lunedì, Gennaio 30, 2023
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Sen. Pietro Liuzzi: La dittatura teocratica al potere in Iran tenta tutte le vie per annientare i Mojahedin del popolo e il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

Intervento del Sen. Pietro Liuzzi alla conferenza della Resistenza Iraniana a Tirana il 19 agosto 2017:

Sig.ra Presidente

Cari amici, signore e signori, sorelle e fratelli cari

Volevo innanzitutto esprimere la mia felicità di trovarmi qui tra di voi. Io e i miei colleghi in Italia da anni eravamo preoccupati per la vostra situazione ad Ashraf e a Liberty, perciò ora che vi vedo qui, sani e salvi, sono molto contento.

La dittatura teocratica al potere in Iran tenta tutte le vie per annientare i Mojahedin del popolo e il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. In questi ultimi anni ha architettato qualsiasi intrighi per distruggere i membri della Resistenza Iraniana. Questo comportamento del regime iraniano mostra che vi considera il suo nemico principale; essere il nemico principale di un siffatto regime è un onore! 

L’uscita immune della struttura della Resistenza iraniana dall’Iraq e il loro insediamento in Albania è un colpo decisivo al regime iraniano.  

La persecuzione della Resistenza da parte del regime iraniano non è una novità. Passano decenni, quando il regime nell’88 in poche settimane ha impiccato oltre 30.000 prigionieri politici, cui la maggior parte appartenenti ai Mojahedin del popolo. Fu un crimine contro l’umanità. Nessuno è stato ancora incriminato e processato per un tale atroce crimine, anzi molti tra i responsabili ricoprono oggi incarichi di primo livello nella gerarchia di regime. Ad esempio il ministro della Giustizia del primo governo di Rouhani che faceva parte del Comitato di morte e se ne vanta tuttora, e l’attuale ministro dello stesso dicastero, anche lui membro del Comitato di morte nel sud dell’Iran.   

È un amaro scherzo che alcuni politici in Italia affibbino appellativi “moderato” o “riformista” al governo di Rouhani, mentre nel suo primo mandato, quando il terrore regnava nel Paese, sono state impiccate oltre 3.000 persone, tra cui 80 donne. Come un italiano provo imbarazzo quando vedo che l’ Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera Federico Mogherini, viene considerata un amica per il regime iraniano in Europa, dove a causa degli interessi commerciali si ignora il rispetto dei Diritti umani, base fondante della stessa Europa. La presenza di Mogherini nella cerimonia del giuramento di Rouhani è diventata uno scandalo in Iran. nel mese di luglio in Iran sono state impiccate almeno 100 persone. Nei giorni del giuramento, mentre Mogherini si trovava in Iran hanno impiccato 13 persone, tra chi Alireza Tagik che nel momento dell’arresto aveva solo 15 anni.

Noi non ci dobbiamo ingannare con l’inesistente moderatismo di Rouhani, che è l’altra faccia di Khamenei. Per noi il rispetto dei Diritti Umani e il Diritto delle donne devono essere una priorità. L’UE e la sua Alto rappresentante per la politica estera devono capire che ogni relazione con questo regime devono perlomeno essere condizionata all’arresto di impiccagioni e al miglioramento della situazione dei Diritti Umani in Iran. i nostri governi non devono sollecitare la violazione dei Diritti umani con la stipula dei contratto miliardari. Noi non possiamo più chiudere gli occhi alla violazione dei diritti elementari di un popolo. Noi non meritiamo di essere accanto del regime iraniano noi dobbiamo rappresentare i valori europei, quali democrazia e libertà e uguaglianza e parità tra donne e uomini. Valori negati del tutto dalla dittatura teocratica al potere in Iran.  

Noi dobbiamo cercare seriamente di portare di fronte alla giustizia i responsabili dell’eccidio dell’88. Noi non dobbiamo permettere l’oblio di tale crimine. Io vorrei ringraziare la signora presodente Rajavi che ha preso nel cuore questa iniziativa e sta guidando la ricerca della giustizia per migliaia di impiccati dell’estate 88. Io spero che questa iniziativa possa diminuire il dolore delle famiglie dei 30.000 martiri, che non sanno neanche dove sono sepolti i loro cari. 

Centinaia di membri dei Parlamenti europei hanno chiesto in queste settimane,sostenuti da organizzazioni della società civile, da premi Nobel, di convincere i Governi ad agire alle Nazioni Unite. E’ il momento di avere giustizia sui fatti del 1988! Ma non solo. L’Iran sostiene in modo sempre più attivo la destabilizzazione dell’intero Medio Oriente e le organizzazioni terroristiche, e le milizie, che fanno il suo gioco. L’IRGC è la chiave di volta della strategia iraniana. Come tale e stato giustamente inserito nella lista decisa dal Congresso americano sulle Organizzazioni terroristiche. Lo stesso deve fare l’Europa.”

Io personalmente, insieme a molti dei miei colleghi in Italia, ci sentiamo parte della grande famiglia della Resistenza Iraniana. Io m’impegno con tutta la mia forza di stare dalla parte della lotta del popolo iraniano per la libertà.

Grazie.             

 

 

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