mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeNotizieArticlesIran: Il “TALLONE DI ACHILLE” del regime dei mullah

Iran: Il “TALLONE DI ACHILLE” del regime dei mullah

 di ALI SAFAVI

ImageCNRI, 9 novembre – Poco dopo la cacciata del principale negoziatore nucleare di Tehran, Ali Larijani, e la nomina a suo successore di uno dei suoi compagni, un ex Comandante delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Saeed Jalili, il Presidente del regime iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, a quanto riporta l’agenzia di stampa ISNA, ha detto che il caso nucleare del regime era “ chiuso”  e che le risoluzioni sanzionatorie delle Nazioni Unite  erano “ solo una pila di carte”.

Ha poi alzato il tiro ancor di più con l’annuncio, fatto mercoledì, che Tehran ha avuto successo nella produzione di 3 mila centrifughe, con le quali dovrebbe essere in grado, secondo alcuni esperti, di produrre una bomba entro un anno.

A dispetto degli stupidi tentativi di Ahmadinejad di darsi un tono politico che esprimesse comando e autorità nei confronti degli interlocutori stranieri dei mullah, tuttavia in Iran la sua posizione è più fragile che mai.
Quando ha visitato l’Università di Tehran lo scorso mese, è stato accolto al grido di “ morte al dittatore”.

La scena all’Università di Tehran riassume una duplice realtà riguardo al regime iraniano.
Da un lato il regime tenta disperatamente di delineare un’immagine potente di se stesso, rendendo così vana ogni pressione aggiuntiva di stampo internazionale.
Dall’altro lato questa immagine fittizia è spesso fatta a pezzi da studenti, donne, lavoratori e altri settori disillusi della società iraniana.
In estate i mullah al potere hanno sottoposto la popolazione iraniana a una spaventosa ondata di soppressione con l’unico scopo di soffocare l’agitazione sociale per mezzo del terrore e della paura, ostacolando così ogni reale prospettiva di cambiamento ad uno dei momenti più critici dei loro 28 anni di governo.

Amnesty International ha riferito che 250 mila persone sono state impiccate in Iran da Gennaio, molti in pubblico davanti agli occhi sbalorditi degli spettatori, che erano indifferentemente bambini e adulti.
In questo altro atto barbarico, alcune impiccagioni sono state trasmesse anche sulla tv di stato.

L’Osservatore dei diritti umani, che si è recentemente riferito al regime iraniano come all’ “ultimo boia di bambini”, ha aggiunto che 71 minorenni stanno attualmente aspettando di essere impiccati nelle prigioni iraniane. Inoltre, almeno 600 prigionieri in una sola prigione a ovest di Tehran rimangono sulla strada della morte.

Circa 150 mila donne sono state arrestate in estate per essere “ mal’velate”,mentre almeno 977mila persone sono state interrogate lungo le strade con pretesti falsi.
Il 5 Luglio un uomo a Takestan, una città a Qazvin, è stato lapidato, e alla fine 8 donne subiranno lo stesso destino.

Tutto ciò avviene in un periodo in cui i mullah sono oppressi da terribili crisi in patria, e sono sempre più isolati.
Il 25 Ottobre la designazione del Capo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche, la sua arma terroristica, il Qods, il Ministero delle Difesa e un  numero di istituzioni e ufficiali da parte del Governo americano come proliferatori nucleari e finanziatori del terrorismo, ha causato delle scosse molto forti alla vecchia supremazia iraniana.

Tuttavia, anche se il regime cos’ indebolito diventa in modo preoccupante più crudele nei confronti della popolazione iraniana, i governi dell’Occidente continuano a esibire una preoccupante inclinazione al silenzio e alla tolleranza.
Volgere uno sguardo cieco alle terribili violazioni dei diritti umani perpetrati dal regime iraniano è uno dei più sintomi più rivoltanti della politica di pacificazione nei confronti dei mullah.

Hitler, viene spesso detto, accolse con entusiasmo la negoziazione del 1930 per prendere tempo in modo da prepararsi alla guerra.
Una volta raggiunti i suoi obiettivi a breve termine, tuttavia, dichiarò le negoziazioni come futili e con una sola mossa distrusse la visione di una “pace nel nostro tempo” di Neville Chamberlain.

Oggi i tiranni religiosi dell’Iran hanno adottato tattiche simili. Non molto tempo fa, in Aprile, Ahmadinejad ha detto “la negoziazione è il miglior modo per tenere lontano l’Iran dal nucleare”. Oggi mette in ridicolo apertamente l’idea esclamando che i mullah “non sono pronti per sedere attorno a un tavolo e discutere i loro assoluti diritti nucleari”.
In questo modo, che cosa è cambiato da Aprile?

Semplicemente questo: come il regime continua ad adottare una posizione sempre più aggressiva verso la popolazione iraniana, la risposta dei governi occidentali è quello di diventare più timidi e miti.
Se l’Occidente continua a ignorare la terribile situazione dei diritti umani in Iran, ne consegue che alla fine si troveranno di fronte a un regime iraniano più sfrontato che combatte per prolungare la sua sopravvivenza con maggior soppressione in patria.

Ma non è tutto. Il regime vorrebbe  anche aumentare la sua interferenza in Iraq, per creare una repubblica islamica sorella lì, fomentare il caos in Libano, dividere la Palestina per prevenire una pace a lungo termine nel Medio Oriente, e muoversi anche più da vicino per creare una bomba nucleare.
Perciò, l’Uomo di Tehran”( per prendere in prestito una frase analoga usata per riferirsi alle pacificazioni del 1930-l’ Uomo di Monaco) avrà scelto il disonore e si avrà definitivamente un’altra guerra medio-orientale.

Ironicamente le stesse pacificazioni di Tehran hanno ingabbiato la principale opposizione, l’Organizzazione del Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), mettendolo nella lista dei terroristi.
Finora loro hanno effettivamente coperto il Tallone  di Achille dei mullah.
Riferendosi a questa politica come a “pazzi”, Dick Armery, ex capo maggiore nella Camera dei Rappresentanti, ha aggiunto in una recente intervista con la CNN:” Il PMOI sono le persone che possono tenersi meglio informate su cosa sta accadendo in Iran e che possono informare meglio il popolo all’interno dell’Iran sulle opportunità di libertà. E noi li teniamo legati”.

Il PMOI è il componente principale della coalizione democratica del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, il cui capo Maryam Rajavi ha detto al Consiglio dell’UE questo mese che il mondo non deve trovarsi di fronte alla scelta tra guerra o accondiscendenza.
C’è una terza possibilità, un cambiamento democratico da realizzare affidando il potere alla popolazione iraniana e alla resistenza organizzata.
I governi occidentali si permettono il lusso di ignorare la sua soluzione.

Come primo gradino pratico a questo riguardo, il PMOI deve essere rimosso dalla lista del terrore.
Come pure, e in aggiunta a una risoluzione forte di censura all’attuale sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il terrificante record di diritti umani deve essere immediatamente riferito al Consiglio della Sicurezza per prendere in considerazione delle decisioni vincolanti contro i mullah.

Più presto che tardi, l’Occidente capirà che le uniche parti che si offriranno di dare una mano al di là della situazione difficile con i mullah, è proprio la popolazione iraniana.
Ci rimane da sperare che questo accada a breve piuttosto che troppo tardi.

—————————————————————————————–
Ali Safavi del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana è il presidente della Ricerca Politica del Vicino Oriente , un’analisi politica fissa a Washington,DC ( www.neareastpolicy.com)

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,405FollowersFollow