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Iran: Massicce proteste contro il regime teocratico nella Giornata dello Studente

In occasione della Giornata dello Studente, diverse università iraniane sono state teatro di proteste studentesche contro il regime dei mullah nei giorni scorsi. Il regime dei mullah aveva  annunciato che giovedì 7 Dicembre sarebbe stata festa, per impedire la diffusione delle proteste studentesche.

Gli studenti dell’Università dell’Industria Petrolifera di Abadan, il 7 Dicembre hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’incapacità dei funzionari del governo a rispondere alle richieste e alle proteste degli studenti.

Il 5 Dicembre alla Sharif University of Technology di Teheran, alla Melli University (Beheshti), all’Università di Qom e all’Università di Neyshabur si sono visti studenti che protestavano al grido di “liberate i prigionieri politici”.

Nella Sala Ferdowsi dell’Università di Teheran, gli studenti hanno interrotto il discorso di un agente del regime con slogan come “L’Università non è una caserma” e “L’Università è una prigione e le prigioni sono caserme”. All’Università di Qom, gli studenti hanno lasciato la sala durante il discorso di un membro del parlamento del regime, interrompendo la riunione.

Gli studenti dell’Università di Zanjan, hanno celebrato la Giornata dello Studente, organizzando una mostra fotografica sulle attività contro il regime e gridando slogan come “Gli studenti non devono stare in carcere! L’università non è una caserma!”. Ad Urumia gli studenti, durante le loro proteste, hanno anche gridato slogan contro la discriminazione sessuale, l’applicazione di tasse universitarie da parte delle università pubbliche e la povertà degli studenti.

Lunedì mattina, 4 Dicembre, gli studenti delle università di Teheran, Allameh, Tabataba’i e Kharazmi (per l’addestramento degli insegnanti) e della Melli University si sono riuniti per protestare ed hanno gridato:

“Gli studenti sono disposti a morire, ma non accetteranno l’umiliazione”, “La discriminazione sessuale è da condannare”, “No alla discriminazione sessuale!” e “Da Babol ad Abadan, si opprimono gli studenti!”, “I dormitori femminili sono diventati prigioni!” e “La libera istruzione è nostro assoluto diritto!”.

Inoltre gli studenti hanno protestato contro l’enorme corruzione, la povertà, la disoccupazione e i loro effetti dannosi, con slogan come “Il parlamento e il governo sono le stanze di controllo per i furti”, “Casa, lavoro, cure e libera istruzione, queste sono le richieste dei lavoratori!”, “Ci sono i lavori forzati all’università e la disoccupazione dopo la laurea!”.

Gli studenti dell’Università di Teheran hanno messo in scena una rappresentazione della repressione, degli arresti, delle torture e delle esecuzioni degli studenti. Gli agenti dell’intelligence del regime nell’università (Herassat), hanno attaccato i partecipanti alla manifestazione ed arrestato uno degli studenti. Gli studenti hanno protestato contro questo arresto gridando ad una sola voce: “L’università non è una caserma! Gli studenti in carcere devono essere liberati!”.

Anche gli studenti dell’Università del Sistan e Baluchestan a Zahedan durante una manifestazione del 2 Dicembre, hanno protestato contro la presenza di Rouhani nell’università alla vigilia della Giornata dello Studente. Ed hanno gridato “Gli studenti sono pronti a morire, ma non accetteranno l’umiliazione” e “Gli studenti in carcere devono essere rilasciati!”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

8 Dicembre 2017

 

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