domenica, Dicembre 4, 2022
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Iran – Incontro internazionale nella Camera dei Deputati

Il sostegno della Camera dei Deputati al piano in 10 articoli della signora Maryam Rajavi e l’appello per un’iniziativa internazionale contro le impiccagioni arbitrarie e per la liberazione dei 7 ostaggi di Ashraf e per garanzia della protezione dei residenti di Liberty

In un incontro nella Sala delle colonne della Camera dei Deputai, il 18 dicembre, in cui la signora Maryam Rajavi era l’ospite d’onore, è stato presentato il documento dalla maggioranza dei rappresentante della Camera. Il documento, firmato dai 320 deputati apparteneti a tutti i gruppi parlamentari, condanna la sistematica violazione dei diritti umani e le arbitrarie impiccagioni, intensificate dall’insediamento di Rouhani.

Il documento chiede al Governo italiano e alla comunità internazionale di intervenire urgentemente per garantire la sicurezza dei dissidenti iraniani nel Camp Liberty e la liberazione dei 7 ostaggi di Ashraf rapiti il 1° settembre da parte delle forze irachene. Il documento sostiene anche il piano in 10 articoli della signora Maryam Rajavi per futuro Iran.

Nell’incontro dal titolo “l’accordo nucleare di Ginevra, i diritti umani in Iran durante la presidenza di Rouhani e la situazione dei dissidenti iraniani in Iraq” è stato organizzato dal Comitato italiano di parlamentari e cittadini per l’Iran libero, oltre alla signora Maryam Rajavi hanno preso parte e interveniti tra gli altri Amb.Giulio Terzi di Sant’Agata già ministro degli Esteri, Sen.Lucio Malan Questore del Senato, On.Alessandro Pagano presidente del Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per Iran libero, On. Rocco Buttiglione, Sen. Paolo Corsini vice presidente della commissione esteri del Senato, Sen. Luigi Compagna, On. Elisabetta Zamparutti, Sen. Marco Perduca, On. Dario Rivolta, Robert Torricelli già membro del Senato USA,  Taher Boumedra alto responsabile dell’ONU e Aldo Forbice.

Gli onorevoli nel loro intervento si sono congratulati con la signara Maryam Rajavi e con i residenti del Camp Liberty e con la Resistenza Iraniana per la sentenza del teribunale spagnolo contro il consigliere di sicurezza di al-Maliki imputato di aver comesso crimini contro la comunità internazionale e per avere la responsabilità diretta nel genocidio del 1° settembre 2013 e dell’8 aprile 2011, e hanno descritto questa sentenza come una vittoria della giustizia contro l’oppressione e crimine e contro sporco baratto politico e economico.

Gli oratori hanno apprezzato lo sciopero della fame dei residenti del Camp Liberty e degli iraniani in 8 paesi del mondo e hanno approvato gli sforzi della signora Maryam Rajavi per aver chiesto la fine dello sciopero e hanno confermato che faranno tutto il possibile per portare al successo la campagna della Resistenza Iraniana esposta da Maryam Rajavi. 

Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana nel suo intervento ha lanciato l’appello per una campagna internazionale contro l’onda crescente delle esecuzioni arbitrarie, per il sostegno allo sciopero della fame dei prigionieri nelle carceri in Iran e ha affermato che la campagna internazionale per la liberazione degli ostaggi e per la garanzia della sicurezza dei Mojahedin a Liberty, con la potente leva giudiziaria contro i responsabili dei crimini contro l’umanità, continuerà fino al raggiungimento dell’obiettivo finale. 

i rappresentanti del Parlamento italiano hanno chiesto il sostegno del Governo italiano e dell’Unione Europea a tutte i tre obiettivi della campagna. Hanno chiesto al Governo italiano di accogliere, come rifugiati e come un compito umanitario  un consistente numero dei residenti del Camp Liberty in Italia. i rappresentanti del Parlamento italiano hanno ribadito che l’accoglienza dei residenti di Liberty è un compito umanitario per l’Italia e per gli altri paesi europei. 

L’incriminazione da parte del tribunale spagnolo dei più alti responsabili dei crimini contro l’umanità è stata definta da Maraym Rajavi una grande vittoria per il popolo iraniano e per la sua resistenza organizzata, in particolare per chi  ha fatto sciopero della fame. La signora Rajavi ha aggiunto che il lassismo e silenzio degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite e dell’Unione Europeo di fronte al genocidio di Ashraf, incita il regime iraniano e il governo iracheno nel continuare i loro atti criminali. Presidente eletta ha continuato che l’Amministrazione statunitense e l’ONU sono responsabili di ciò che può capitare ai Mojahedin del Camp Liberty. La signora Rajavi ha detto di aspettarsi che il Governo italiano assumma la leadership dell’accoglienza in Euoropa, e costringa il governo iracheno di liberare gli ostaggi e garantire la sicurezza dei residenti di Liberty. 

Molti intervenuti hanno ricordato che l’accordo nucleare non attenua le preoccupazione della comunità internazionale e della popolazione iraniana e dei paesi mediorientali per le armi nucleari della dittatura religiosa al poeter in Iran. La comunità internazionale e il popolo iraniano chiedono l’abolizione totale dell’arricchimento dell’uranio e dei progetti nucleare del regime iraniano. Hanno ricordato i punti del piano della Maryam Rajavi e auspicato un Iran democratico e laico. Un Iran basato sull’uguglianza, Iran pacifico e in pace con i vicini e non atomico. I partecipanti all’incontro hanno confermato il loro sostegno al piano di Maryam Rajavi e alla sua lesdership per un Iran libero e democratico.

 

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