venerdì, Dicembre 9, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIran - Iraq: Arrivo di un gruppo di mercenari del MOIS e...

Iran – Iraq: Arrivo di un gruppo di mercenari del MOIS e della forza Qods a Camp Liberty, fatti passare per familiari dei residenti

Questa procedura è stata applicata per due settimane di seguito dall’ambasciata del regime dei mullah e dal Comitato Repressivo iracheno

Martedì 21 Aprile 2015 per la seconda settimana consecutiva, alcuni agenti del Comitato Iracheno incaricato della repressione di Ashraf, hanno portato molti agenti del Ministero dell’Intelligence del regime iraniano (MOIS) e della forza terroristica Qods, alla stazione di polizia di Camp Liberty, facendoli passare per familiari dei residenti del campo.

Questi agenti, il cui viaggio e soggiorno in Iraq sono stati organizzati dall’ambasciata del regime a Baghdad, sono dovuti passare attraverso diversi checkpoints per arrivare a Camp Liberty, è possono esserci riusciti solo grazie all’assistenza delle forze di sicurezza irachene.

Secondo alcune notizie giunte da fonti interne al regime, la maggior parte degli individui in questo gruppo arrivato a Liberty ieri, sono parenti di un noto agente del MOIS, Ghorban Ali  Hossein-Nejad, tra cui sua figlia Azar (Mona) Hossein-Nejad, suo marito Mohammad Farajian e un’altra parente, Elnaz Hossein-Nejad.

Nei mesi precedenti al massacro del 1° Settembre 2013 ad Ashraf, Ghorban Ali Hossein-Nejad si era recato ad Ashraf molte volte insieme agli ufficiali iracheni. Ad esempio, come affermato in un comunicato del Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), questo mercenario, insieme ad altri, si era recato ad Ashraf il 24 Settembre 2012 e “In Laleh Square, all’interno di Ashraf, con l’aiuto delle forze irachene hanno iniziato a bersagliare i residenti a colpi di pietre. Nel corso di questo attacco uno dei residenti, Hassan Jabbari, è stato ferito alla testa e al collo” (vedi foto allegate). Hassan Jabbari è uno dei 52 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) martiri del massacro del 1° Settembre ad Ashraf.

L’intelligence dei mullah utilizza questi mercenari per torturare psicologicamente e separare la figlia di Ghorban Ali Hossein-Nejad, Zeinab, dai membri del PMOI che risiedono a Camp Liberty. Il 21 Ottobre 2012, Zeinab Hossein-Nejad scrisse una lettera al Segretario Generale dell’ONU, all’UNAMI e all’UNHCR: “Il 17 Ottobre sono stata chiamata a presentarmi all’UNHCR per essere ascoltata a proposito delle bugie di Ghorban Ali Hossein-Nejad. Egli ha affermato che sua figlia Zeinab Hossein-Nejad, cioè io, vengo tenuta in ostaggio dal PMOI…. Nel mio colloquio personale con l’UNHCR, ho sottolineato che …. queste sono le stesse false accuse mosse dal famigerato servizio d’intelligence del regime dittatoriale al potere in Iran … dato che lui ora è diventato un mercenario del Ministero dell’Intelligence del regime iraniano, non accetterò mai più neanche una telefonata da lui per tutto il resto della mia vita”.

In un’altra lettera all’UNHCR, datata 12 Gennaio 2015, il membro del PMOI Zeinab Hossein-Nejad ha scritto: “Dal momento in cui mio padre… si è venduto al Ministero dell’Intelligence (MOIS) del regime iraniano…. ho subito torture psicologiche…. Mio padre ha anche utilizzato mia sorella, che vive in Iran, nel tentativo di molestarmi con l’aiuto del MOIS dei mullah. Uno dei modi che il MOIS utilizza, manipolando mia sorella Azar Hossein-Nejad, è quello di pubblicare articoli a suo nome contro di me o il PMOI sui siti web del MOIS”. E aggiunge: “Rimasi molto sorpresa quando nell’inverno 2013 mia sorella arrivò alla stazione di polizia a Liberty per incontrarmi. Era molto strano perché a nessun familiare era permesso di arrivare a Liberty, neanche di fronte all’entrata…. E d’altra parte mia sorella non era mai voluta venire a Baghdad o ad Ashraf… la cosa era molto sospetta. Nonostante fossi molto dubbiosa, andai ad incontrarla alla stazione di polizia, ma scoprii poi che nel breve intervallo intercorso da quando ero stata informata a quando andai per incontrarla, l’avevano portata via dalla stazione di polizia. A quel punto fui sicura che mandarla a Liberty faceva parte del complotto del MOIS contro di me e il PMOI”.

La presenza dei mercenari della forza Qods e del MOIS è una palese violazione del Memorandum d’Intesa siglato tra le Nazioni Unite e il Governo dell’Iraq il 25 Dicembre 2011, una inequivocabile violazione della Legge Internazionale sui Rifugiati e della Convenzione Contro la Tortura, nonché di molte altre convenzioni internazionali. Prima del trasferimento del primo gruppo di residenti da Ashraf a Camp Liberty, il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU (SRSG), scrisse in una lettera ufficiale ai residenti il 15 Febbraio 2012: “Riguardo alle vostre preoccupazioni sulla presenza di qualunque presenza esterna all’interno di Camp Liberty, il GoI ha assicurato  che non ci sarà alcuna presenza esterna a Camp Liberty”.

Il 15 Ottobre 2012, a seguito della lettera di protesta del rappresentante dei residenti di Liberty riguardante l’arrivo dei mercenari del regime a Camp Liberty, il vice-SRSG scrisse: “Loro (le autorità irachene) lo negano categoricamente… In più io posso garantirvi con assoluta certezza che l’UNAMI non sta facendo arrivare nessuno a Camp Liberty con qualsivoglia pretesto”.

La Resistenza Iraniana avverte del nuovo arrivo di questi mercenari attorno a Camp Liberty e dell’inizio di nuove torture psicologiche che preparano il terreno ad un nuovo bagno di sangue a Liberty. Ricordando il ripetuti impegni presi per iscritto dal Governo U.S.A. e dalle Nazioni Unite sulla sicurezza e il benessere dei residenti di Camp Liberty, chiede provvedimenti immediati che impediscano qualunque movimento del regime iraniano, dei suoi complici e dei suoi mercenari attorno a Camp Liberty qualunque ne sia il  pretesto.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 

22 Aprile 2015

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,487FollowersFollow