lunedì, Gennaio 30, 2023
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Iran: Maryam Rajavi esorta i giovani di Tehran a sostenere i prigionieri politici e i movimenti di protesta delle famiglie

Raid brutale contro i prigionieri di Evin – No. 10

Ha sottolineato la necessità di una indagine internazionale indipendente sul selvaggio attacco alla prigione di Evin

Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha elogiato la resistenza e la determinazione dei prigionieri politici di fronte alla spregevole dittatura religiosa al potere in Iran.

Ha anche elogiato la perseveranza delle loro famiglie nel far riecheggiare le voci dei prigionieri politici. Maryam Rajavi ha chiesto al popolo iraniano, ed in particolare ai giovani di Tehran, di sostenere i prigionieri politici e di unirsi ai movimenti di protesta delle famiglie. 

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha nuovamente ribadito la necessità di una indagine internazionale indipendente sull’attacco selvaggio alla prigione di Evin del 17 Aprile, per mano delle guardie del regime (IRGC), degli agenti dell’intelligence e della sicurezza e sui crimini commessi dal regime nelle altre prigioni. Maryam Rajavi ha detto che le bugie e le dichiarazioni contraddittorie dei leaders del regime, che mirano ad occultare o ad offuscare la reale portata di questo crimine, sottolineano la necessità della creazione di una delegazione d’indagine che abbia come obbiettivo stabilire la reale portata di questo enorme crimine e di identificarne i responsabili.

In questo brutale attacco premeditato, moltissini prigionieri politici sono stati feriti e 32 sono stati trasferiti in isolamento. Gli agenti dell’unità di intelligence dell’IRGC e del Ministero per l’Intelligence e la Sicurezza (MOIS) sono coinvolti nell’attacco.

Sono passati sei giorni e gli agenti delle unità repressive si rifiutano di trasferire i feriti in ospedale per le cure. Temendo la diffusione di un’ondata di rabbia popolare contro questo atto criminale e le proteste delle famiglie dei prigionieri, il regime ha ordinato al Ministro del MOIS  e al Ministro della Giustizia del governo di Hassan Rouhani, nonché al capo dell’organizzazione carceraria e a molti altri funzionari, di fare dichiarazioni pubbliche per minimizzare l’incidente, affermando che non è accaduto nulla e che solo un paio di persone hanno subito lievi ferite. Hanno anche affermato che i prigionieri politici e quelli legati al PMOI hanno dato inizio all’incidente attaccando gli agenti e rompendo le finestre.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

22 Aprile 2014

 

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