mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran: Tredici esecuzioni in un solo giorno

Javad Larijani, il capo dell’ufficio diritti umani del regime, ha appoggiato le “esecuzioni a valanga”, giustificato la tortura e le pene brutali con la scusa della Qisas, definendole “verdetti santi”.

Il disumano regime dei mullah ha impiccato 13 prigionieri il 17 Maggio nelle città di Yazd, Urmia e Mashhad. A Yazd ed Urmia sono stati impiccati collettivamente 12 prigionieri. Uno di loro era stato condannato a morte solo per furto. 

Anche a Mashhad, un giovane prigioniero è stato impiccato in pubblico. Un cartello posto sul luogo dell’impiccagione, definiva la pena di morte come “un elemento per la sopravvivenza ed il ristabilimento della sicurezza nella società”.

Il giorno prima di queste esecuzioni collettive, Javad Larijani, fratello del capo della magistratura e teorico del regime sulla tortura e le esecuzioni, nonché capo del cosiddetto “ufficio per i diritti umani”, ha avallato queste “esecuzioni a valanga legate al narcotraffico”. Ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che le crudeli pene della Sharia vengano messe in discussione: “Purtroppo oggi, un verdetto della Qisas, che è un verdetto santo, viene messo in discussione… L’universalità delle Nazioni Unite non implica che il modo di vivere occidentale sia il miglior modello… questo è esattamente quello per cui dobbiamo batterci con forza”. Poi Larijani ha anche giustificato la tortura precisando: “Alcuni ritengono che qualunque pena corporale sia tortura, mentre tortura vuol dire usare la forza per ottenere qualcosa”. (sito web di stato Aftab – 16 Maggio)

Lo stesso giorno Dolatabadi, il criminale procuratore di Tehran, ha sfacciatamente detto: “I rappresentanti dei paesi occidentali lanciano continuamente accuse sui diritti umani… contro l’Iran completamente prive di fondamento”.

Avallare “la valanga di esecuzioni”, definire pene atroci e medievali come il taglio delle mani e l’accecamento “verdetti santi” e giustificare la tortura dimostra che questo regime medievale non riesce a mantenere il suo potere neanche per un giorno senza ricorrere alle esecuzioni e alla repressione. E ciò dimostra che le fazioni interne al regime iraniano sono tutte una stessa cosa e che qualunque propaganda su una fazione moderata è un deprecabile inganno che serve a giustificare i commerci con questo regime. Ma, senza prestare alcuna attenzione a questa assurda propaganda, il popolo iraniano chiede nulla di meno che il rovesciamento di questo regime e il ristabilimento della democrazia in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

18 Maggio 2016

 

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