sabato, Dicembre 10, 2022
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Iran: Il regime dei Mullah penalizza gli attivisti universitari

Gli studenti attivisti in Iran stanno combattendo per continuare i loro studi dopo essere stati inseriti nella lista nera. Lo ha riferito Saeed Kamali Dehghan

ImageThe Guardian- Gli studenti “stellati”- studenti dell’università attivisti a cui è stato vietato di continuare gli studi- stanno disperatamente tentando di ottenere il diritto a proseguire la loro istruzione. Agli universitari che hanno criticato il governo sono stati dati da uno a tre punti di penalità, a seconda della minaccia che si dice possano rappresentare. A tutt’oggi sono circa 150 gli studenti “stellati”. Coloro che erano iscritti a master sono stati costretti a perfezionare l’iscrizione sotto alcune condizioni prestabilite. Le condizioni permettono ai funzionari dell’università di espellere gli studenti in qualunque momento. A tre studenti “stellati” non è stato consentito di iscriversi.

Ad almeno 17 studenti “stellati”, i funzionari dell’università hanno negato la possibilità di iscriversi per il nuovo anno accademico, nonostante avessero superato i difficili esami iraniani d’ingresso per il livello post lauream. “Ho ricevuto una lettera dai funzionari dell’università in cui si diceva che nonostante fossi stato accettato a livello accademico, non potevo continuare i miei studi perché ero accusato di aver commesso atti contro la pubblica sicurezza” ha detto Roozbeh Riazi, uno studente con tre stelle. Attivista politico ai tempi dell’università, in quanto membro della società islamica dell’Università Amir kabir, a Riazi non è permesso continuare con il suo MA. “Credo che lo stato non possa tollerare nessun potenziale dissidente- io non ho fatto nulla d’illegale” ha detto.

La stampa fa pressioni per le ammissioni

Davanti alla vasta copertura mediatica interna ed internazionale della questione, il Ministero iraniano della Scienza, della Ricerca e della Tecnologia, Mohammad Mehdi Zahedi, ha finalmente riconosciuto che alcuni studenti sono stati penalizzati, dopo averlo negato molte volte in precedenza. Ha ammesso che le decisioni sugli studenti “stellati” sono state prese dal Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale e dal Ministero dei Servizi Segreti. “Gli studenti che hanno una stella vicino al loro nome hanno problemi disciplinari o la menzione di cattiva condotta nei loro dossier, e devono stare attenti a che questo non ricapiti, o avranno dei problemi.” Ha affermato.

Si è anche lamentato per l’esagerazione dei media sulla questione. Il ministro ha insistito sul fatto che a nessuno studente “stellato” è stato impedito di iscriversi. Ma Riazi nega questa cosa. “ Non è cambiato niente ci è ancora proibito di continuare la nostra istruzione” ha detto. “Stanno solo tentando di ignorarci”.

Il capo della commissione parlamentare sulla formazione e la ricerca, Ali Abbaspuor Tehranifard, incaricato di formare una commissione investigativa che indaghi sulla faccenda degli studenti “stellati”, ha affermato : “non consideriamo questi 20 studenti(quelli con tre stelle)così importanti da formare per loro una commissione. Significherebbe buttare il tempo della commissione.” Ha aggiunto “non abbiamo problemi con gli studenti “stellati” sono stato ripetutamente informato del fatto che tutti gli studenti “stellati” sono iscritti”.

Non è la prima volta che gli studenti si scontrano con le restrizioni del governo. Molti sono stati convocati dalle commissioni disciplinari universitarie con l’accusa di cattiva condotta e di aver commesso atti contro la sicurezza nazionale; alcuni sono stati sospesi dai corsi o addirittura espulsi. Ma gli studenti dissidenti stanno gradualmente crescendo nonostante l’ulteriore giro di vite nelle università.

“La pressione esercitata sugli studenti dal governo da quando il presidente Ahmadinejad è arrivato al potere non ha risparmiato neanche i giornali e le riviste nati all’interno dell’università.” Ha affermato Hakimzadeh, studente e redattore capo di Vajeh, il più importante giornale politico all’interno dell’università Amir Kabir di Teheran. Il suo giornale è stato chiuso per un anno, e lui è stato sospeso per un semestre nello specifico per un articolo sull’hijab.

