riconsegna dei corpi dei martiri alle loro famiglie e amici a Camp Liberty per dare loro sepoltura.

6. Inoltre lo scorso Ottobre le famiglie dei martiri, nelle loro denunce presentate alla magistratura irachena, avevano chiesto di riavere i corpi dei martiri e che i responsabili del massacro venissero perseguiti. Quarantatre residenti di Camp Liberty sono padri, madri, sorelle, fratelli o parenti stretti dei martiri di Ashraf del 1° Settembre e il governo e la magistratura irachena, così come i funzionari ONU e statunitensi sono informati di questo fatto.

7. Gyorgy Busztin, Vice-Rappresentante Speciale del Segretario Generale, fece visita ai cadaveri dei 52 martiti il 1° Settembre e, alla fine di questa visita, gli fu data una lista con i nomi dei martiri. Nell’introduzione a questa lista, firmata anche da Busztin, si affermava che la lista allegata riguardava le 52 persone assassinate il 1° Settembre ad Ashraf, che erano state uccise da colpi da arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata, che le mani della maggior parte di loro erano state legate e che gli avevano sparato in testa o in faccia.

8. La sera del 2 Settembre, su richiesta di Gyorgy Busztin, i corpi dei 52 martiri sono stati consegnati a Francesco Motta, Capo dell’Ufficio Diritti Umani dell’UNAMI. Nel documento  a ricevuta dei corpi dei martiri, firmato da Motta, si legge: “In base ad un accordo tra i rappresentanti dei residenti di Ashraf e l’UNAMI, il 2 Settembre 2013, i cinquantadue corpi dei martiri uccisi dai colpi sparati durante il massacro del 1° Settembre 2013, sono stati consegnati in presenza del Sig. Francesco Motta, Capo dell’Ufficio Diritti Umani dell’UNAMI, per essere tenuti nell’Ospedale di Baquba fino a che un osservatore internazionale imparziale non sarà presente all’autopsia”.

9. Nel suo comunicato del 26 Dicembre, la Resistenza Iraniana, ha prodotto documenti e prove attendibili provenienti dall’Iran, per rivelare che Maliki stava ostacolando l’annuncio del rapporto dell’Ufficio del Medico Legale e la riconsegna dei corpi dei martiri alle loro famiglie a Camp Liberty per la sepoltura, per paura delle conseguenze di un crimine contro l’umanità. Secondo questi documenti: “L’autopsia su tutti i corpi è stata effettuata l’8 e il 9 Settembre dal medico responsabile dell’Ufficio del Medico Legale di Baghdad… In alcune parti dei rapporti dell’autopsia che erano accessibili, i dettagli sulle ferite e la causa della morte di ciascuna persona sono stati scritti a mano e la maggior parte affermavano come ‘causa della morte’ una ‘ferita da proiettile’ nella testa. In numerosi casi, nei rapporti dell’Ufficio del Medico Legale…. è esplicitamente affermato che ‘le mani erano legate dietro con manette metalliche’”.

Nel ribadire che tutte queste commedie servono ad aprire la via a maggiori crimini; considerando che le Nazioni Unite e il Governo degli Stati Uniti si sono molte volte impegnati per iscritto riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei residenti di Ashraf e Camp Liberty e sottolineando che il fatto che sia stato il rappresentante delle Nazioni Unite a ricevere i corpi dei martiri, la Resistenza Iraniana chiede l’immediata adozione delle seguenti misure: 

Che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, presenti il dossier sul massacro, l’esecuzione di massa e il rapimento degli ostaggi ad Ashraf alla Corte Penale Internazionale, perché conduca un’indagine su questo crimine, persegua e processi i suoi autori.

Che le Nazioni Unite specifichino il luogo e la data di sepoltura dei martiri ed identifichi ad una ad una le loro tombe.

Che le Nazioni Unite dispongano che i parenti dei martiri di Ashraf del 1° Settembre possano recarsi presso le tombe dei loro padri, fratelli, sorelle, figli o dei loro cari.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

23 Febbraio 2014

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,410FollowersFollow