sabato, Dicembre 3, 2022
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Iran – L’ex-rettore dell’Università di Teheran: “Il movimento per ottenere giustizia per i prigionieri massacrati nel 1988 è divenuto globale”

CNRI – Lunedì 29 Agosto il Dr. Mohammad Maleki, il primo rettore dell’Università di Teheran dopo la rivoluzione anti-monarchica in Iran, in un’intervista pubblicata su internet ha commentato il massacro dei prigionieri politici del 1988 e l’adesione a questo massacro da parte dell’Assemblea degli Esperti del regime iraniano e del mullah Pour-Mohammadi, attuale ministro della giustizia nel governo Rouhani. Il Dr. Maleki ha detto: “Il governo non può mantenere il suo potere con il crimine, con il massacro e l’omicidio”. 

Quando gli è stato chiesto perché gli esponenti del regime, che prima avevano negato questo massacro, ora lo stanno appoggiando, ha detto: “Il fatto è che si può nascondere la verità agli occhi del pubblico per un po’, ma non per sempre”.

“Molte cose ci erano accadute in carcere prima che uscissimo negli anni ’80. Quando le raccontavamo alla gente, non ci credevano. Fino a qualche anno fa, nessuno ci credeva. Pensavano che fossimo dei bugiardi e credevano alle parole che ripeteva sempre Khomeini: ‘Loro stessi si sono uccisi e hanno dato la colpa a noi’. E così è stato fino a che non è stato pubblicato il file audio di Montazeri (sul massacro del 1988). E loro (gli esponenti del regime), hanno dovuto ammetterlo perché non hanno avuto altra scelta”.

“Ora che l’hanno ammesso, il prossimo passo è giustificarlo e continuare a farlo. Così hanno iniziato ad attaccare di nuovo i Mojahedin (PMOI/MEK). E dicono ‘Questa gente ha commesso crimini e omicidi’ e così via…”.

“Ma ora, a poco a poco, i numeri e le cifre di questo massacro si vanno chiarendo. La gente sta continuamente mandando video da varie città in cui si trovano i luoghi di sepoltura dei martiri del massacro del 1988.”

“Non è vero quello che dicono, che il massacro si svolse solo a Teheran e che non furono più di 4 o 5 mila, non è vero. Questo problema fu in tutto l’Iran e persino nei villaggi. L’Assemblea degli Esperti ha ammesso che: ‘Non avremmo potuto mantenere il nostro potere (regime), se non l’avessimo fatto’. Beh, al diavolo il regime. Si commette ogni sorta di crimine al mondo per mantenere il regime? Il governo non può mantenere il suo potere con il crimine, il massacro e l’omicidio”.

Rispondendo alla domanda sui commenti di Pour-Mohammadi, che ha detto di aver eseguito un comandamento di Dio, il Dr. Maleki ha detto: “Io non so quale sia il livello di Pour-Mohammadi nelle questioni religiose, ma quello fu un comandamento di Dio che persino Montazeri non capì, com’è possibile che lui, che non è altro che un seminarista ignorante abbia compreso ed eseguito un comandamento di Dio… Da dove lo ha preso questo comandamento di Dio? E’ un’oscenità sentirgli dire ‘Lo abbiamo fatto, lo rifaremmo di nuovo e ne siamo fieri…’. E ora, come ministro della giustizia del governo Rouhani, frusta, uccide, impicca e le sue gesta vengono pubblicate regolarmente”.

In risposta alla domanda su quale sia la sua analisi su queste esecuzioni, il Dr. Maleki ha detto: “Questi regimi dittatoriali e autoritari possono governare solo creando paura ed un’atmosfera di terrore tra la gente. Hanno giustiziato dalle 80-90 alle 100 persone nelle ultime due settimane. Pensano di poter governare con queste uccisioni, diffondendo il terrore, impedendo le rivolte della gente, intimidendola e spaventandola in modo che non tenti di protestare, mentre la storia ha dimostrato che queste cose difficilmente portano risultati in favore dei dittatori e che il destino dei tiranni è chiaro. Il destino di un regime che vuole governare con la forza, l’omicidio e lo spargimento di sangue e che vive di sangue e armi, è chiaro”.

Quando gli è stato chiesto quali siano le prospettive, il primo rettore dell’Università di Teheran dopo la rivoluzione anti-monarchica ha detto: “Diversamente dal passato, quando potevano insabbiare la questione, oggi la questione è globale. Ora ci sono proteste in tutto il mondo per la giustizia e io penso che questa questione si trascinerà… è la profondità e la potenza del disastro diventeranno sempre più chiare… e la gente che si è giustamente svegliata e che sarà sempre più consapevole, deciderà il destino del regime del velayat-e faqih (leader supremo)”.

Antefatto:

Nell’estate del 1988, il regime iraniano giustiziò in maniera sommaria ed extragiudiziale, decine di migliaia di prigionieri politici detenuti nelle carceri di tutto l’Iran. Questo massacro fu compiuto in base ad una fatwa emessa dall’allora leader supremo del regime Ruhollah Khomeini.

I fatti:

• Oltre 30.000 prigionieri politici furono massacrati in Iran nell’estate del 1988.

• Il massacro venne eseguito a seguito di una fatwa di Khomeini.

• La grande maggioranza delle vittime erano attivisti dell’opposizione PMOI (MEK).

• Una Commissione della Morte approvò tutte le condanne a morte.

• Mostafa Pour-Mohammadi, membro della Commissione della Morte, oggi è ministro della giustizia di Hassan Rouhani.

• Gli autori del massacro del 1988 non sono mai stati assicurati alla giustizia.

• Il 9 Agosto 2016, è stata resa nota per la prima volta una registrazione audio, in cui l’ex-erede di Khomeini ammette che il massacro è avvenuto ed è stato ordinato ai più alti livelli

 

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