Ahmadinejad ha dovuto affrontare canti tipo “Morte al dittatore” l’anno scorso a dicembre quando è andato ad incontrare gli studenti nel palazzetto dello sport. L’università era in fermento. “Quando siamo entrati nella sala tutte le sedie erano occupate da studenti sconosciuti” racconta Bijan Pouryousefi, uno studente che era li. “Abbiamo scoperto che venivano dalle università dell’Imam Hossein e da quella dell’Imam Sadegh, mentre altri erano Basiji della regione che erano li per sostenere il presidente.” Le milizie Basij sono gruppi non ufficiali che vanno nelle università per predicare il pensiero islamico e sostenere il governo. Nelle università dell’imam Sadegh e dell’imam Hossein gli insegnanti e gli studenti sono scelti dal governo; altre università hanno un esame pubblico d’ingresso.

“Loro (i funzionari) non possono niente contro i manifestanti, perché Ahmadinejad gli ha detto di non vendicarsi, ma noi in quanto studenti politicamente attivi all’università siamo stati convocati dal consiglio disciplinare con altre scuse.” Ha detto Pouryousefi.” Abbiamo gli stessi problemi che avevamo quando (l’ex presidente Mohammad) Khatami era al potere. L’unica differenza è che Ahmadinejad usa parole molto più violente”.

Le società islamiche sono gruppi legali di studenti i cui membri sono politicamente attivi. Pubblicano saggi e portano avanti proteste, e molti dei loro membri ora sono studenti “stellati”.

“I funzionari dell’università creano ostacoli con diversi mezzi, ad esempio convocano i nostri membri alla commissione disciplinare.” Ha detto Ali Azizi, un membro della società islamica dell’Università Amir Kabir.

“Hanno anche chiamato le nostre famiglie e hanno fatto pressioni psicologiche su di loro minacciandoli di una nostra eventuale espulsione, riferendo che siamo accusati di cattiva condotta o di atti illegali.”

Molti critici credono che il governo di Ahmadinejad stia imponendo restrizioni agli studenti attraverso la sua scelta dei direttori dell’università. Clamorosamente, Ahmadinejad ha nominato un religioso, l’ayatollah Amid-Zanjani, cancelliere dell’università di Teheran, per far fronte agli studenti dissidenti. L’università di Teheran adesso è nel politicamente silenziosa, mentre un tempo era l’università più prestigiosa e politicamente attiva dell’Iran.

Il cambiamento dei rettori dell’università e la nomina di persone vicine al governo ha esercitato pressioni ancora più pesanti sull’università e ha incoraggiato alcuni studenti a lasciare il paese. Comunque, gli studenti che vogliono partire possono farlo solo se possono permettersi di sborsare 15.000 E come “cauzione”. Amid-Zanjani, che ha giustificato la sua decisione di forzare alcuni insegnanti di Teheran a lasciare il posto sostenendo che essi “avessero superato l’età della pensione” è lui stesso molto più vecchio dei suoi colleghi.

Gli studenti si trovano ad affrontare anche altre pressioni. “Sembra che stiano rendendo gli esami sempre più difficili, creando problemi agli studenti che non hanno più tempo per altre attività.” Sostiene uno studente dell’Università iraniana della Scienza e della Tecnologia, dove lo stesso Ahmadinejad insegnava prima di essere eletto.

Ha aggiunto : “ho solamente letto e letto a scuola per 12 anni prima di entrare all’università. Finalmente, ho superato l’esame d’ingresso dell’università….mi sono iscritto ad una delle università pubbliche di Teheran, alla quale è difficile essere ammesso, e ho dovuto affrontare ancora esami difficili, dove trovavo il tempo per occuparmi di altre cose?”

“Perché Ahmadinejad non lotta per i diritti degli studenti cosi come lotta per “la sua ovviamente pacifica tecnologia nucleare?” chiede un altro studente universitario, che vuole restare anonimo. “Sembra che anche la comunità internazionale non presti la dovuta attenzione a causa dell’ossessione per la questione nucleare”
 

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