giovedì, Dicembre 1, 2022
HomeNotizieIran NewsIran: Messaggio di confronto del Golfo Persico a Bush alla vigilia del...

Iran: Messaggio di confronto del Golfo Persico a Bush alla vigilia del suo viaggio

di Alireza Jafarzadeh

ImageFonte: Fox News

In una clamorosa dimostrazione di bellingeranza e e di aperta provocazione, nonchè  alla vigilia del viaggio del Presidente George W.Bush nella regione, il regime di Tehran ha attaccato  con cinque navi veloci del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche (IRGC) tre navi della Marina militare nello Stretto di Hormuz durante il fine settimana.

Lo Stretto di Hormuz è la principale via di navigazione che collega il Golfo di Oman al Golfo Persico ed è fondamentale per la libera circolazione delle navi.
Il Pentagono ha descritto l’azione di Tehran come " negligente, imprudente e potenzialmente ostile".
Il Segretario di Stato Condoleeza Rice ha descritto l’azione come " provocatoria e pericolosa".
 
Il portavoce del Ministero degli Esteri di Tehran, Mohammed Ali Hosseini, che all’inizio del giorno si era rifiutato di commentare questo episodio ai cronisti, ha cercato di minimizzare lo scontro come " una questione regolare e nella norma".
"è stato qualcosa di normale  che è avvenuto ora e poteva avvenire poi",ha detto Hosseini.
 
Almeno è stato onesto. Fino a che il regime farabutto dell’IRGC di Mahmoud Ahmadinejad sarà coinvolto, provocando atti provocatori e bellingeranti, è abbastanza "normale e naturale" che accadano fatti quali l’esecuzione di più di una dozzina di iraniani la scorsa settimana e l’amputazione di mani e gambe ad altri cinque iraniani la scorsa Domenica.
 
Tehran si è giocata la carta dello Stretto di Hormuz per oltre due decadi, minacciando ripetutamente l’Occidente con la chiusura della via navigabile, sperando di ottenere delle concessioni- o al massimo di dissuadere l’Occidente dal prendede delle decisioni firmate-e di intimorire i paesi del Golfo Persico.
 
Nell’Aprile 2006, l’ex Comandante Supremo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche , il Generale Yahya Rahim Safavi, ha descritto lo Stretto di Hormuz come " l’ancora di salvezza per l’economia" dell’Occidente e ha detto che potrebbe essere usata " per mettere pressione ai nemici dell’Iran".
Ha aggiunto:" Lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico sono…le fondamenta su cui poggia la capacità difensiva dell’Iran".
 
Molto significativa è anche la tempestività di questo incidente, che è avvenuta solo due giorni prima che il Presidente Bush anticipasse il viaggio in Medio Oriente e nel Golfo Persico, per discutere , tra gli altri argomenti, su come i paesi della  regione potessero trovare un accordo con le ambizioni di egemonia regionale dell’Iran e il suo programma nucleare in rapido avanzamento.
 
Nessun dubbio sul fatto che i principali destinatari del messaggio politico di questo episodio fossero  le capitali del Golfo Persico.
La provocazione di Tehran è molto lontana dall’essere un’azione promossa solo da alcuni furfanti dell’IRGC, come alcuni commentatori hanno suggerito, ma è stata un’azione calcolata per gettare ombra sul viaggio del Presidente Bush e ricordare ai suoi eserciti che il regime religioso ha la capacità di creare un confronto nelle acque  del Golfo Persico quando vorrà.
 
Alla luce del viaggio organizzato velocemente di Ahmadinejad nell’Oman per l’annuale conferenza del Consiglio della Cooperazione del Golfo lo scorso mese e alla Bilancio Na luce dell’umiliazione che ne è derivata per il suo regime che si è riflesso nell’affermazione di chiusura della conferenza, Tehran, a causa dell’episodio delle navi veloci, ha deciso di considerare negativamente ogni accordo raggiunto tra Washington e le capitali nei prossimi giorni.
 
Ahmadinejad, sostenuto dal Capo Supremo degli ayatollah, Ali Khomenei, sta così sondando le acque politiche.Sta cercando di mostrare una falsa forza fisica alla vigilia del viaggio del Presidente Bush, addirittura aumentando la moralità dell’IRGC  e dei suoi alleati nella regione.
 
Mentre in Iraq, a dispetto delle dicerie su una possibile diminuzione delle tensioni tra America e Iran, fonti attendibili mi hanno confermato che Tehran di fatto ha aumentato le costruzioni e ha trasferito le bombe poste dul ciglio delle strade- Esplosivi Penetranti ( EFPs) .lungo i confini; così ha pianificato di far scoppiare la violenza in Iraq.
 
Tehran è chiaramente in violazione di due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ha aumentato l’arrchimento di uranio a dispetto dei ripetuti ammonimenti dell’Agenzia Internazionale  dell’Energia Atomica e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle N.U. 1737 e 1747 di fermare questo arricchimento.
 
Il  Bilancio Nazionale dei Servizi Segreti   , divulgato lo scorso mese, ha chiaramente confermato che l’Iran ha nascosto il suo programma di armi nucleari fino a che è stato rivelato dal principale gruppo di opposizione iraniana, il Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (NCRI) nel 2002, e che fino al 2003, il programma stava continuando di nascosto.
Le fonti dell’NCRI hanno scoperto nel Dicembre 2007 che Tehran ha dato nuovamente vita al  Programma di armamento nel 2004 in diversi siti segreti ed ha rapidamente dominato la tecnologia per arricchirsi d’uranio ,dopo aver  radunato molte macchine centrifughe nella sua Fabbrica di Arricchimento di Natanz.
 
Nel suo viaggio in Medio Oriente, il Presidente Bush dovrebbe servirsi dell’ opportunità di racogliere il supporto per un approccio saldo e consolidato con lo scopo di verificare le ambizioni regionali di Tehran e il suo programma nucleare.
Ogni esitazione da parte di Washington potrebbe essere interpretata da Tehran come un segno di debolezza e potrebbe anche incoraggiare gli ayatollah.L’assenza di comando di Washington , potrebbe spingere le capitali del Medio Oriente , che come Washington non vanno verso una soluzione militare, ad autodistruggersi  supportando la bellingeranza espansionistica di Tehran.
Il Presidente Bush dovrebbe focalizzare l’attenzione   su ciò che sta accadendo dall’altra parte del Golfo Persico in Iran, dove un vibrante movimento di resistenza per un cambiamento democratico ha la chiave per un Iran libero e non bellingerante e per un Golfo Persico tranquillo e stabile.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,407FollowersFollow