Foto d’archivio: Un uomo impiccato in pubblico in Iran
I boia del regime iraniano hanno impiccato sabato un uomo in pubblico nella piazza principale della città nord-orientale di Mashhad.
Gli organi di stampa dello stato hanno pubblicato sabato diverse copie di una breve storia, definendo l’uomo giustiziato “un teppista”.
Il procuratore generale di Mashhad ha identificato l’uomo con il nome, Saeed, senza fornire altre informazioni.
L’uomo è stato impiccato pubblicamente in Ressalat Square.
Questa impiccagione pubblica in Iran avviene pochi giorni dopo che oltre 100 diplomatici, intervenuti il 1° Novembre al dibattito alle Nazioni Unite sulle violazioni dei diritti umani in Iran, hanno espresso il loro sdegno per l’impennata delle esecuzioni nel paese e per la situazione dei detenuti politici, delle donne e delle minoranze religiose.
Molti diplomatici hanno sollevato la questione del crescente numero delle esecuzioni, evidenziato dall’Inviato Speciale dell’ONU sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, Dr. Ahmed Shaheed.
Nel frattempo Amnesty International ha emesso un comunicato il 6 Novembre sollecitando le autorità iraniane a “prendere provvedimenti concreti per migliorare la loro vergognosa situazione dei diritti umani”.
Il comunicato dice: “Il 31 Ottobre 2014, una eminente delegazione iraniana, guidata da Mohammad Javad Larijani, capo dell’Alto Consiglio per i Diritti Umani dell’Iran e membro della magistratura del paese, è apparsa di fronte al Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani per difendere la situazione dei diritti umani in Iran dal primo UPR (Universal Periodic Review) del Febbraio 2010. La delegazione ha presentato un’immagine distorta della situazione dei diritti umani in Iran, che ben poco somiglia alla verità dei fatti. Tra le questioni che preoccupano Amnesty International vi sono le dichiarazioni della delegazione iraniana la quale asserisce che l’Iran aderisce rigorosamente agli standards internazionali sul giusto processo; rispetta pienamente la libertà di espressione, di associazione e di assemblea; garantisce la totale uguaglianza tra uomini e donne nella legge e nella pratica ed assicura il godimento dei diritti umani ai membri delle minoranze etniche e religiose dell’Iran”.
“L’impegno dell’Iran verso l’UPR suonerà vano fintantoché le autorità iraniane continueranno a negare quegli schemi consolidati di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani. Visto che gli iraniani hanno sminuito tutte le raccomandazioni di ulteriori considerazioni, ricevute durante l’UPR, Amnesty International chiede all’Iran di riconsiderare la posizione sprezzante assunta durante la sessione e di far corrispondere alle sue belle parole misure decisive per garantire la promozione, la protezione e la difesa dei diritti umani”, aggiunge il comunicato.
