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Iran – Un altro membro del PMOI deceduto in Albania. E’ il 26° martire del blocco sanitario

Mohammad Hadi Taali è deceduto in Albania. Prima di essere trasferito in Albania aveva vissuto a Campo Ashraf e a Camp Liberty in Iraq, dove la sua salute era peggiorata a causa del disumano blocco sanitario.

E’ il 26° membro del PMOI a perdere la vita a causa del blocco sanitario imposto ai residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty.

• Decine di lettere di Hadi Taali e dei rappresentanti dei residenti ai funzionari dell’ONU e degli Stati Uniti, Rapporti Quotidiani di Camp Liberty e il ruolo criminale avuto dalle forze irachene che hanno ostacolato le sue cure ed impedito il suo trasferimento ad Erbil.

• Appello di Maryam Rajavi agli Stati Uniti e all’ONU per porre fine al disumano assedio a Liberty.

A mezzogiorno dell’8 Agosto il membro dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), Mohammad Hadi Taali, è deceduto in un ospedale in Albania dopo 40 anni di lotta contro due dittature, quella dello Scià e quella dei mullah. Taali è morto per un cancro ai polmoni a causa del ritardo con cui è stato curato provocato dal disumano blocco sanitario a Camp Liberty e del ruolo avuto dal governo iracheno che ha impedito il suo trasferimento temporaneo ad Erbil. E’ il 26° martire del blocco sanitario imposto ai campi Ashraf e Liberty.

Nel 2013 i medici di Baghdad gli diagnosticarono un cancro ai polmoni e consigliarono che venisse trasferito in Europa o ad Erbil per le cure. Tuttavia, non solo gli sforzi dei rappresentanti dei residenti per ottenere il suo trasferimento in Europa o ad Erbil furono inutili, ma le crudeli restrizioni e i ritardi intenzionali causati delle forze irachene alle sue cure a Baghdad avevano aggravato la sua malattia.

Le decine di lettere di Hadi Taali e dei rappresentanti dei residenti ai funzionari dell’ONU e degli Stati Uniti, nonché i Rapporti Quotidiani di Liberty su questa questione, dimostrano chiaramente il ruolo avuto dal governo iracheno nel tormentarlo a morte.

Il 2 Aprile 2014 in una lettera a Nikolay Mladenov, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Iraq (SRSG), il rappresentante dei residenti aveva nuovamente richiesto il trasferimento urgente di Taali in Europa per cure mediche, sottolineando che se un veloce trasferimento non fosse stato possibile, allora bisognava chiedere all’Iraq di non impedire il trasferimento di Taali ad Erbil per le cure. Il rappresentante dei residenti aveva ricordato che qualunque fosse stata la soluzione, tutte le spese del trasferimento e delle cure mediche sarebbero state pagate dal PMOI.

Il Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ), nel suo rapporto del Luglio 2014 al Consiglio di Sicurezza affermava: “Hadi Taali, che soffre di cancro ai polmoni da 9 mesi, e i residenti hanno chiesto il suo trasferimento in Europa per le cure, oppure ad Erbil. Nonostante le promesse fatte dall’UNCHR non è stato ancora trasferito ad Erbil”.

Il 17 Giugno 2014 il rappresentante dei residenti aveva scritto all’UNCHR che Taali era “uno dei malati più gravi e che, vista l’attuale situazione in Iraq, il suo trasferimento ha la massima priorità. Vorrei chiedervi di organizzare il suo trasferimento immediato in un paese europeo anche temporaneamente”.

Il 25 Giugno 2014, Taali aveva scritto all’ufficio diritti umani dell’UNAMI dicendo: “Sono ormai due settimane che il mio ciclo di cure è stato interrotto perché il GOI ci impedisce di andare a Baghdad…. Per questi impedimenti e con le limitazioni poste dal GOI, la mia malattia sta progredendo e la speranza che migliori va svanendo ogni giorno. Quindi vi chiedo di intervenire urgentemente”.

