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On. Mariano Rabino: Khamenei, Rouhani e tutti quelli che ancora ricoprono incarichi di vertice nel regime e sono coinvolti nel massacro del 1988, devono essere processati dal tribunale internazionale de L’Aja

Il discorso dell’On. Mariano Rabino alla conferenza della Resistenza Iraniana a Tirana il 19 agosto 2017:

Sig.ra Presidente Rajavi

Cari Amici,    Signore e Signori,

Vorrei ringraziarvi per avermi invitato a questo importante evento sui diritti umani in Iran e per commemorare le vittime del massacro del 1988 in Iran.

Anch’io mi sento molto onorato ad essere tra di voi, i coraggiosi combattenti dell’opposizione iraniana che hanno lottato contro uno dei più brutali regimi del nostro tempo. Voi avete pagato un prezzo altissimo, ciascuno di voi con tutta la sua vita, per mantenere viva la fiamma della speranza e della resistenza affinché il popolo dell’Iran un giorno sia libero.

Ricordiamo ancora i giorni difficili ad Ashraf e a Liberty, gli attacchi brutali e il massacro di gente innocente e indifesa. Voi avete resistito e combattuto laggiù a mani nude contro i proiettili e i missili e alla fine, ne siete usciti vincitori. Perciò io sono molto felice di vedervi tutti sani e salvi qui a Tirana. Il vostro trasferimento in sicurezza qui è stato il colpo più duro per i mullah in Iran in tutti questi anni. Io so che ora che siete al sicuro qui, voi sentite di avere l’enorme responsabilità di aiutare il vostro popolo in Iran ad essere presto libero.

Il massacro dei 30.000 prigionieri politici del 1988, compiuto nel giro di pochi mesi nelle carceri di tutto l’Iran, resta uno dei più grossi crimini contro l’umanità della storia contemporanea, che non è ancora stato portato di fronte ai tribunali internazionali.

Abbiamo assistito ad un costante deterioramento dei diritti umani negli ultimi anni in Iran , soprattutto dopo l’arrivo del cosiddetto presidente moderato Rouhani. 

Amnesty International ha pubblicato un nuovo rapporto questo mese, nel quale sottolinea che la repressione contro i dissidenti e coloro i quali difendono i diritti delle persone, è drammaticamente aumentata con Rouhani. L’Iran di Rouhani ha il più alto numero di esecuzioni di donne e di minorenni del mondo.

Del primo governo Rouhani ha fatto parte il ministro della giustizia Mostafa Pourmohammadi, uno dei membri della “Commissione della Morte” di Teheran nel 1988 e direttamente responsabile di aver firmato le condanne a morte di migliaia di prigionieri politici.

A seguito delle pressioni internazionali, Rouhani è stato costretto a rimuovere Pourmohammadi nel suo secondo mandato, ma ora ha nominato ministro della giustizia un altro famigerato membro della “Commissione della Morte”, Alireza Avaee. Avaee era procuratore pubblico nel 1988 nella città di Dezful, nella provincia del Khuzestan iraniano. Secondo i racconti di alcuni testimoni oculari, ex-prigionieri, Avaee ordinò l’esecuzione di ragazzi al di sotto dei 18 anni di età, comprese alcune ragazze.

Risulta quindi chiaro che coloro i quali commisero questi crimini 30 anni fa, sono ancora al potere in Iran. Perciò i nostri governi e l’UE devono considerare i diritti umani una loro priorità nei rapporti con questo regime. Ci aspettiamo che i leaders dell’UE rendano le loro relazioni con l’Iran subordinate alla fine delle esecuzioni e ad un evidente progresso nei diritti umani in Iran. Tutti devono chiedere un’indagine approfondita delle Nazioni Unite sul massacro del 1988.

Khamenei, Rouhani e tutti quelli che ancora ricoprono incarichi di vertice nel regime e sono coinvolti nel massacro del 1988, devono essere processati dal tribunale internazionale de L’Aja.

Nel mese giugno la maggioranza dei membri della Camera dei Deputati ha firmato un documento di condanna del massacro dei prigionieri politici dell’88 (per la maggior parte appartenenti ai Mojahedin del Popolo Iraniano), in cui si chiedeva di processare i mandanti e gli esecutori di quel crimine.

Nella storia contemporanea molti sono stati i regimi, i dittatori criminali che hanno a lungo beneficiato di apparente immunità per gli orrendi crimini da essi compiuti.Ma c’ e’ sempre un momento di risveglio del senso di giustizia radicato nell’essere umano e nelle nazioni. Da Norimberga a l’Aja, dai Tribunali sull’ex Jugoslavia a quelli sui crimini contro l’umanità in Africa, in Asia, nelle Americhe, dittatori e criminali si sono dovuti arrendere alla Giustizia e alla Verità voluta dalla comunità internazionale e dai popoli. Ora è la volta dell’Iran.

Vorrei ringraziare la Presidente della Resistenza Iraniana, Madam Rajavi, per aver iniziato questa campagna internazionale per ottenere giustizia per le vittime del massacro del 1988.

Il 1° Luglio di quest’anno la Resistenza Iraniana ha tenuto una grossa conferenza a Parigi con oltre 100.000 partecipanti. C’erano rappresentanti e relatori di tutti i cinque continenti del mondo. E’ stata una grande vittoria. Nessun altro partito o gruppo politico può organizzare un evento come questo. Ha dimostrato che la Resistenza Iraniana, con la leadership di Madam Rajavi, è l’alternativa all’attuale regime tirannico e che è in grado di guidare un movimento per il cambiamento democratico in Iran.

Io sono certo che verrà il giorno in cui giustizia sarà fatta per il popolo iraniano. Insieme a voi, membri coraggiosi della Resistenza Iraniana, noi possiamo e dobbiamo far sì che quel giorno arrivi presto.

 

 

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