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Iran: Sciopero della fame dei prigionieri politici del carcere di Gohardasht per protestare contro l’esecuzione di massa dei prigionieri sunniti

Molti prigionieri politici sunniti nel braccio della morte, trasferiti lunedì 1° Agosto dal Braccio 10 della sezione 4 del carcere di Gohardasht, nelle celle di isolamento della sezione dell’IRGC di questo carcere, hanno lanciato una protesta contro l’esecuzione di molti loro compagni di cella gridando slogan. I secondini hanno brutalmente picchiato questi prigionieri che avevano le mani e i piedi incatenati. Contemporaneamente i prigionieri del braccio 210 della Sezione 7, anch’essi sunniti, hanno iniziato lo sciopero della fame il 2 Agosto per protestare contro l’esecuzione di massa dei prigionieri politici sunniti. 

Le guardie rivoluzionari, che hanno assunto il controllo di larga parte del carcere, hanno fatto suonare gli allarmi per intensificare l’atmosfera di intimidazione e di terrore e per impedire le proteste dei prigionieri. Le porte delle varie sezioni e del carcere sono ancora chiuse.

Maryam Rajavi ha definito l’esecuzione di un gran numero di prigionieri sunniti avvenuta nel carcere di Gohardasht “un agghiacciante crimine contro l’umanità”ed ha chiesto ai giovani iraniani di accorrere per dare aiuto e dimostrare la loro solidarietà ai familiari delle vittime. Ha chiesto al Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di presentare il dossier sui crimini del regime iraniano alla Corte Penale Internazionale, in modo che i responsabili di questi crimini vengano assicurati alla giustizia.

Nel frattempo, in contemporanea con l’esecuzione dei prigionieri politici sunniti, molti altri prigionieri politici, tra cui anche Saleh Kohandel, Mohammad Ali Mansouri ed Afshin Baymani, sono stati trasferiti dal braccio 12 della sezione 4 del carcere di Gohardasht, presso una località sconosciuta.

Aguzzini crudeli non hanno nemmeno permesso ai familiari delle vittime di avvicinarsi ai corpi dei loro figli e, per paura delle proteste popolari, hanno impedito il loro trasporto per la sepoltura nei loro luoghi di origine nel Kurdistan. Le forze repressive hanno sepolto i corpi dei giustiziati alla rinfusa nella sezione 305 del cimitero di Behest-e-Zahra. Da martedì mattina gli agenti dell’intelligence, agenti in borghese e motorizzati delle guardie rivoluzionarie, hanno svuotato questa sezione tenendola sotto stretto controllo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Agosto 2016

 

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