lunedì, Febbraio 6, 2023
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Iran: Un prigioniero politico picchiato durante il trasferimento in tribunale

CNRI – Secondo alcune notizie, il prigioniero politico Mahmoud Naji è stato gravemente picchiato dagli agenti e dalle guardie carcerarie a Gohardasht (Rajaii Shahr) nei pressi di Karaj, ad ovest di Teheran, mentre veniva trasferito dal carcere al tribunale.

La mattina del 17 Settembre le guardie carcerarie e gli agenti di Gohardasht, per ordine del direttore del carcere Mohammad Mardani, hanno afferrato Mahmoud Naji per le mani e per i piedi e lo hanno picchiato selvaggiamente e poi lo hanno portato a forza in tribunale.

E tutto questo nonostante questo prigioniero politico sia malato e necessiti di un ricovero in ospedale a causa dello stress e delle sue gravi condizioni di salute.

Mahmoud Naji, detenuto nella sezione 2 del carcere di Gohardasht, ha già praticato uno sciopero della fame per protestare per il caso montato contro di lui con false accuse sia davanti al tribunale penale che a quello rivoluzionario. Durante il trasferimento Naji ha ripetuto più volte agli agenti di essere malato e in gravi condizioni di salute e che non riconosce, né accetta, i loro tribunali.

Inoltre il prigioniero politico Afshin Baymani, che era stato ricoverato in ospedale per problemi cardiaci, è stato riportato nel carcere di Gohardasht senza essere stato curato.

Questo prigioniero politico, che ha passato più di 16 anni in carcere, soffre di disturbi cardiaci e di sbalzi pressori. Era stato ricoverato al Tehran’s Cardiac Hospital il 10 Settembre, ma è stato riportato in carcere il 16 Settembre senza aver ricevuto nessuna cura per ordine dei funzionari della magistratura e trasferito in cella di isolamento che manca dei servizi più essenziali.

I medici hanno ribadito che questo prigioniero deve rimanere in un ambiente tranquillo e privo di stress. Quando Afshin Baymani ha protestato per le sue condizioni in carcere, gli agenti gli hanno detto: “Tu devi rimanere in isolamento per un giorno. Questo è un ordine diretto del direttore del carcere”.

 

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