lunedì, Dicembre 5, 2022
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Iran: Rimosso il capo dell’Organizzazione Carceraria del regime

Il capo della magistratura del regime iraniano ha sostituito il capo dell’Organizzazione Carceraria, uno dei funzionari responsabili del brutale raid contro i prigionieri politici della sezione 350 della famigerata prigione di Evin a Tehran.

 

Gholamhossein Esmaeeli viene sostituito da Asghar Jahangir, attuale capo dell’ufficio per le Indagini Speciali della Magistratura.

Jahangir è stato per anni fidato consigliere del capo della magistratura. Esmaeeli è stato nominato capo della magistratura del regime nella provincia di Tehran.

Il 17 Aprile, molte squadre delle forze di repressione del regime teocratico hanno fatto irruzione nella sezione 350 della famigerata prigione di Evin, picchiando selvaggiamente i prigionieri e insultandoli. La scusa addotta per questo raid era una ispezione nel reparto.

La sezione 350 della prigione di Evin è quella dei detenuti politici, nella quale si trovano anche coloro che sono stati accusati di avere legami con l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK). Amnesty International ha condannato questo raid con un appello per un’Azione Urgente il 17 Aprile.

Gli assalitori si sono particolarmente accaniti verso i prigionieri accusati di essere legati al PMOI/MEK e li hanno picchiati più violentemente, ferendone molti.

Gli aguzzini di Evin hanno poi trasferito molti prigionieri politici nelle celle di isolamento nonostante fossero feriti e bisognosi di cure mediche e non si hanno notizie delle loro condizioni.

In un ridicolo tentativo di occultare il crimine disumano commesso dal regime iraniano nella prigione di Evin, il capo dell’Organizzazione Carceraria di Stato, lunedi 21 Aprile ha detto: “Dopo la diffusione di false informazioni provenienti dall’interno della prigione, abbiamo indagato su questi fatti ed identificato gli elementi responsabili. E li abbiamo consegnati alle autorità giudiziarie”.

Gholamhossein Esmaeeli ha detto: “Non ci sono stati scontri nella sezione 350 del Centro di Detenzione di Evin, si è trattato solo di un’ispezione periodica. Le notizie di scontri tra i detenuti e i nostri colleghi non sono vere e sono bugie messe in giro dagli oppositori dello stato”.

Un gruppo di parenti dei prigionieri politici si è unito ai residenti di Tehran radunatisi martedi fuori dall’ufficio di Hassan Rouhani, presidente del regime iraniano, per protestare contro questo attacco.

I dimostranti di Tehran hanno gridato: “Liberate i prigionieri politici”. E portavano anche cartelli con scritto: “L’abbiamo visto con i nostri occhi, (l’attacco) non era una bugia, è stato una tragedia”.

 

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