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Iran: Appello per salvare le vite dei prigionieri politici in gravi condizioni

La Resistenza Iraniana chiede a tutti gli organismi internazionali e alle organizzazioni per i diritti umani, in particolare al Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie e all’Inviato Speciale sulla tortura, di intraprendere una azione efficace e urgente per salvare le vite dei molti prigionieri politici, sostenitori dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e dei familiari dei membri del PMOI ora a Liberty terribilmente ammalati ed in condizioni disperate.

 

Le condizioni di Mashallah (Hamid) Haeri, 63 anni, prigioniero politico e sostenitore del PMOI, si sono aggravate in ospedale ed è entrato in coma a causa delle pressioni degli aguzzini del regime. Il 14 Maggio, dopo che aveva iniziato a sanguinare dalle orecchie e dal naso, gli aguzzini del regime sono stati costretti a trasferirlo in un ospedale fuori dalla prigione. Nonostante le sue gravissime condizioni è stato trasportato ammanettato mani e piedi. Costretto a questo trattamento disumano anche in ospedale, Haeri ha ripreso a sanguinare di nuovo ed è entrato in coma.

Mashallah (Hamid) Haeri, prigioniero politico negli anni ’80, è stato arrestato a Dicembre 2009 solamente a causa della presenza dei suoi parenti ad Ashraf ed è stato condannato a quindici anni di prigione. A causa delle barbare torture subite e delle vergognose condizioni della prigione, soffre di gravi malattie cardiache e respiratorie ed ha avuto diversi infarti, ma i suoi aguzzini gli hanno sistematicamente negato le cure mediche necessarie.

La prigioniera politica  Motahhareh (Simin) Barami, 60 anni, detenuta nella sezione femminile della prigione di Evin, sta per divenire paraplegica perché le vengono negate le cure mediche. A causa delle torture subite e delle vergognose condizioni della prigione lei, che è stata prigioniera politica anche negli anni ’80, soffre di una grave ernia alla spina dorsale, tremendi dolori alle gambe e problemi alla cistifellea per i quali ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico. E’ stata arrestata durante le proteste del 2009 insieme al marito, al figlio, alla nuora e ad un altro suo parente.

Mohsen e Ahmad Daneshpour Moghaddam, rispettivamente marito e figlio di Motahhareh (Simin) Barami, sono stati condannati a morte per l’accusa inventata dai mullah di “moharebeh” (inimicizia verso Dio) e si trovano nella sezione 350 della prigione di Evin in gravi condizioni.

Mohsen Daneshpour, 73 anni, prigioniero politico negli anni ’80, soffre di gravi problemi cardiaci e all’apparato digerente e non è neanche autosufficiente. Ahmad Daneshpour, 42 anni, ha perso 40 chili a causa delle conseguenze di continue emorragie al colon causate da una grave infiammazione intestinale, dalle torture, dalla mancanza di cure mediche e di cibo appropriato.

Ali Moezzi, 65 anni, prigioniero politico e sostenitore del PMOI, è anch’egli in gravissime condizioni nella prigione di Ghezel Hessar. E’ malato di cancro e sta praticando uno sciopero della fame per protestare contro il brutale raid del 17 Aprile condotto da elementi delle forze repressive contro i prigionieri politici della sezione 350 della prigione di Evin. E’ stato trasferito nella prigione di Ghezel Hessar e tenuto in isolamento fino a sabato 17 Maggio. Questi provvedimenti disumani hanno aggravato ulteriormente le condizioni di Ali Moezzi.

Ali Moezzi è uno dei prigionieri politici degli anni ’80, arrestato nel 2008 semplicemente per aver fatto visita ai suoi due figli, membri del PMOI, a Campo Ashraf. A Marzo 2011 è stato arrestato per la terza volta per aver partecipato alla cerimonia funebre del prigioniero politico Mohsen Dogmechi, un membro del PMOI torturato a morte dagli aguzzini del regime.

Moezzi soffre di diverse malattie causate dalle torture e dalle vergognose condizioni della prigione, come cancro, disfunzioni renali e una grave forma di artrite al collo. Nonostante questo, per fare ulteriormente pressione su di lui e torturarlo, gli aguzzini del regime gli hanno sistematicamente negato le cure mediche e, tenendolo in isolamento, hanno intensificato questa tortura. Poiché Moezzi si è rifiutato di comparire di fronte al tribunale dei mullah, elementi dell’intelligence del  regime si stanno vendicando creando nuove accuse contro di lui.

Saleh Kohandel, un prigioniero politico sostenitore del PMOI che si trova nella cella 12 della sezione 4 della prigione di Gohardasht soffre di una sospetta leucemia ed è in gravissime condizioni dopo aver iniziato uno sciopero della fame a sostegno dei prigionieri politici della sezione 350 di Evin. La diffusione di interferenze rumorose in questa sezione dei detenuti politici nella prigione di Gohardasht, ne ha aggravato le condizioni, comprese quelle di Kohandel. Saleh Kohandel, condannato a 10 anni di carcere, soffre di una grave trombocitemia ma gli vengono negati test clinici speciali e cure mediche.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

18 Maggio 2014

 

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