venerdì, Febbraio 3, 2023
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Iran – Maryam Rajavi:“L’impennata delle esecuzioni indica la paura del regime per lo scoppio delle proteste popolari”

“I giovani devono levarsi a sostegno delle famiglie delle vittime e protestare contro questa barbarie”

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, ha definito questa escalation di esecuzioni arbitrarie e di massa in tutto l’Iran un segnale della disperazione in cui è caduto il regime al potere di fronte all’irrimediabile crisi sociale e politica e della sua paura di un vastissimo malcontento popolare.

E ha detto: “I leaders del fascismo religioso al potere in Iran stanno cercando invano di impedire l’escalation delle proteste popolari e lo scoppio della rabbia sociale e fanno ricorso ad una repressione sempre più brutale per impedire la caduta del regime”.

Maryam Rajavi ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, sedici delle quali sono state giustiziate solo ieri nelle prigioni di Qezel-Hessar e di Oroumieh. Ha inoltre chiesto a giovani coraggiosi, e a tutto il popolo in generale, di levarsi ad aiutare queste famiglie e a protestare contro la sfrenata barbarie dei mullah.

“Il numero totale delle esecuzioni registrate durante la presidenza di Rouhani, è arrivato a 1700”, ha sottolineato Maryam Rajavi, aggiungendo poi: “Khamenei e gli altri leaders del regime devono rispondere delle loro flagranti violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare delle esecuzioni di massa e arbitrarie che equivalgono ad un crimine contro l’umanità”.

Ed ha aggiunto: “Il silenzio e l’immobilismo della comunità internazionale di fronte alle brutalità e agli abusi sistematici commessi in Iran con la scusa dei negoziati sul nucleare o con qualunque altro genere, calpestano i valori umanitari, i diritti umani e incoraggiano il regime fascista e religioso in Iran a continuare a massacrare la popolazione, a proseguire i suoi tentativi di acquisire la bomba atomica e ad esportare il fondamentalismo e il terrorismo.

Maryam Rajavi ha chiesto a tutti i difensori dei diritti umani, in particolare a quelli in Europa e Stati Uniti, di contrastare il numero crescente delle esecuzioni in Iran e di protestare contro il silenzio e l’immobilismo dei paesi occidentali.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Giugno 2015

 

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