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Iran- Resistenza: Appello a U.S.A. e ONU per condannare la richiesta di estradizione dei residenti di Camp Liberty della magistratura dei mullah

Necessità di un’azione urgente per proteggere i rifugiati iraniani in Iraq

Ieri, domenica 18 Maggio, il criminale mullah Sadeq Larijani, capo della magistratura dei mullah e persona direttamente responsabile delle torture quotidiane e delle esecuzioni di gruppo in corso in Iran, nel suo incontro con il capo del Consiglio Giudiziario Supremo dell’Iraq ha chiesto che i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) in Iraq vengano “riportati in Iran per essere processati, perché se non venissero processati ciò sarebbe contro la legge”.

 

L’assurda richiesta di Larijani di estradare dei rifugiati sotto protezione internazionale, dimostra prima di tutto la paura e l’impotenza del fascismo religioso al potere in Iran verso la rabbia e il malcontento popolare ed il crescente appoggio al PMOI. Allo scopo di fomentare un’atmosfera di paura e terrore, il solo modo che il regime teocratico ha trovato è il massacro dei membri del PMOI che con la loro perseveranza sono fonte di ispirazione per la lotta del popolo iraniano.

Con nove dichiarazioni dal Settembre 2011 ed in numerosi comunicati stampa, l’Alto Commissario per i Rifugiati ha sottolineato l’applicazione del principio di non-refoulement ai residenti di Camp Liberty. Nel suo ultimo comunicato del 6 Maggio 2014 ha precisato: “l’UNHCR sottolinea ulteriormente che i residenti del campo hanno diritto alla protezione contro l’espulsione o il rimpatrio forzato verso qualunque luogo in cui la loro vita o libertà sarebbero minacciate. Il Memorandum di Intesa tra il Governo dell’Iraq e le Nazioni Unite riconosce esplicitamente che i residenti beneficiano del principio di non-refoulement”.

Abbiamo qui un regime che chiede l’applicazione della giustizia, ma che ha giustiziato o ucciso sotto tortura 120.000 prigionieri politici, molti dei quali membri e sostenitori del PMOI e per il quale, secondo il suo codice penale, qualunque associazione al PMOI viene considerata “morahebeh” (inimicizia verso Dio), reato punibile con la morte. 

Nel 1988 Khomeini emise una fatwa secondo la quale “coloro che si trovano nelle prigioni di tutto il paese e restano convinti del loro sostegno ai Monafeqin (PMOI) sono colpevoli di moharebeh e condannati ad essere giustiziati”.

In conformità a questa fatwa, furono massacrati 30.000 prigionieri politici. Finora, con l’aiuto del suo governo subordinato in Iraq, il regime teocratico ha organizzato sei attacchi mortali contro Ashraf e Camp Liberty, ha ucciso 116 residenti, ne ha feriti più di 1300 e, imponendo un tirannico assedio ed in particolare un blocco sanitario ad Ashraf e Camp Liberty, dal 2009 ha causato la morte di venti residenti.

I crimini del fascismo religioso al potere in Iran costituiscono il più enorme crimine dalla Seconda Guerra Mondiale per il quale i responsabili non siano stati assicurati alla giustizia. Il popolo iraniano e la sua Resistenza chiedono la presentazione di questo dossier alla Corte Penale Internazionale e il processo per i leaders del regime.

Nel far notare che le dichiarazioni del mullah Larijani tradiscono le diaboliche intenzioni di questo regime di compiere un altro bagno di sangue a Camp Liberty, la Resistenza Iraniana chiede al Governo degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite di condannare immediatamente queste dichiarazioni del capo della magistratura dei mullah e di adottare misure urgenti ed efficaci per proteggere i residenti di Camp Liberty. Ciò è essenziale e conforme ai loro ripetuti impegni scritti riguardanti la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Camp Liberty. Il silenzio di fronte a queste dichiarazioni che violano molte leggi e convenzioni internazionali, incoraggia questo regime e i suoi complici in Iraq a reiterare i loro crimini contro Camp Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Maggio 2014

 

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