mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: L’Inviato dell’ONU per i Diritti Umani, “scioccato” dall’esecuzione di Reyhaneh Jabbari, dice che Hassan Rouhani non è riuscito a rispettare le promesse elettorali

CNRI – “Almeno 850 persone sono state giustiziate in Iran negli ultimi 15 mesi, nel quadro di una situazione dei diritti umani che va sempre più peggiorando con il presidente riformista Hassan Rouhani”, ha detto lunedì l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran.

 

Il Dr. Ahmed Shaheed, che si è detto “scioccato” dall’impiccagione avvenuta questo fine settimana della ventiseienne Reyhaneh Jabbari, ha parlato di una “impennata delle esecuzioni” che sta facendo dell’Iran il paese con il più alto tasso di condanne a morte pro-capite del mondo.

“La varietà di crimini capitali è scioccante”, ha detto Shaheed ai giornalisti. “Abbiamo visto persone giustiziate per aver fatto una donazione ad organizzazioni straniere”.

L’Inviato ha detto che aveva ripetutamente sollevato con Tehran la questione dell’equità del processo di Reyhahen Jabbari.

“L’Iran ha giustiziato 852 persone dal Giugno dell’anno scorso, tra cui otto minorenni” ha detto Shaheed, il quale presenterà il suo rapporto all’Assemblea Generale dell’ONU martedì.

“Questa impennata delle esecuzioni dimostra che Rouhani, un anno dopo aver assunto la sua carica, non è riuscito a rispettare le sue promesse elettorali di migliorare la situazione dei diritti umani nel suo paese”, ha detto.

“E’ incapace di affrontare questo problema, incapace di arrestare questo trend, di trasformare le sue promesse di arrestare questo trend, in azione”, ha detto Shaheed.

Dalla sua nomina a Inviato Speciale dell’ONU sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran nel 2011, al Dr. Shaheed non mai stato consentito di visitare l’Iran, ma ha parlato con circa 400 iraniani attraverso Skype e a volte riceve persino chiamate dalle prigioni.

Shaheed ha espresso la preoccupazione di molti iraniani i quali temono che i negoziati in corso sul programma nucleare di Tehran, possano far passare i diritti umani in secondo piano.

Nel suo rapporto all’Assemblea di 193 nazioni, Shaheed ha anche espresso preoccupazione per la libertà di stampa, precisando che 35 giornalisti si trovano attualmente detenuti in Iran. Almeno 300 persone sono in carcere per le loro pratiche religiose, tra questi 120 Baha’i e 49 cristiani. 

Il rapporto ha anche accennato ad un calo nel numero delle donne iscritte alle università: dal 62% del 2008 al 48% dello scorso anno.

L’Assemblea Generale dell’ONU dovrà votare il mese prossimo una bozza di risoluzione presentata dal Canada e da altre nazioni, che condanna le violazioni dei diritti umani in Iran.

 

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