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Iran: Paura per il possibile maltrattamento dei prigionieri di coscenza

ImageAmnesty International, 2 novembre 2007 – Tra il 27 Luglio 1988 e la fine di quell’anno ,migliaia di prigionieri politici, compresi i prigionieri di coscienza, sono stati uccisi nelle prigioni della nazione.
La stragrande maggioranza è stata condannata a morte dopo processi sommari o brevi interrogatori.
Le esecuzioni erano autorizzate dai più alti livelli della supremazia iraniana e si presume che servissero per rispondere alla minaccia che proveniva dai gruppi armati dell’opposizione, il Mojahedin del Popolo Iraniano e il Fedayan-e Khalq.

Azione urgente

Indice AI pubblico: MDE 13/128/2007
2 Novembre 2007

UA 286/07 Paura per il  possibile maltrattamento nei confronti dei prigionieri di coscienza

Iran Ali Sarami (m)
Mohammad  Ali Mansouri (m),di 47 anni
Iran, o Masoumeh, Mansouri, (f), di 22 anni,sua figlia
Nasser Sodargari (m), di 46 anni
Tahereh Pour-Rostam(f), di 44 anni, sua moglie
Farshid Sodargari, parente di Nasser Sodargari
Misaq Yazdanejad(m), di 21 anni

Le sette persone menzionate sopra sono state incarcerate dagli ufficiali del Ministero dell’Intelligence in pieno Agosto e nei primi di Settembre perché avevano preso parte a una cerimonia per il 19 anniversario dei “massacri in carcere” del 1988 nei quali migliaia di prigionieri politici furono uccisi.

Il 29 Agosto i parenti di questi morti si sono riuniti a Kharavan, a sud di Tehran, vicino a una fossa comune dove alcuni dei prigionieri sono stati sepolti.

Sono stati portati alla Sezione 209 del Carcere di Evin a Tehran, che è sotto il controllo del Ministero dell’Intelligence e fuori portata per gli ufficiali del Carcere di Evin.
Sono stati tutti interrogati da un uomo dell’ufficio delle esecuzioni pubbliche di Tehran.

Ali Sarami è stato arrestato da quattro agenti in borghese mentre faceva spese vicino a casa, a sud di Tehran.
Lo hanno portato nella sua casa, hanno frugato tra i sui beni e hanno confiscato molti articoli, compresi degli album di fotografie e  il suo computer portatile.
La sua famiglia ha fatto delle indagini, ma è stato detto loro di smetterla o si troveranno a dover fronteggiare delle conseguenze non meglio specificate.

Mohammad Ali Mansouri è stato arrestato il 2 Settembre nella sua casa,che era già stata perquisita.
La sua famiglia ha chiesto sue notizie alla Corte Rivoluzionaria e sono stati minacciati di essere incarcerati.
Il 27 Ottobre sua figlia Iran, o Masoumeh, Mansouri è stata chiamata e le hanno detto di raccogliere le cose di suo padre.
Sono andati suo fratello e uno zio, ma sono stati rimandati indietro con la richiesta che venisse lei in persona. Lei ci è andata,e da allora è trattenuta in carcere senza alcuna possibilità di comunicare.
Lei non ha preso parte alla cerimonia commemorativa a Kharavan, ma sembra che sia stata trattenuta per aver chiesto di suo padre e probabilmente per aver parlato della sua detenzione in un’intervista del 10 Ottobre rilasciata al giornale norvegese Dagbladet.
L’interrogante aveva detto alla sua famiglia di non parlare del caso con nessun giornalista.
Hanno incaricato il difensore dei diritti umani Abdolfattah Soltani di rappresentare Mohmmad Ali Mansouri, ma gli è stato detto di prendere un altro avvocato.

Nasser Sodargari e sua moglie Tahere Pour-Rostam hanno preso parte entrambi alla commemorazione di Kheravan. Nasser Sodargari è stato arrestato sul posto di lavoro e portato in casa sua, che è stata oggetto di una approfondita perquisizione: sono stati presi vari beni come album fotografici e il suo computer portatile.
La coppia ha due adolescenti che ora sembrano non avere un tutore visto che uno di loro ha 18 anni, e viene considerato adulto.
Un parente di Nasser Sodargari è stato arrestato sul posto di lavoro il 9 o il 10 Settembre .
Anche lui è stato portato a casa, che è stata accuratamente perquisita, ed è stata portata via una gran quantità di beni.

Misaq Yazdanejad è stato arrestato in casa il 10 Settembre. Ha bisogno di medicine, che sua madre ha portato alla Prigione di  Evin, ma le guardie si sono rifiutate di accettarle.
Gli ufficiali hanno inviato un messaggio dal suo cellulare a tutti i contatti che aveva nella memoria del telefono.

I filmati della commemorazione a Kharavan di quest’anno si possono vedere sui siti:
http://www.youtube.com/watch?vhfinvzW4mxw  e
http://www.youtube.com/watch?vuf8FDOZymwE

Antefatto


Tra il 27 Luglio 1988 e la fine di quell’anno ,migliaia di prigionieri politici, compresi i prigionieri di coscienza, sono stati uccisi nelle prigioni della nazione.
La stragrande maggioranza è stata condannata a morte dopo processi sommari o brevi interrogatori.
Le esecuzioni erano autorizzate dai più alti livelli della supremazia iraniana e si presume che servissero per rispondere alla minaccia che proveniva dai gruppi armati dell’opposizione, il Mojahedin del Popolo Iraniano e il Fedayan-e Khalq.
Amnesty International crede che queste esecuzioni equivalgano a un  crimine contro l’umanità.
Per  la legge internazionale, valida nel 1988, i crimini contro l’umanità consistono in estesi o sistematici attacchi contro civili o discriminazioni, comprese quelle politiche.
Amnesty International pensa che non dovrebbero rimanere impuniti i crimini contro i diritti umani e non deve sussistere nessuna ragione o tempo in cui possano avvenire.
Le esecuzioni del 1988 dovrebbero essere oggetto di una indagine parziale e indipendente, e tutte queste responsabilità dovrebbero essere portate davanti a una corte giudiziaria e ricevere le apposite sanzioni.
Amnesty International riporta: Iran”Le violazioni dei diritti umani del 1987-1990(Dicembre 1990) rappresentano la grandezza dei massacri dei prigionieri del 1988 e costituiscono le basi per la conseguente campagna di Amnesty International in merito a questa questione.”

Indice AI:MDE 13/128/2007 2Novembre 2007