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Iran: La vita dei prigionieri politici in sciopero della fame è in pericolo

La Resistenza Iraniana esprime grande preoccupazione per la salute e la sicurezza dei prigionieri politici in sciopero della fame e in isolamento nella sezione 4 del carcere di Gohardasht a Karaj, ad ovest di Teheran. Tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani, soprattutto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, l’Inviato Speciale sui Diritti Umani in Iran e l’Inviato Speciale sulla Tortura, sono chiamati ad agire con urgenza per salvare la vita di questi prigionieri politici. 

Abolqassem Fouladvand, Hassan Sadeghi, Saeed Masouri, Reza Akbari Monfared, Jafar Eqdami, Amir Qaziyan, Khaled Heradani, Zaniyar e Loqman Moradi si trovano in isolamento. Molti altri prigionieri della sezione 4, come Mohammad Banazadeh Amir Khizi, Pirouz Mansouri, Majid Assadi e Payam Shakiba sono alcuni dei detenuti in sciopero della fame per protestare contro le misure repressive imposte ai prigionieri politici nella sezione 4 del carcere di Gohardasht. Le autorità hanno vietato a questi prigionieri politici qualunque visita dei familiari e li hanno messi sotto pressione perché interrompano il loro sciopero della fame. 

I prigionieri politici che stanno protestando sono alcuni detenuti della sala 12 della sezione 4 del carcere di Gohardasht, che sono stati aggrediti domenica 30 Luglio, insultati e picchiati dai secondini e poi trasferiti con la forza alla sala 10 di questa sezione (comunicato del CNRI –  1°Agosto). Le autorità carcerarie hanno privato questi prigionieri politici dei fondamentali prodotti per l’igiene e di abiti decenti.

Il fascismo religioso al potere in Iran esercita la sua autorità tramite le esecuzioni, la tortura e gli arresti. Il leader supremo Ali Khamenei e il presidente Hassan Rouhani, con la sua maschera “moderata”, sono le due facce della medaglia di questo regime medievale.

Gli alti esponenti del regime iraniano devono essere posti di fronte alla giustizia per i loro continui e crescenti crimini, contro il popolo iraniano. Qualunque relazione con Teheran deve dipendere dal fatto che i mullah migliorino la disastrosa situazione dei diritti umani e dal rilascio di tutti i prigionieri politici senza nessuna condizione.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Agosto 2017

 

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