lunedì, Febbraio 6, 2023
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Iran: Proseguono gli scioperi dei lavoratori e le proteste delle altre classi sociali povere

Rivolte in Iran – No. 101

Gli scioperi e le proteste degli operai, degli impiegati e di vari strati della popolazione, sono proseguiti domenica 4 Marzo in diverse città di tutto il paese.

1. I lavoratori di tutti i reparti dello zuccherificio Haft Tapeh, quello agricolo, della produzione, della manutenzione, dei servizi, quello ingegneristico e di supporto, hanno interrotto il lavoro per protestare contro il mancato pagamento dei loro arretrati e si sono riuniti nello stabilimento aziendale. Derakhshani, il direttore della fabbrica, ha cercato di impedire ai lavoratori di interrompere le attività nei vari reparti, ma non c’è riuscito.

2. I lavoratori dell’acciaieria di Ahvaz proseguono il loro sciopero da 12 giorni, nonostante l’arresto di un gruppo di loro colleghi e le minacce dell’ufficio del procuratore del regime. Farhad Afsharinia, capo della magistratura del Khuzestan, in maniera vergognosa ha incolpato i lavoratori del loro arresto causato dalla mancanza o dall’illegalità del permesso  per la manifestazione. “L’azienda è alla bancarotta e anche varie agenzie governative, le banche e il settore privato sono suoi creditori”, ha detto insieme al proprietario dell’acciaieria, un ladro su larga scala legato al governo.

3. Un gruppo di lavoratori della Heavy Equipment Manufacturing Company (HEPCO) di Arak, è giunto a Teheran per protestare contro la privatizzazione dell’azienda, dopo che le promesse fatte dal ministro del lavoro di Rouhani il mese scorso non sono state rispettate e non sono stati pagati loro otto mesi di stipendio e di contributi.  Circa mille lavoratori della HEPCO hanno protestato anche il mese scorso nelle strade di Arak.

Con i suoi 42 anni di esperienza la Hepco, il più grosso produttore di macchinari per la costruzione delle strade, è stato portato sull’orlo della distruzione e la sua produzione è scesa da 3000 unità a 100, a causa delle politiche ingannevoli del regime teocratico. La capacità di impiego della Hepco è crollata da 3000 a 900 persone, che lavorano senza stipendio.

4. Un gruppo di abitanti di Hashtgerd si è riunito per protestare contro l’usurpazione delle sue terre. Queste terre sono state consegnate al governatorato del regime e alla fondazione statale dei Veterani.

5. Il personale amministrativo del dipartimento istruzione di Babol ha interrotto il lavoro ed ha proclamato uno sciopero di protesta contro il mancato pagamento di un anno di straordinari.

6. Gli impiegati della Ahab, uno degli appaltatori della linea 6 della metropolitana di Teheran, si sono riuniti per protestare contro il mancato pagamento di sette mesi di stipendi e di arretrati.

7. I lavoratori delle ferrovie di Tabriz si sono riuniti per protestare contro il mancato pagamento dei loro salari arretrati. I lavoratori avevano degli striscioni con su scritto: “Vogliamo il rispetto dei nostri diritti legali!”.

8. I lavoratori dell’azienda elettrica Sazeh Kavir, di Yazd, si sono riuniti di fronte alla sede dell’azienda per protestare contro il mancato pagamento di sei mesi di stipendio.

9. Gli addetti ai giardini del comune di Sarbandar (Bandar Khomeini) della provincia del Khuzestan, si sono riuniti per il secondo giorno consecutivo davanti al palazzo del comune, per protestare contro il mancato pagamento dei loro salari.

10. I lavoratori dell’azienda Kisson, nella seconda fase del progetto per la ferrovia da Bafgh a Zarrinshahr, hanno protestato per il sesto giorno consecutivo nella stazione Varzaneh di Isfahan.

11. Un gruppo di persone truffate dall’unione creditizia di Valiasr a Rabat Kareem e a Baharestan si è riunito di fronte al parlamento del regime a Teheran per protestare contro l’incertezza dei loro depositi.

12. Sabato 3 Marzo, centinaia di giovani disoccupati dei villaggi del distretto Chaghamish di Dezful e del distretto Dimcheh di Shooshtar, adiacenti al complesso industriale agricolo di Karoun , si sono riuniti per il secondo giorno di fronte alla sede dell’azienda. I manifestanti, che gridavano “Basta disoccupazione!”, sono stati attaccati dagli agenti anti-sommossa e ci sono stati degli scontri. Gli agenti delle forze repressive hanno arrestato un manifestante ed altre quattro persone, dopo aver lanciato gas lacrimogeno ed aver sparato in aria. Poi le forze repressive hanno bloccato le strade che dal villaggio portano allo stabilimento. L’industria agricola Karoun sta promettendo dal 1981 di assumere i proprietari terrieri affittando più di 30.000 ettari di terra, ma non ha mai mantenuto la sua promessa. Con l’assegnazione dell’azienda ad appaltatori governativi e l’assunzione di persone non del luogo a salari più bassi, la disoccupazione e la povertà sono cresciute nella regione.

L’azienda agricola Karoun, situata nelle città di Shushtar, Gatvand e Dezful, nei suoi quattro decenni di attività aveva un numero di lavoratori pari a 17.000, ma ora è scesa a meno di duemila a causa della distruzione dell’economia del paese.

 

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