domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: Le dichiarazioni di Maryam Rajavi al Congresso U.S.A. – Parte I

Parlando in videoconferenza dalla Francia al Sottocomitato per gli Affari Esteri della Camera Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha detto ai membri del Congresso il 29 Aprile, che gli iraniani hanno ribattezzato il regime teocratico il “Padrino” del gruppo delle milizie dello Stato Islamico.

Maryam Rajavi ha detto che Tehran vuole le armi nucleari per promuovere il fondamentalismo islamico e il terrorismo e che “l’unica soluzione a questo problema è un cambio di regime”.

Maryam Rajavi ha discusso dei negoziati internazionali in corso con il regime iraniano per limitare il suo programma nucleare, in cambio della revoca della sanzioni economiche.

Maryam Rajavi ha avvertito di non fare troppe concessioni al regime teocratico, dicendo che ciò incoraggerebbe i mullah ad interferire in modo più aggressivo nelle altre nazioni.

Maryam Rajavi ha detto che gli Stati Uniti e le altre cinque nazioni devono chiedere all’Iran di interrompere totalmente l’arricchimento dell’uranio e di chiudere i suoi siti nucleari, i programmi missilistici e gli altri programmi.

“Nessuna sanzione dovrà essere revocata prima che venga firmato un accordo che neghi efficacemente e definitivamente la bomba ai mullah”, ha detto.

“Altrimenti il regime spenderà miliardi di fondi disponibili per comprare armi, come i modernissimi missili russi”.

Il Presidente Ted Poe ha chiesto: “In cosa differisce la filosofia dell’ISIS da quella sunnita, ad esempio in Arabia Saudita, o da quella sciita in Iran?”

Maryam Rajavi ha detto: “Per quanto riguarda la nascita dell’ISIS, è stato anche il regime dei mullah che ha contribuito alla creazione dell’ISIS. I crimini commessi dal regime iraniano e da Bashar al-Assad in Siria e i massacri dei sunniti in Iraq hanno contribuito all’ascesa dell’ISIS. Poi, conquistare il potere dello stato. Quando questo regime ha conquistato il potere dello stato in Iran, ha creato il terrorismo come maggiore minaccia alla pace e alla sicurezza mondiale”.

“Ma da una prospettiva filosofica, gli elementi essenziali che tutti i gruppi fondamentalisti, sia sunniti che sciiti, hanno in comune sono i seguenti: vogliono costringere la loro religione o scuola di pensiero a creare una dittatura religiosa, sia che vada sotto il nome di Califfato o di potere assoluto dei religiosi”.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “Non credono nei confini e mirano all’espansione e a catturare altri territori. Credono anche che coloro i quali non accettano la legge della Sharia debbano essere eliminati. Ma io voglio sottolineare che esiste l’antitesi a questa filosofia ed è un’interpretazione tollerante e democratica dell’Islam. C’è un conflitto tra l’ISIS e i mullah in Iran, ma questa è una lotta di potere interna. A dispetto di qualunque differenza, l’esistenza degli altri gruppi fondamentalisti dipende moltissimo dalla permanenza al potere del regime iraniano. Il terrorismo e il fondamentalismo praticati in nome dell’Islam, sono apparsi sulla scena mondiale grazie al regime dei mullah in Iran e quando questo regime verrà rovesciato tutto questo verrà limitato o distrutto”.

E ha detto inoltre: “Ed è interessante che dopo l’ascesa dell’ISIS il popolo dell’Iran abbia chiamato il regime ‘il padrino dell’ISIS’. Riguardo all’Arabia Saudita voglio aggiungere che l’ISIS, contrariamente all’Arabia Saudita, non crede nei confini. Perciò la questione non è essere sunniti o salafiti o chicchessia. Il problema sta in quegli elementi che ho appena identificato ed è là che vedrete, nonostante tutte le differenze, quanto l’ISIS sia tanto simile ai fondamentalisti al potere in Iran”.

Il deputato Poe ha poi chiesto: “Madame Rajavi, vorrei farle una domanda sulla quale lei ha espresso un commento. Da cosa vede che i mullah in Iran hanno favorito e aiutato il movimento dell’ISIS? Come ha potuto l’ISIS espandere la sua influenza, la sua filosofia grazie a mullah in Iran? Chiarisca, se può, in che modo esiste questa connessione”.

