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Iran: la lettera aperta dell’Associazione dei Laureati Iraniani in Italia al Ministro Frattini

ImageEgregio Ministro degli Esteri italiano, On. franco Frattini
È sempre positivo quando non si stringere la mano al dittatore. La notizia del Suo viaggio nell’Iran dei mullà aveva suscitato stupore e incredulità. La sciagurata politica di compiacimento dell’Europa di fronte al regime dittatoriale iraniano ha peggiorato e complicato la situazione del Medio Oriente. Siamo sicuri della Sua buna fede, lei ha sempre cercato di mantenere i suoi principi nei rapporti con il regime iraniano, purtroppo è il regime che fa parte integrante del problema in quella regione. Non consideralo è un errore macroscopico.

Signor Ministro, dialogare con il regime dittatoriale al potere in Iran, con qualsiasi alibi e giustificazione non è degno di un regime democratico. Innanzitutto perché è inutile e serve soltanto a rafforzare la prepotenza del regime despota. I fatti di questi ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti. Il regime dei mullà è un regime di dittatura assoluta, non secondo il parere della sua opposizione, ma secondo la Costituzione del regime stesso. La farsa delle elezioni presidenziali non inganna più nessuno, tranne i lobbysti del regime che tentano ancora di venderla come democrazia. Lei, come autorevole esponente politico  e responsabile di una diplomazia importante ne è sicuramente a conoscenza. E’  sufficiente valutare i quattro candidati più importanti della farsa. Alcuni mass media intitolano perfino Mir Hossein Mussavi come moderato e riformista. Tutto questo per chi conosce l’Iran è ridicolo.

Egregio onorevole Ministro, la situazione del Medio Oriente è ormai troppo pericolosa, non c’è più spazio per indugiare, e credere al riformismo in un regime riformabile.
Il popolo iraniano, schiacciato e straziato dal regime religioso, assistito dall’Occidente, non assolverà coloro che negano l’evidenza  e scommettono sul regime dittatoriale, loro oppressore. Eppoi ci creda signore Ministro il tempo è scaduto, il regime dei mullà e il suo presidente, costretti, parlano con una luccicante chiarezza: vediamoci a Semnan. Più chiaro di cosi! 

Come quando, una volta negli incontri bilaterali con il regime si parlava anche dei diritti umani; allora il regime alla vigilia di ogni incontro, a scanso di equivoci, impiccava un numero alto di persone, solitamente nella capitale, Teheran. Finché gli occidentali hanno recepito il messaggio e hanno messo, completamente da parte la materia dei diritti umani degli iraniani. Ma ora il regime invita gli occidentali ad un altro gioco. Lei e il Governo italiano e tutto l’Occidente sono di fronte a una scelta, continuare ad accondiscendere il regime portando la regione verso una situazione  catastrofica irreversibile, oppure intraprendere una politica di fermezza. Questo non è soltanto la richiesta logica del popolo iraniano, ma è assolutamente la convenienza dell’Occidente. Ci creda signor Ministro degli Esteri non c’è altra scelta che la fermezza, noi lo diciamo per esperienza acquisita  a caro prezzo.

20 maggio 2009

Presidente dell'Associazione dei Laureati Iraniani in Italia

Esmail Mohades

 

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