mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iran: Sette anni di incertezza e di mancanza di cure mediche per un prigioniero di coscienza

CNRI – Nonostante la Corte Suprema del regime abbia revocato la condanna a morte per il prigioniero di coscienza Anwar Khezri, egli continua ad essere detenuto nell’incertezza nel carcere di Rajai Shahr.

Questo prigioniero di coscienza è stato in carcere per 7 anni dal 2009. Soffre di diverse malattie, ma le autorità del carcere gli impediscono il ricovero e le cure.

Anwar Khezri è stato in carcere per un lungo periodo e qui ha subito tremende torture. Soffre di dolori al torace e anche di asma. Oltre a negargli le cure mediche, è stata anche smarrita la sua cartella clinica.

Durante la sua detenzione nel carcere del Ministero dell’Intelligence ad Urmia, Anwar Khezri è stato torturato per estorcergli una confessione.

Nel corso delle torture, i suoi aguzzini usavano un ferro da un chilo per colpirlo sul petto e questo gli ha provocato ferite gravissime.

Sottoposto a tremende pressioni, nel 2015 è stato ricoverato nell’ospedale di Rajai Shahr a Karaj. Dopo diversi esami fisici, i medici hanno diagnosticato che il suo malessere era il risultato di un grave trauma e che, in base agli esami, hanno confermato che doveva essere ricoverato in ospedale con urgenza per essere curato. Ma proprio allora la sua cartella clinica è scomparsa misteriosamente in carcere.

Una fonte vicina a Khezri ha detto: “Anwar non è in buone condizioni di salute e aveva chiesto un’attenzione immediata per i suoi problemi. Ha definito la privazione delle cure mediche e la perdita della sua cartella clinica ‘un omicidio bianco da parte delle autorità carcerarie’”. La fonte ha aggiunto che dopo diversi mesi di controlli, i medici dell’infermeria del carcere finalmente hanno ordinato la ripetizione degli esami e dei test già fatti ad Anwar, che dovranno essere eseguiti in un ospedale al di fuori del carcere. Ma pur avendo sottolineato l’urgenza di questi esami, nessun provvedimento è stato ancora preso a  riguardo.

Anwar Khezri, insieme ad altri sei suoi compagni di cella, si trova in carcere dal 16 Dicembre 2009. Alla fine di Marzo 2015, si è tenuto il processo dei sette detenuti presso la Sezione 28 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran presieduto dal giudice Moqaiseh, per i reati di “atti contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro il sistema”, “appartenenza a gruppi salafiti” e “corruzione della terra”.

Il 5 Giugno 2016, la loro condanna al carcere è stata ufficialmente annunciata. Dopo che l’avvocato ha presentato ricorso contro questa sentenza, il caso è stato portato di fronte alla Corte Suprema che l’ha revocata alla fine dell’anno scorso.

 

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