Maryam Rajavi ha risposto: “Esiste una lotta di potere tra l’ISIS e il regime iraniano. Ma allo stesso tempo, in varie occasioni, hanno collaborato. Ad esempio: Zarqawi, il primo fondatore e leader dell’ISIS, ricevette un enorme supporto logistico dal regime iraniano. Aveva persino le sue basi in Iran. E credo sia stato nel 2005 che i servizi d’intelligence della sicurezza in Germania hanno rivelato questa connessione tra Zarqawi e il regime iraniano”.

“E ci sono molte notizie persino sui media sul fatto che Bashar al-Assad ha rilasciato molti membri dell’ISIS dalla prigione per unirsi all’ISIS. Generalmente i siriani durante i loro attacchi aerei, non attaccano l’ISIS, ma il loro obbiettivo è l’opposizione moderata in Siria. Perciò vorrei concludere dicendo che finora, per quanto riguarda il regime dei mullah in Iran, questo sta appoggiando al 100% Bashar al-Assad in Siria e quindi tutti i crimini che vengono commessi laggiù, con l’aiuto e il supporto del regime dei mullah, hanno creato terreno fertile per l’ascesa dell’ISIS. Dall’altro lato, i crimini commessi da Maliki per conto del regime iraniano in Iraq, ed in particolare la totale soppressione di sunniti, ha portato al rafforzamento dell’ISIS che si è esteso sia in Iraq che in Siria”.

Il deputato Brad Sherman (della California) a detto a Maryam Rajavi: “Voglio ringraziare il MEK per aver rivelato al mondo l’esistenza dell’impianto nucleare di Natanz. Avrebbe potuto esserci qualche membro del comitato per l’intelligence a saperlo prima che il MEK ce lo dicesse. Parlo a nome di circa 400 membri del Congresso. Grazie per averlo detto anche ai membri del Congresso. Ora, lei personalmente promuove una visione moderata e molto tollerante dell’Islam. Lei è un difensore della separazione tra religione e stato ed è un difensore dei diritti umani e delle donne. Ovviamente il suo paese è governato da leggi molto rigide che prevedono la lapidazione della gente e l’amputazione degli arti. L’ISIS fa la stessa cosa, presumibilmente a sostegno di una diversa versione dell’Islam. L’Iran essendo sciita, l’ISIS essendo sunnita. Perché la loro comprensione dell’Islam è la stessa o quantomeno simile ai nostri occhi? E perché sia i governanti dell’Iran che l’ISIS applicano il loro credo attraverso queste misure crudeli? Mi può dare una risposta?”

E Maryam Rajavi ha detto: “Grazie tante deputato Sherman. Lei ha toccato una questione molto importante. Lei ha detto che il fondamentalismo islamico di tipo sciita è persino più pericoloso di quello sunnita. Prima di tutto, la ragione è che esiste una condizione in un  potere delle dimensioni del regime dei mullah in un paese, un paese vasto con così tante risorse, risorse finanziarie e che sta sostenendo questi gruppi fondamentalisti sciiti dal punto di vista finanziario, ideologico e logistico in ogni campo. Perciò sono molto più pericolosi. Sono d’accordo con lei. Riguardo alla sua domanda, perché ricorrono a così tanta violenza per perseguire i loro obbiettivi….. Devo dirle che la ragione è che possono sopravvivere solo attraverso la paura e il terrore assoluto. E questo è stato il trend di oltre 30 anni di governi fondamentalisti a Tehran, che ora si sta diffondendo in Iraq, Siria, Yemen, Libano e in altri paesi. Ed altri fondamentalisti prendono lezioni dal loro padrino. Non dimentichiamo che in Iran ad esempio, i mullah applicano più di 70 tipi diversi di torture, arti amputati, occhi cavati, esecuzione di donne incinte e tutti i crimini efferati che si possano immaginare. E ora quest’ISIS e gli altri fondamentalisti, stanno in realtà imitando ciò che fanno i mullah in Iran. Perciò ribadisco ancora una volta che l’unica soluzione è scacciare, espellere il regime iraniano da Siria, Iraq e Yemen e, più importante ancora, cambiare il regime in Iran”.

“Il regime fondamentalista in Iran deve essere cambiato perché questo regine ha creato una protezione politica, una fonte di supporto ideologico, logistico e finanziario al fondamentalismo e al terrorismo nel mondo di oggi. Se non fosse per l’influenza distruttiva del regime iraniano, non ci troveremmo ad affrontare oggi questa situazione in Iraq, Yemen e Siria e ci sarebbe stabilità”, ha detto Maryam Rajavi.

 

 

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