venerdì, Dicembre 9, 2022
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Iran – Rivelazione: Migliaia di ragazzi ricchi e ignoranti a caccia di potere

a cura dello staff del CNRI

CNRI – “Le recenti proteste sono la crisi più grave dall’ascesa al potere del regime”

Un professore associato dell’Università di Teheran, ha detto: “Più di 4000 aghazadeh (i figli dei ricchi funzionari corrotti del regime iraniano) stanno studiando nel Regno Unito. La maggior parte di questi ritornerà in patria e reclamerà la sua fetta di potere. La loro sfacciata presenza negli organi decisionali crea una crisi”.

Secondo l’emittente ufficiale Bahar News, Akbar Valizadeh considera la questione degli “Aghazadeh” come una delle crisi che il paese deve affrontare. Parla dell’attivazione di una generazione di “Aghazadeh” che non possiede né istruzione, né capacità manageriali, ma  chiede, che non sarà soddisfatta con responsabilità e posizioni minori, e le decisioni prese a questo livello della struttura, possono portare ad una crisi.

Secondo la sua opinione, un’altra crisi è quella delle proteste della gente che ha perso il lavoro. Valizadeh dice che le proteste di questo gruppo sono diverse da quelle dei disoccupati, dato che un disoccupato vuole un lavoro, ma una persona che perde il suo lavoro, perderà anche tutte le sue condizioni di vita normali, accumulerà debiti ed altre spese, il che lo renderà sprezzante e ribelle.

Valizadeh è uno di quelli che, in base alle responsabilità che ha, ritiene che le proteste di Gennaio rappresentino la peggiore crisi affrontata dal regime sin dalla sua nascita, a causa della loro portata.

Nell’analizzare questi eventi, elenca varie proposizioni come: l’accumulo di richieste economiche della popolazione, l’indebolimento della classe media della società, la preoccupazione dei giovani e degli studenti per la loro carriera e il loro futuro, l’improvviso cambio di classe tra la popolazione e le contraddizioni della società tradizionale e di quella moderna nel paese, e poi mette in guardia contro alcune crisi che attendono il regime.

“Secondo le statistiche”, dice Valizadeh, “la recente crisi è la crisi più diffusa dopo la Rivoluzione Islamica, dato che, almeno per la prima volta, tutte le province e 29 capitali provinciali del paese ne sono coinvolte. Io non ho i dati demografici dei manifestanti, ma la sua portata indica che i recenti eventi rappresentano una crisi molto grave che ha sopraffatto e gestito il paese. Ma la gestione della crisi non vuol dire la fine della crisi, la scomparsa delle aree di crisi e il ritorno al passato”.

Questo professore universitario aggiunge: “Vorrei presentare un’altra analisi sociologica che è stata sottovalutata. Riguardo a questi fatti, ho parlato di fattori come la delusione e la frustrazione. Nell’ultimo decennio, un fatto è stato ignorato sotto ogni prospettiva ed è l’indebolimento, e in altre parole il declino, della classe media nella società iraniana. Gli sviluppi economici hanno indebolito la classe media, rendendo la società bipolare”.

“La classe media ha due funzioni: nella sfera economica la sua funzione è il consumismo. Parte dello svantaggio della situazione economica del paese deve essere considerato come dovuto all’indebolimento della classe media. La classe media non ha potere d’acquisto e di conseguenza non consuma. Perciò la recessione e la letargia del mercato sono dovute alla debolezza della classe media”, ha detto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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