Il 19 Settembre 2014 aveva scritto al SRSG:

“Oggi ho saputo che un mio amico, di nome Taghi Abbasian,… è stato tormentato (a morte)… Ho visto da vicino quanto dolore ha sofferto e il tormento che ha dovuto sopportare per ottenere un appuntamento per una visita medica. Come lui, anch’io ho subito e subisco una tortura simile da parte degli agenti dell’ex-primo ministro iracheno che si trovano nel campo. Non ho alcun dubbio… se Taghi Abbasian avesse avuto libero accesso ai servizi sanitari, come un normale cittadino, avrebbe vissuto più anni e non avrebbe sofferto così tanto… devo avere anch’io lo stesso destino?

“Ho affermato in numerose lettere che la mia attuale condizione e il progredire del mio cancro sono il risultato del brutale assedio che ci hanno imposto. Prima di tutto c’è stato un tale ritardo nella diagnosi della malattia che questa è progredita; secondo, nelle cure…. sono stato tormentato così tanto che le cure sono diventate più dolorose del cancro stesso.

“Ad esempio, ogni volta che dovevo fare la chemioterapia, arrivavo tardissimo in ospedale a causa dei ritardi intenzionali provocati dagli agenti del primo ministro all’entrata del campo e ogni volta che questi stessi agenti ci accompagnavano nei nostri spostamenti, ci torturavano ulteriormente e abbreviavano la durata delle iniezioni, che doveva essere di quattro ore, a due ore. A causa di tutto questo ho avuto ripetutamente degli shock e dei dolori terribili che sono stati una vera tortura per me….

“Voi avevate promesso che saremmo rimasti temporaneamente a Camp Liberty e invece ci siamo ormai da quasi tre anni. Dovevamo avere accesso ai servizi sanitari, ma invece non solo non ci sono servizi sanitari, ma questi sono diventati un mezzo per torturare e tormentare i malati. Non è ancora giunta l’ora che i responsabili di questo assedio disumano vengano espulsi dal campo? ….. Per favore, non vorrete assistere ad un’altra morte pietosa causata dal fatto che Liberty è stata trasformata in una prigione e dal brutale assedio degli agenti dell’intelligence iracheno a Liberty, che sono i resti del precedente governo?”

Dopo il suo trasferimento in Albania, Hadi Taali era stato immediatamente sottoposto alle cure del caso ma, a causa dell’avanzamento del cancro, causato dai ritardi nelle cure, gli sforzi dei medici si sono rivelati vani e Taali è deceduto sabato 8 Agosto.

Il membro del PMOI Hadi Taali era nato a Marzo del 1955. Fu un sostenitore del PMOI sin dagli anni ’70, cosa che aveva provocato il suo arresto da parte della SAVAK, la polizia segreta dello Scià. Negli anni seguenti venne licenziato dalla fabbrica in cui lavorava a causa del suo appoggio al PMOI. Durante la rivoluzione anti-monarchica fu in prima linea  durante gli scioperi e le lotte operaie a Qazvin.

Per tre decenni era stato con il PMOI ad Ashraf, combattendo e resistendo coraggiosamente al disumano regime teocratico. Fu  tra i feriti del brutale attacco del 28 e 29 Luglio 2009 ad Ashraf operato dalle forze irachene e da elementi del regime. Le forze del primo ministro Maliki distrussero il suo veicolo in quell’attacco e lo picchiarono selvaggiamente con assi di legno e con bastoni, ferendolo alla testa, alle costole, al polso sinistro e alla caviglia sinistra.

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha porto le sue condoglianze a tutti i membri del PMOI , elogiando la resistenza di Hadi Taali. Ha poi chiesto al Governo degli Stati Uniti, all’UNAMI, all’UNHCR e al Governo dell’Iraq di prendere provvedimenti immediati per porre fine a questo assedio disumano a Camp Liberty e per impedire che altri malati vengano tormentati a morte, cosa che costituisce un crimine contro l’umanità.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

8 Agosto 2015

 

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