
L’abbandono scolastico in Iran sotto il governo dei mullah ha raggiunto proporzioni catastrofiche. Secondo le statistiche pesantemente censurate del regime (Mashregh News, 3 febbraio 2025), nell’anno scolastico 2023-2024 più di 992.321 studenti sono stati esclusi dall’istruzione, tra cui oltre 150.000 bambini in età scolare che non sono mai entrati in classe.
Questo non è solo un problema sociale, è una tragedia nazionale creata dalle politiche deliberate del regime. La privazione di quasi un milione di bambini dall’istruzione rivela come il regime mina il futuro dell’Iran per preservare la propria presa sul potere.
L’educazione come strumento di repressione
Fin dalla sua nascita, il regime non ha mai considerato le scuole come luoghi per coltivare talenti e preparare le generazioni future. Invece, ha trasformato le aule in centri di indottrinamento, imponendo la sua ideologia medievale sui giovani.
Mentre le scuole nelle aree rurali crollano per mancanza di insegnanti e strutture, ingenti somme vengono dirottate verso istituzioni di propaganda e organi di repressione. Anche i funzionari del regime ammettono la portata della crisi. Il ministro dell’istruzione Alireza Kazemi ha riconosciuto nell’agosto 2025 che quasi 950.000 bambini sono abbandonati o esclusi dall’istruzione—un’ammissione che riflette un fallimento sistemico, non carenze isolate.
#Iran’s Education System in Crisis as Schools Reopenhttps://t.co/D0FdTeZjU1
— NCRI-FAC (@iran_policy) September 23, 2024
Povertà prodotta dal regime
Anche se la povertà è uno dei motivi principali per cui le famiglie non possono tenere i loro figli a scuola, questa povertà non è casuale. È il risultato diretto della corruzione sistematica, del collasso economico e della dispersione della ricchezza nazionale per finanziare la repressione in patria e il terrorismo all’estero.
Il costo dei libri di testo da solo è aumentato di oltre il 60%, rendendo l’istruzione di base insostenibile per innumerevoli famiglie (Bahar News, 13 settembre 2025). Lungi dall’essere il risultato di una cattiva pianificazione, questo è il prezzo di un sistema che dà priorità alla sopravvivenza del regime rispetto al benessere delle persone.
Ampliare la discriminazione e l’esclusione sociale
La crisi di abbandono si è estesa a colpire quasi ogni settore della società. Nell’anno scolastico 2022-2023, il 52% dei bambini fuori dalla scuola erano maschi, dimostrando che la portata della privazione si è ampliata, non che la discriminazione di genere è stata alleviata.
Tra i più vulnerabili ci sono i lavoratori minorenni, i bambini privi di documenti, i migranti e coloro che vivono in povertà ai margini delle città. Spingendo quasi un milione di bambini fuori dalla scuola, il regime ha condannato una generazione all’analfabetismo, al lavoro minorile, alla dipendenza e allo sfruttamento.
#Iran News in Brief
MP Jalal Mahmoudzadeh disclosed today that the new education minister of Ebrahim Raisi has removed around 15,000 to 20,000 school principals from their positions due to political and ideological reasons.https://t.co/41fs0X18Mz pic.twitter.com/QKjGdrYoSf— NCRI-FAC (@iran_policy) October 29, 2023
Vittime silenziose di un regime anti-iraniano
Il regime clericale vede l’istruzione non come un diritto, ma come una minaccia. Misure temporanee—come la distribuzione di pacchetti di aiuti o l’invio di alcuni insegnanti nelle aree rurali-non possono affrontare una crisi le cui radici risiedono nella natura ideologica e anti-sviluppo del regime.
Finché questo regime rimarrà al potere, i bambini dell’Iran rimarranno le sue vittime silenziose. L’unica soluzione sta nel rovesciare questo regime e stabilire un governo democratico e popolare – un sistema che tratta l’istruzione come un investimento per il futuro, non uno strumento per l’indottrinamento e il controllo.
Se oggi più di 900.000 bambini iraniani saranno esclusi dalle scuole, domani l’Iran stesso sarà escluso dallo sviluppo globale. Questo è il costo devastante di un regime che fa guerra non solo al suo popolo, ma al futuro stesso della nazione.
