venerdì, Gennaio 27, 2023
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Iran: Il fattore “repressione” al quotidiano

ImageCNRI – la repressione in Iran quest’anno ha conosciuto una svolta qualitativa, se si può parlare di qualità nella ferocità. Diciamo che una nuova tappa è stata superata. Fino ad oggi la violenza si dispiegava nella via, con qui e là incursioni che riguardano le antenne paraboliche ed il video o altre bottiglie d’alcool nascoste nei focolari. Si fermava per centinaia, per migliaia, sotto tutti i pretesti: abiti, peli, musica, colore, sorridere, animale di società… E quindi al posto, in prigione.

CNRI – la repressione in Iran quest’anno ha conosciuto una svolta qualitativa, se si può parlare di qualità nella ferocità. Diciamo che una nuova tappa è stata superata. Fino ad oggi la violenza si dispiegava nella via, con qui e là incursioni che riguardano le antenne paraboliche ed il video o altre bottiglie d’alcool nascoste nei focolari. Si fermava per centinaia, per migliaia, sotto tutti i pretesti: abiti, peli, musica, colore, sorridere, animale di società… E quindi al posto, in prigione.

Quest’anno, le sanzioni economiche e politiche sono caduti fittamente sul regime che, ancora sotto la scossa, ha fatto la sua entrata sull’elenco del terrorismo americano e che ha appena visto la sua opposizione ritirare dall’elenco nero britannico. Finite gli anni registrazioni dove i mullah beneficiavano soltanto delle carote a scapito della resistenza iraniana e della popolazione.
Ora  per mantenere il clima di terrore, si entra nell’abitante e si tortura sul posto, si distruggono tutti i propri beni, si viola la propria vita privata, lo immerge nel terrore, nel proprio focolare. Affinché non ci sia più nessun rifugio nel paese. Come ne testimoniano queste fotografie. Il regime ha appena annunciato un rafforzamento della repressione per l’inverno.

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