sabato, Dicembre 3, 2022
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Iran: Un alto comandante dei Passdaran ha progettato l’attacco terroristico alle Khobar Towers

Nel Giugno 1996, un camion-bomba uccise 19 americani negli alloggi delle Khobar Towers, nei pressi di Dhahran in Arabia Saudita

CNRI – A più di 19 anni da quando gli hezbollah sauditi fecero esplodere una bomba di oltre di 10 tonnellate di TNT, che uccise 19 avieri statunitensi alle Khobar Towers in Arabia Saudita, il quotidiano pan-arabo Asharq al-Awsat ha detto mercoledì che Riyadh ha arrestato Ahmed al-Mughassil, un terrorista coinvolto nell’attacco.

Ma chi è la vera mente che sta dietro a questo attacco terroristico mortale?

In una conferenza stampa a Washington, DC, il 16 Aprile 1997 il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)  rivelò che l’attentato alle Khobar Towers fu ordinato e progettato dalla Forza Qods del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche del regime iraniano (IRGC-QF).

Secondo il CNRI, che aveva ottenuto una serie di rapporti da fonti interne al paese del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), l’attentato alla città saudita di Dhahran fu un’operazione congiunta del Ministero dell’Intelligence del regime (MOIS) e dell’IRGC.

Il CNRI illustrò nel dettaglio la catena di comando coinvolta.

Secondo le informazioni del CNRI, il 6° Corpo della forza Qods, responsabile delle operazioni terroristiche e sovversive nel Golfo Persico, portò a termine l’operazione.

Il generale dell’IRGC, Ahmad Sharifi, comandante del 6° Corpo della forza Qods, supervisionò direttamente l’operazione. Il diretto superiore di Sharifi era il brigadiere generale dell’IRGC Ahmad Vahidi, all’epoca comandante della Forza Qods. Vahidi fu nominato in seguito ministro della difesa.

Le decisioni sulle operazioni terroristiche, come quella sull’attentato alle Khobar Towers, venivano prese dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime iraniano (SNSC), presieduto dall’allora presidente del regime Ali Akbar Hashemi Rafsanjani.

L’attuale presidente del regime, Hassan Rouhani, all’epoca era Segretario del SNSC e il rappresentante del leader supremo Ali Khameni in questo organo.

L’ex-direttore dell’FBI Louis Freeh, che diresse personalmente le indagini statunitensi sull’attentato, confermò in seguito il ruolo avuto dal regime iraniano. In un articolo sul Wall Street Journal del 23 Giugno 2006, Freeh disse: “Il Servizio di Sicurezza saudita ha arrestato sei terroristi dopo l’attentato. Mentre gli agenti dell’FBI setacciavano i resti del fabbricato 131 ad una temperatura di 115 gradi, gli attentatori hanno ammesso di essere stati addestrati dai servizi iraniani per la sicurezza esterna (IRGC) nella Valle della Beka, di aver ricevuto i passaporti all’ambasciata iraniana di Damasco insieme a 250.000 dollari in contanti per l’operazione, dal generale dell’IRGC Ahmad Sharifi”.

“Abbiamo appreso in seguito che importanti membri del governo iraniano, come il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) e l’ufficio del leader spirituale, avevano scelto come obbiettivo Khobar e incaricato gli hezbollah sauditi di portare a termine l’operazione”, ha aggiunto.

 

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