Negli ultimi giorni è stata tolta l’acqua alla prigione femminile di Qarchak Varamin, nonostante la calura estiva che peggiora le già intollerabili e disumane condizioni di questo famigerato carcere noto anche come Kahrizak II.
La prigione di Kahrizak era un pollaio in pessime condizioni nel quale sono stati rinchiusi e torturati a morte i manifestanti delle proteste del 2009.
Da giovedì 18 Giugno gli ufficiali della prigione stanno minacciando continuamente dagli altoparlanti di frustare le donne che mangiano o bevono durante le ore di digiuno.
Per aumentare la pressione sulle detenute politiche, il regime teocratico le trasferisce nella prigione di Qarchak dove sono rinchiusi i criminali comuni.
Temendo la crescita del malcontento nei vari strati della popolazione ed un’altra esplosione di proteste, il regime teocratico non riesce a spezzare il ciclo di crimini e repressione neanche durante il mese del Ramadan, ma sfrutta i riti del digiuno come un mezzo per intensificare la pressione con vari pretesti.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
20 Giugno 2015
