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“E’ troppo tardi”, ai familiari non è stato concesso di dire addio prima dell’esecuzione di massa in Iran – The Express

Almeno 20 detenuti uccisi in un’esecuzione di massa.

Quello che segue è l’articolo pubblicato dal britannico Express sul brutale massacro di prigionieri sunniti avvenuto oggi in Iran:

The Express

“E’ troppo tardi”, il dolore delle famiglie che non hanno potuto dare l’ultimo addio prima dell’esecuzione di massa 

Ai familiari che si preparavano a dare l’ultimo addio prima di un’esecuzione di massa, è stato detto dai funzionari del carcere che erano in ritardo e che i loro cari erano già morti.

di KATIE MANSFIELD

PUBBLICATO: 20:45, martedì 2 Agosto 2016 | AGGIORNATO: 20:54, martedì 2 Agosto 2016

Ai parenti dei detenuti era stato detto questa mattina di andare alla prigione per un’ultima visita, ma quando sono arrivati gli è stato detto che i prigionieri erano già stati impiccati.

Invece di dirgli addio, ai familiari è stato detto di andare alla camera mortuaria a riprendersi i corpi.

L’esecuzione di massa è avvenuta nel carcere di Gohardasht, in Iran, questa mattina, con l’impiccagione di almeno 20 detenuti sunniti.

Il carcere di Gohardasht ha dichiarato lo stato di emergenza e si ritiene che l’esecuzione sia stata anticipata per evitare proteste.

Questa esecuzione di massa è stata condannata dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), che si batte per il rispetto dei diritti umani nella Repubblica Islamica.

Shahin Gobadi, del Comitato Affari Esteri del CNRI ha detto: “Ci sono molti precedenti su questo regime che prima giustizia i prigionieri e poi informa le famiglie.

“Una spiegazione a tutto questo è che il regime ha paura delle reazioni negative della popolazione e delle proteste delle famiglie fuori dalla prigione per interrompere le esecuzioni.

“E’ particolarmente crudele che nessuna madre e nessun padre sia riuscito a dire addio ai propri cari”.

“Alcuni corpi sono stati velocemente seppelliti nel cimitero di Behesht-e Zahra”.

I prigionieri sono stati trasferiti dalle forze di sicurezza poche ore prima e gli altri detenuti hanno detto che avevano le mani e i piedi incatenati, la bocca chiusa con il nastro adesivo e la testa coperta con dei sacchetti.

Sembra che siano stati trasferiti in luogo sconosciuto prima dell’esecuzione di massa.

Le autorità del carcere hanno tagliato le linee telefoniche della prigione ed hanno rinchiuso nelle loro celle i detenuti che non si trovano nel braccio della morte, durante le esecuzioni.

Maryam Rajavi, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha detto che questa esecuzione è “un agghiacciante crimine contro l’umanità”.

Queste impiccagioni giungono nel 28° anniversario delle esecuzioni del 1988, con le quali migliaia di prigionieri furono giustiziati nel corso di un’ondata di omicidi di stato, nel giro di un mese.

Tra i prigionieri sunniti giustiziati c’è Shahram Ahmadi.

Fonte: http://www.express.co.uk/news/world/695946/Iran-mass-execution-prison-heartbreak-families-miss-goodbye-officials-say-too-late

 

 

 

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