venerdì, Dicembre 2, 2022
HomeNotizieDiritti UmaniIran: Le prigioniere politiche appoggiano i detenuti in sciopero della fame

Iran: Le prigioniere politiche appoggiano i detenuti in sciopero della fame

CNRI – Tre prigioniere politiche nel carcere di Evin a Teheran, in una lettera hanno espresso il loro appoggio ai prigionieri politici in sciopero della fame nel carcere di Gohardasht a Karaj e alle loro giuste richieste.

Le tre prigioniere, Golrokh Iraei, Atena Daemi e Maryam Akbari Monfared hanno sottolineato che il silenzio e l’inazione sono una copertura politica per le continue e diffuse violazioni dei diritti umani in Iran. Hanno esortato la comunità internazionale, il Segretario Generale dell’ONU, l’Alto Commissario per i Diritti Umani, l’Inviato Speciale per i Diritti Umani in Iran e tutti gli attivisti politici ad intervenire immediatamente per salvare le vite dei prigionieri politici in sciopero della fame.

La lettera in parte recita:

“Proteggere i diritti fondamentali dei popoli di tutto il mondo, a prescindere dalla loro nazionalità, religione o colore e protestare contro le violazioni dei diritti umani è un approccio importante e di valore”.

“Ma ciò che preoccupa di questa questione è l’aggravarsi della situazione dei prigionieri di coscienza e dei prigionieri politici nel carcere di Gohardasht (Rajaei Shahr), soprattutto dei prigionieri che hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le misure repressive prese ai danni dei prigionieri politici e dei prigionieri di coscienza nel carcere di Gohardasht, Sezione 12 e oggi è il 20° giorno del loro sciopero della fame”.

 “Quelli che criticano il governo per qualunque motivo non dovrebbero subire le peggiori reazioni ed essere sottoposti a condizioni disumane durante la loro detenzione. Alcuni di questi prigionieri stanno scontando il loro secondo decennio di reclusione e alcuni sono in gravi condizioni di salute, a causa dell’età avanzata e delle malattie”.

“Nella Repubblica Islamica, molte voci vengono spezzate nella gola, molto sangue è stato sparso ingiustamente, molti diritti sono stati calpestati, molte ingiuste sentenze sono state emesse e l’unico mezzo per ottenere giustizia per i prigionieri in carcere è lo sciopero della fame”.

“Noi, prigioniere politiche nel carcere di Evin, sosteniamo queste persone in sciopero della fame, le salutiamo e ci inchiniamo alla loro resistenza. Noi chiediamo alla comunità internazionale per i diritti umani, all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale per i Diritti Umani in Iran (Asma Jahangir), al Segretario Generale dell’ONU e a tutti gli attivisti politici del nostro paese di agire immediatamente per salvare le vite dei prigionieri di Gohardasht, in particolare dei prigionieri politici in sciopero della fame, perché il silenzio e l’inazione sono una copertura politica per le continue e diffuse violazioni dei diritti umani in Iran.

Golrokh Iraei, Atena Daemi, Maryam Akbari Monfared

Carcere di Evin

19 Agosto 2017

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,408FollowersFollow