giovedì, Febbraio 2, 2023
HomeNotizieResistenza IranianaIran: Inasprimento dei piani di separazione tra i sessi segno della paura...

Iran: Inasprimento dei piani di separazione tra i sessi segno della paura dei mullah di rivolte sociali

Secondo i media di stato iraniani, il piano repressivo del regime dei mullah per la “separazione dei sessi”, attuato per primo dal comune di Tehran e da Ghalibaf, sindaco di Tehran, verrà ora applicato da altre istituzioni del regime.

L’entità dello sdegno suscitato in varie fasce sociali, in particolare tra le donne, da questo piano misogino è talmente grave che ha portato le autorità del regime a difendere questo piano repressivo e medievale.

A questo proposito Ghalibaf ha detto: “Non dobbiamo permettere ad una donna di avere contatti e socializzare con degli estranei durante le ore di ufficio per giorni e per mesi, più che con i suoi familiari, il marito e i figli. Cos’è accaduto alla nostra dignità?”

Ali Bakhtiari, direttore generale dell’ufficio per la giustizia amministrativa, lo ha definito un piano “per garantire l’integrità dell’ambiente di lavoro per le donne” e ha detto che questa misura non è “una discriminazione o una separazione tra i sessi”. Il mullah Pour-Mohammadi, ministro degli interni di Rouhani e uno dei tre membri del “Comitato della Morte” responsabile del massacro dei prigionieri politici del 1988, noto anche come “il ministro dell morte”, lo considera un piano “in conformità ai valori del regime che aumenterà gli introiti”. (agenzia di stampa Fars – 23 Luglio)

Anche altri 183 membri del parlamento del regime hanno elogiato questo piano misogino condotto e attuato dal sindaco di Tehran. Lo hanno definito “un’attenzione particolare ed un omaggio alle donne”.

Secondo una direttiva del consiglio dei sindaci  e dei loro vice del 17 Maggio 2014 “tutti i direttori generali e centrali dovranno utilizzare solo impiegati maschi per mansioni come capufficio, segretario, centralinista, dattilografo, responsabile ecc. scelti tra gli impiegati del loro ufficio” (agenzia stampa di stato ISNA – 16 Luglio 2014). Questa circolare è stata notificata in maniera confidenziale ai comuni dal consiglio dei vice-sindaci del comune di Tehran. In corso di attuazione di questa risoluzione, alcuni impieghi all’interno del comune sono stati vietati alle donne e molte di loro hanno perso il lavoro .

In linea con questa politica di apartheid sessuale, il comune di Tehran sta progettando di separare le panchine utilizzate da ragazzi e ragazze nei parchi. L’Università della Scienza e della Tecnologia di Tehran ha lanciato un piano repressivo chiamato “Carta Morale” secondo il quale “nessun tipo di rapporto sociale tra maschi e femmine è consentito nel campus”. Alcune regole di questa carta vietano l’uso di profumi e dopo-barba.

Oltre a questo piano, il regime ha inasprito le sue misure repressive contro le donne con pretesti assurdi:

Il numero delle bloggers in prigione è arrivato a 10.

Una giovane donna è stata arrestata dagli agenti delle SSF (Forze di Sicurezza dello Stato) mentre eseguiva un brano musicale nel municipio di Karaj.

Gli insulti, le umiliazioni e le minacce alle donne con il falso pretesto inventato dai mullah di “indossare il velo in modo improprio” continuano.

Sarvnaz Chitsaz. Presidente del Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha definito questo apartheid sessuale, i piani repressivi e medievali e il diffondersi della repressione nei confronti delle donne in Iran, rivelatori dell’ignobile natura della ridicola affermazione della “moderazione” del mullah Rouhani. Ha detto che queste misure dimostrano la paura del regime di proteste popolari in Iran nelle quali le donne hanno sempre avuto un ruolo di pioniere.

“Il silenzio e l’indifferenza dei paesi occidentali di fronte alla disastrosa situazione dei diritti umani in Iran, in particolare dei diritti delle donne, con il pretesto dei colloqui sul nucleare sono sfociati solo in una repressione più dura in Iran. Qualunque negoziato o accordo politico o economico con il regime iraniano deve essere subordinato al miglioramento della situazione dei diritti umani, in particolare dei diritti delle donne iraniane amanti della libertà”, ha detto la Chitsaz.

Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

1° Agosto 2014

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,910FollowersFollow