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Iran: I mullah temono le ire dei lavoratori: il governo Rouhani si oppone alla marcia richiesta dall’istituto governativo “Khaneh Kargar” (La Casa dei Lavoratori)

Comunicato della Commissione Lavoro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

La paura del regime dei mullah per lo scontento e l’ira dei lavoratori è tale che il Ministro degli Interni di Rouhani si è rifiutato di autorizzare una marcia per la Giornata Internazionale dei Lavoratori chiesta dal “Khaneh Kargar” (La casa dei Lavoratori) un istituto governativo, ed ha invece chiesto ai lavoratori di partecipare ad una cerimonia in un auditorium dove doveva parlare Rouhani.

Il Khaneh Kargar è stato creato negli anni ’80 dal Ministero dell’Intelligence ed il suo segretario, Alireza Mahjoub, è sempre sato un funzionario interno a questo regime responsabile della repressione dei lavoratori.

Abbas Davari, Presidente della Commissione Lavoro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, si è congratulato con tutti i lavoratori in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori ed ha dichiarato che negli ultimi 35 anni, a causa delle politiche predatorie, anti-popolari ed anti-iraniane del regime teocratico, i lavoratori iraniani si sono sempre di più impoveriti, anche per il peggioramento della disoccupazione che costringe loro e le loro famiglie ad una vita di enormi sofferenze e privazioni. Ad esempio: il regime iraniano ha determinato il salario minimo per i lavoratori a 608.000 toman, mentre la soglia di povertà dichiarata dal governo è di 1.800.000 toman ed esperti non-governativi hanno portato questo numero a 3.000.000 di toman. Questo significa che milioni di lavoratori, anche se impiegati, possono provvedere solo al 20-30% delle necessità fondamentali per loro e le loro famiglie. L’affitto minimo di una casa è di 400.000 toman o  due terzi del salario minimo dei lavoratori. Nel frattempo, l’aumento del prezzo della benzina e del carburante diesel dei giorni scorsi, ha portato ad un’impennata dei prezzi di altri beni e servizi essenziali.

I funzionari del regime approfittano delle condizioni di milioni di disoccupati con un inganno chiamato “contratto di manovalanza” con il quale, invece di essere assunti ufficialmente, i lavoratori vengono obbligati ad accettare condizioni tiranniche e disumane. Con questi contratti, il lavoratore non ha nessun diritto di protestare e viene licenziato alla minima obiezione.

Decine di lavoratori e sindacalisti, sono stati arrestati per aver cercato di ottenere  il riconoscimento dei diritti fondamentali per i lavoratori e ora stanno scontando anni di sofferenze e torture nelle prigioni medievali del regime. Molti di loro sono stati condannati a pene detentive molto lunghe.

La Commissione Lavoro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana chiede a tutti i lavoratori iraniani di unirsi e resistere ai soprusi e ai mullah criminali per riuscire ad ottenere il giusto riconoscimento dei loro diritti. Questo legittimo obbiettivo potrà essere raggiunto solo spazzando via il fascismo religioso al potere in Iran e conquistando la democrazia e la libertà in Iran.

Commissione Lavoro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

30 Aprile 2014

 

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